giovedì 2 marzo 2023

Seviziato, ucciso e gettato in una scarpata a 21 anni, svolta nelle indagini: 3 arresti a Taranto

 28 Febbraio 2023
09:08

Si tratta di tre giovani, un 19enne e un 22enne di Manduria e un 22enne di Grottaglie che devono rispondere ora dell’accusa di concorso in omicidio pluriaggravato del 21enne Natale Naser Bahtijari.
A cura di Antonio Palma

La vittima Natale Naser Bahtijari La vittima Natale Naser Bahtijari

Svolta nelle indagini sulla violenta morte di Natale Naser Bahtijari, il ragazzo pugliese di 21 anni trovato senza vita la scorsa settimana in una zona di campagna ai piedi di un viadotto a Manduria, nel Tarantino. Dopo alcuni giorni di indagini, gli inquirenti hanno individuato i presunti responsabili dell’omicidio del giovane e nelle scorse ore la polizia ha fermato e arrestato tre persone ritenute responsabili a vario titolo dell’assassinio.

Si tratta di tre giovani, un 19enne e un 22enne di Manduria e un 22enne di Grottaglie che devono rispondere ora dell’accusa di concorso in omicidio pluriaggravato. I giovani devono rispondere anche di tentativo di soppressione di cadavere e rapina e delle aggravanti dell'aver agito con crudeltà e del metodo mafioso. Secondo la polizia, "le modalità adottate prima, durante e dopo l’azione omicidiaria – che assumerebbe i contorni di una vera e propria punizione pubblica, richiamando ripetutamente in causa un noto clan della Sacra Corona Unita egemone nel Tarantino – evidenzierebbero la riconducibilità della stessa ad un contesto di criminalità organizzata e, nello specifico, all’agire della citata cosca mafiosa".

I tre sono stati raggiungi dagli uomini della Squadra Mobile della Questura di Taranto che indagavano sui fatti e che all’alba di oggi, martedì 28 febbraio, gli hanno notificato altrettanti provvedimenti di fermo emessi dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce, che è competente per territorio e ha coordinato l’inchiesta.

 

Secondo quanto ricostruito, l’omicidio sarebbe avvenuto altrove e solo successivamente il cadavere della vittima sarebbe stato portato sul posto. Il corpo senza vita del 21enne Natale Naser Bahtijari, di origine montenegrina e residente ma a Campi Salentina, in provincia di Lecce, era stato trovato la mattinata del 23 febbraio scorso ai piedi di una scarpata nei pressi di Manduria, sulla strada che dal Tarantino porta a Oria, nel Brindisino. Secondo gli inquirenti, l’omicidio risaliva ad alcune ore prima, nella notte tra il 22 e il 23 febbraio.

Natale Naser Bahtijari, di cui era stata denunciata la scomparsa poche ore prima, sarebbe stato seviziato e ucciso prima di essere trasportato sul posto e gettato nella scarpata. Sul cadavere, semi nascosto dietro la vegetazione, infatti sono state trovate numerose ferite da arma da taglio e segni di violenza. In particolare sul corpo sono state trovate diverse ferite di arma da taglio al collo e al torace.

Secondo gli inquirenti l'assassino sarebbe collegato a un traffico di droga tra Lecce e Manduria. "Le indagini hanno consentito di collegare quell'efferato omicidio a un traffico di sostanze stupefacenti", ha spiegato il capo della Squadra Mobile di Taranto, Cosimo Romano. Quanto ai fermati, "erano soggetti attenzionati, monitorati, per questo tipo di reati. Soggetti molto giovani e ciò rende questo crimine particolarmente grave e allarmante, sia per l'efferatezza delle condotte sia per l'età dei presunti autori". A dare una svolta alle indagini sarebbero stati gli indizi raccolti nell'auto della vittima, una Fiat 500 trovata nelle campagne qualche ora dopo il ritrovamento del corpo, con la quale la vittima, la sera del delitto, si era recata a Manduria.

https://www.fanpage.it/attualita/seviziato-ucciso-e-gettato-in-una-scarpata-a-21-anni-svolta-nelle-indagini-3-arresti-a-taranto/

Mladic71

Ucciso dalla malattia, Andrea muore a soli 28 anni: "Il tuo coraggio è stato un esempio”

  Serle

28 febbraio 2023 10:08

Il dramma che sconvolge una famiglia e l’intera comunità

 

Nel riquadro Andrea Cirillo. Nella foto, l'ingresso del cimitero di Serie, dove il giovane è stato seppellito.  

Una morte prematura che ha turbato e colpito l’intera comunità di Serle, quella di Andrea Cirillo: si è spento nei giorni scorsi, a soli 28 anni, dopo aver lottato con coraggio e determinazione contro una malattia. Un brutto male che, purtroppo, non gli ha lasciato scampo, strappandolo per sempre all’affetto dei genitori, degli amici e dei colleghi. Decine di persone, lunedì pomeriggio, hanno partecipato all’ultimo commosso saluto tra i banchi della chiesa parrocchiale di Serle.

