sabato 2 agosto 2014

Tu vuó fá l'americana ma sì nata in Italy!

Federica Mogherini, l'ultima "renziana dell'ultim'ora". Una vita da comprimaria, miracolata dal Re Mida Renzi, è lei l'asso nella manica che il premier ha scelto per cambiare le sorti dell'Europa, volendola fortissimamente al timone della politica estera dell'Unione.

In pillole, ecco lo strabiliante cursus honorum che ha fatto in modo che Renzi la considerasse indispensabile per il futuro dei cittadini europei.
1) Un matrimonio indovinato, quello con Matteo Rabesani, lo storico assistente di Walter Veltroni all'epoca in cui era sindaco di Roma;
2) Un incarico da capo del Dipartimento Esteri del Pd, durante il quale ha curato i dossier su Iraq, Afghanistan e Medioriente;
3) Gli "straordinari" risultati ottenuti nella stabilizzazione dei paesi orientali e nel raggiungimento della pace tra arabi e israeliani le sono valsi una candidatura blindata al Parlamento nel 2009, complice il suo mentore Dario Franceschini;
4) Sempre grazie a Franceschini, la democratica "di struttura" è stata nuovamente paracadutata alla Camera dei deputati nel 2013.

Ma la riconoscenza, si sa, vale meno di un ministero. Così Mogherini ha acquistato il biglietto vincente della lotteria renziana... ed eccola alla guida della Farnesina dallo scorso febbraio.

Il primo atto da ministro? Una cena con le mogli dei Marò e la promessa di riportarli presto a casa. Risultato? I due marinai italiani si trovano ancora in India.

Alla luce di tutto ciò, la nostra prode deve evidentemente avere delle qualità finora tenute ben nascoste.
In Europa non la vuole nessuno e solo le rinomate doti oratorie di Renzi l'hanno fatta digerire ai socialisti europei che per il momento ne appoggiano la candidatura.
Ma se a Bruxelles nessuno la conosce, non sarà che per la sua inconsistenza a Washington la si veda come una voce assai malleabile nei rapporti euroatlantici?
Forse è di chiaroveggenza che si può parlare quando si pensa alla dichiarazione di Neera Tanden (già consigliere politico di Hillary Clinton) che di Mogherini non molto tempo fa ebbe a dire: "Nel distretto di Columbia è apprezzata e stimata e sarebbe senz'altro un buon asset se la Ue decidesse di nominarla alto rappresentante".
E di sicuro la coincidenza di tempi con la segretissima negoziazione del trattato di libero scambio Usa-Ue (TTIP) sarà solo uno strano caso...

Vista la crisi economica e i problemi del mondo dell'occupazione, perché il caro Renzi non ha fatto pesare il suo adorato "40,8%" su incarichi meno di facciata ma che contano realmente nella vita di tutti i giorni dei cittadini?
#whyMogherini


Foto: Tu vuó fá l'americana ma sì nata in Italy!

Federica Mogherini, l'ultima "renziana dell'ultim'ora". Una vita da comprimaria, miracolata dal Re Mida Renzi, è lei l'asso nella manica che il premier ha scelto per cambiare le sorti dell'Europa, volendola fortissimamente al timone della politica estera dell'Unione.

In pillole, ecco lo strabiliante cursus honorum che ha fatto in modo che Renzi la considerasse indispensabile per il futuro dei cittadini europei.
 1) Un matrimonio indovinato, quello con Matteo Rabesani, lo storico assistente di Walter Veltroni all'epoca in cui era sindaco di Roma;
 2) Un incarico da capo del Dipartimento Esteri del Pd, durante il quale ha curato i dossier su Iraq, Afghanistan e Medioriente;
 3) Gli "straordinari" risultati ottenuti nella stabilizzazione dei paesi orientali e nel raggiungimento della pace tra arabi e israeliani le sono valsi una candidatura blindata al Parlamento nel 2009, complice il suo mentore Dario Franceschini;
 4) Sempre grazie a Franceschini, la democratica "di struttura" è stata nuovamente paracadutata alla Camera dei deputati nel 2013.

Ma la riconoscenza, si sa, vale meno di un ministero. Così Mogherini ha acquistato il biglietto vincente della lotteria renziana... ed eccola alla guida della Farnesina dallo scorso febbraio.

Il primo atto da ministro? Una cena con le mogli dei Marò e la promessa di riportarli presto a casa. Risultato? I due marinai italiani si trovano ancora in India.

Alla luce di tutto ciò, la nostra prode deve evidentemente avere delle qualità finora tenute ben nascoste.
 In Europa non la vuole nessuno e solo le rinomate doti oratorie di Renzi l'hanno fatta digerire ai socialisti europei che per il momento ne appoggiano la candidatura.
 Ma se a Bruxelles nessuno la conosce, non sarà che per la sua inconsistenza a Washington la si veda come una voce assai malleabile nei rapporti euroatlantici?
 Forse è di chiaroveggenza che si può parlare quando si pensa alla dichiarazione di Neera Tanden (già consigliere politico di Hillary Clinton) che di Mogherini non molto tempo fa ebbe a dire: "Nel distretto di Columbia è apprezzata e stimata e sarebbe senz'altro un buon asset se la Ue decidesse di nominarla alto rappresentante".
 E di sicuro la coincidenza di tempi con la segretissima negoziazione del trattato di libero scambio Usa-Ue (TTIP) sarà solo uno strano caso...

Vista la crisi economica e i problemi del mondo dell'occupazione, perché il caro Renzi non ha fatto pesare il suo adorato "40,8%" su incarichi meno di facciata ma che contano realmente nella vita di tutti i giorni dei cittadini?
 #whyMogherini


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