La notizia della sua scomparsa si è rapidamente diffusa nel paese dove viveva da una decina di anni, lasciando tutti increduli e sgomenti: "Partecipiamo con dolore e profonda commozione alla vostra grave perdita", si legge tra le decine di messaggi di cordoglio indirizzati ai genitori e alle due sorelle del 28enne che si era da poco laureato in tecniche di radiologia medica all’università di Brescia. 

Un ragazzo allegro, educato e gentile, così lo ricordano gli ex colleghi e i compagni di studi. Anche il reparto di medicina nucleare del Civile di Brescia lo ha voluto ricordare con un toccante messaggio: "Andrea, la tua presenza durante il tirocinio nel nostro reparto è stata una fonte di ispirazione - si legge -. La tua forza di volontà e la tua determinazione nel superare ogni difficoltà, sono state di esempio per tutti noi. Siamo sicuri che il tuo entusiasmo, la tua passione e la dedizione per questo lavoro, continueranno a ispirare coloro che ti hanno conosciuto. Ti ricorderemo sempre con affetto e stima".

https://www.bresciatoday.it/cronaca/andrea-cirillo-serle.html

Bossi71

Volontaria da molti anni, è morta per un malore in Africa: addio a «Mamma Piera»

 Ponte di Legno

22 gennaio 2023 07:50

Come successe al marito, è morta mentre si trovava in Kenya

 

Pierina Chiodi (fonte: Avvenire.it)  

È nata a Bergamo, ma da cinquant'anni è stata adottata da Ponte di Legno, dove si è trasferita con il marito. Gran parte della sua vita però, e anche gli ultimi giorni prima della morte, li ha trascorsi in Africa, da volontaria. È morta in Kenya Pierina Chiodi, «Mamma Piera», volontaria per aiutare i bambini africani malati di Aids. Aveva creato con il marito Roberto Delbono due orfanotrofi, una scuola e con una mensa. 

L'attività di Pierina si svolgeva a Mambruj, poco distante da Malindi. Fin dal suo primo viaggio in Africa, si è occupata dei bambini sieropositivi, spesso abbandonati dai genitori, accogliendoli negli orfanatrofi che nel tempo è riuscita con caparbietà a realizzare assieme al marito. Grazie all'aiuto di tanti benefattori bresciani, la coppia ha creato letteralmente dal nulla le strutture che ora ospitano centinaia di orfani, e sfamano altre persone povere. L'ultimo refettorio è stato completato da poco, e Pierina ha potuto vederlo funzionare prima della dipartita. 

La donna, 80 anni, è crollata a terra all'improvviso, colpita da un malore. I volontari che erano con lei hanno provato a salvarla, ma inutilmente. Per organizzare le esequie della madre, il figlio Claudio Delbono è partito alla volta del Kenia, da dove riporterà la salma, che riposerà poi nel cimitero di Ponte di Legno. 

 
https://www.bresciatoday.it/cronaca/Pierina-Chiodi.html
 
Berlusconi71

Kenya, morta turista italiana ricoverata dopo l'incendio nel resort: Michela aveva 39 anni

 


La donna era rimasta ustionata dalle fiamme nell'hotel. Era nel reparto di Terapia Intensiva dell’ospedale di Mombasa

Kenya, morta turista italiana ricoverata dopo l'incendio nel resort: Michela aveva 39 anni

E’ morta questa mattina Michela Boldrini, la turista italiana di 39 anni ricoverata da 6 giorni all’ospedale Aga Khan di Mombasa, in Kenya, in seguito all’incendio del resort di Watamu Barracuda Inn nel quale era in vacanza.

La donna era ricoverata in terapia intensiva

 

La donna, originaria della provincia di Bergamo, icoverata in terapia intensiva, ha sviluppato complicazioni e si è aggravata giorno dopo giorno. La madre di Michela Boldrini è atterrata poco fa nella città keniana, assistita dall’Ambasciata d’Italia che, attraverso il Consolato onorario, ha seguito fin dall’inizio la vicenda in contatto con le autorità locali.

 

L'incendio nell'ultimo giorno di vacanza

Michela era in vacanza con il cugino valtellinese che ha riportato ustioni meno gravi. Inizialmente era stata subito giudicata "non in pericolo di vita" dai medici dell’ospedale ma, a differenza del parente e dell’altra paziente ricoverata, una donna di Napoli, già mercoledì era stata trasferita a Mombasa per ricevere cure appropriate. Nel corso dell’ultima giornata la situazione è peggiorata. Un viaggio di relax che da un momento all’altro si è trasformato in una tragedia. Giovedì era il loro ultimo giorno di vacanza nel villaggio del Kenya, dopo una settimana. Poi l’incendio.

https://www.leggo.it/italia/cronache/kenya_morta_turista_italiana_ricoverata_incendio_resort_michela_oggi_1_3_2023-7260483.html

Blaserna71

 

 

 

Investito da un'auto davanti ad negozio: Paolo, 41 anni, muore dopo tre settimane d'agonia. Lascia la moglie e un figlio piccolo

 


Paolo Dal Cin, 41 anni, è stato investito da una macchina e per 20 giorni ha lottato tra la vita e la morte, poi il tragico epilogo. Lascia il piccolo Samuele e sua moglie

Investito davanti ad negozio, Paolo vive tre settimane di agonia in ospedale poi la morte


Stava attraversando la strada davanti ad un negozio, quando è stato investito da un'auto. Dopo tre settimane di agonia, di lotta tra la vita e la morte, Paolo Dal Cin, 41 anni, di Sarmede, provincia di Treviso è spirato, lasciando il piccolo Samuele e sua moglie. L'incidente era avvenuto a Cappella Maggiore, lo scorso 9 febbraio, e le sue condizioni sono apparse da subito molto gravi, scrivono i giornali locali.

Schianto fatale

I medici accorsi sul luogo dello schianto hanno intubato il 41enne, trasportandolo con l’elisoccorso del Suem all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, dove è stato ricoverato in prognosi riservata. L'uomo, di professione programmatore, per circa 20 giorni ha alternato momenti di stabilità a fasi più acute, lasciando i familiari sospesi tra speranza e paura di un tragico epilogo.

Mancherà a tutti

La notizia si è diffusa nel paese in cui viveva Paolo Dal Cin, generando un vasto cordoglio di cui si è fatto interprete il sindaco Larry Pizzol: «Quello di Paolo rappresenta l’ennesimo dramma che colpisce tutta la nostra comunità. Un giovane uomo innamorato della sua famiglia, disponibile e gentile con tutti. La tragica scomparsa lascia in tutti noi un vuoto straziante e assordante. Sino all’ultimo abbiamo sperato e pregato per lui. Ora il gesto più amorevole che possiamo compiere è stringerci attorno alla famiglia e in particolare al piccolo figlio, per condividere insieme l’incommensurabile dolore. Mancherà a tutti noi».

https://www.leggo.it/italia/cronache/investito_auto_paolo_muore_3_settimane_agonia_oggi_1_3_2023-7260509.html?refresh_ce

Giordani71

 

 

mercoledì 1 marzo 2023

Incidente con la moto, Salvatore muore dopo 10 anni di coma. La sorella diventa infermiera per assisterlo

 


Una delle sorelle si era iscritta e laureata nel corso di infermieristica per assisterlo. "Adesso sei libero di volare", ha scritto Ornella

Incidente con la moto, Salvatore muore dopo 10 anni di coma. La sorella diventa infermiera per assisterlo

Nell'estate di dieci anni fa, nel 2013, era rimasto gravemente ferito in un incidente stradale, avvenuto a Palermo. La motocicletta su cui stava viaggiando si è scontrata in modo pesante, contro un'auto parcheggiata e Salvatore Cavallaro, nella caduta ha riportato traumi molto gravi, che lo hanno portato in coma. Da quel giorno la vita è cambiata per sempre, e non solo la sua, ma anche quella dei suoi familiari. In primis sua sorella. Si, perché Salvatore da quel giorno è rimasto in coma profondo per dieci anni, ora è deceduto all'età di 36 anni.

Impatto terribile

Uno scontro molto violento, definito poi con un concorso di colpa con l’automobilista coinvolto; il giovane, all'epoca 25enne, fu portato in ospedale con un delicato trauma cranico. Ma da quel giorno, per Salvatore che in sella alla sua Suzuki stava facendo ritorno a casa a Monreale, è iniziata la lunga lotta per la vita. Un'esistenza difficile, in cui lo stato comatoso alternando a momenti di ripresa, ha reso necessaria un'assistenza continua. Per aiutarlo, le due sorelle decisero di iscriversi alla facoltà di Medicina, ed intraprendere il corso di studi per laurearsi come infermiere. E così fecero, stando vicino al fratello in tutti questi anni, fino al suo ultimo giorno di vita.

Tragica fine

«Adesso sei libero di volare», si legge in un post scritto sui social da Ornella, una delle due sorelle. «Mi ricordo ancora il tuo essere allegro e solare, sempre sorridente; che il tuo calore possa continuare a scaldare i cuori dei tuoi familiari e a vegliare sempre su di essi», il pensiero di un'amica.

https://www.leggo.it/italia/cronache/incidente_stradale_moto_salvatore_morto_dieci_anni_coma_sorella_infermiera_oggi_1_3_2023-7260737.html?refresh_ce

Giordani71

 

 

 

Sydney Sweeney

 


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