La peste del 1348 ![]() | Nel 1346 scriveva il cronista fiorentino Matteo Villani: "Cominciossi nelle parti d'Oriente, nel detto anno [1346], in verso il Cattai e l'India superiore, e nelle altre provincie circustanti a quelle marine dell'oceano, una pestilenzia tra gli uomini d'ogni condizione di ciascuna età e sesso, che cominciavano a sputare sangue, e morivano chi di subito, chi in due o in tre dì... Questa pestilenzia si venne di tempo in tempo, e di gente in gente apprendendo, comprese e uccise infra il termine d'uno anno la terza parte del mondo che si chiama Asia. E nell'ultimo di questo tempo s'aggiunse alle nazioni del Mare Maggiore, e alle ripe del Mare Tirreno, nella Soria e Turchia, e in verso lo Egitto e la riviera del Mar Rosso, e dalla parte settentrionale la Rossia e la Grecia, e l'Erminia e l'altre conseguenti provincie..."!. L'autore non immaginava che molto presto, nel mezzo dell'Europa, egli stesso sarebbe stato vittima di quella malattia sconosciuta. |
La peste che dal 1346 per un secolo e mezzo flagellò l'Europa, nacque forse nel 1337 in Asia centrale dal contatto di pulci con roditori infetti. In Europa essa raggiunse inizialmente, attraverso le vie commerciali, le pianure del Volga e del Don, colpendo i popoli dell'Orda d'oro. A provocare la diffusione inarrestabile del contagio fu un episodio accaduto durante la battaglia tra il khan dell'Orda d'oro e i Genovesi per il controllo di Caffa, in Crimea. Il khan, resosi conto che la malattia stava decimando le sue truppe, catapultò sui Genovesi mucche di cadaveri infetti. Quando riparti vittorioso da Caffa, l'esercito genovese aveva contratto il morbo. L'epidemia, trasportata sulle galere dei vincitori, si propagò rapidamente: nel luglio del 1347 veniva colpita Pera, nel porto di Costantinopoli, nel settembre era la volta di Messina, seguita ben presto dalle altre città della Sicilia. Ma i centri di maggiore diffusione del morbo furono i porti di Livorno e di Marsiglia, dove le galere, respinte da Genova, erano riuscite a farsi accogliere. Ciò spiega perché nella fase iniziale del contagio le maggiori devastazioni si ebbero tra le popolazioni della Toscana, della Provenza e della Contea Venaissin.
[...] già erano gli anni della fruttifera incarnazione del Figliuolo di Dio al numero pervenuti di milletrecentoquarantotto, quando nella egregia città di Fiorenza [...] pervenne la mortifera pestilenza: la quale, per operazion de’ corpi superiori o per le nostre inique opere da giusta ira di Dio a nostra correzione mandata sopra i mortali, alquanti anni davanti nelle parti orientali incominciata [...] senza ristare d’un luogo in un altro continuandosi, verso l’Occidente miserabilmente s’era ampliata. [...] Nascevano nel cominciamento d’essa a’ maschi e alle femine parimente o nella anguinaia o sotto le ditella certe enfiature, delle quali alcune crescevano come una comunal mela, altre come un uovo, e alcune più e alcun’altre meno [...] A cura delle quali infermità né consiglio di medico né virtù di medicina alcuna pareva che valesse o facesse profitto [...] E più avanti ancora ebbe di male: ché non solamente il parlare e l’usare cogli infermi dava a’ sani infermità o cagione di comune morte, ma ancora il toccare i panni o qualunque altra cosa da quegli infermi era stata tocca o adoperata pareva seco quella cotale infermità nel toccator transportare [...] Che altro si può dire [...] se non che tanta e tal fu la crudeltà del cielo, e forse in parte quella degli uomini, che infra’l marzo e il prossimo luglio vegnente, tra per la forza della pestifera infermità e per l’esser molti infermi mal serviti o abbandonati ne’ lor bisogni per la paura ch’aveono i sani, oltre a centomila creature umane si crede per certo dentro alle mura della città di Firenze essere stati di vita tolti, che forse, anzi l’accidente mortifero, non si saria estimato tanti averne dentro avuti? (Decameron I, introduzione) |
La carta mostra la progressione della peste in Europa negli anni 1347-51. Le navi dei genovesi, percorrendo dalla Crimea la via della seta, probabilmente la portarono prima a Costantinopoli (1347), poi a Messina (settembre 1347) e a Marsiglia (novembre 1347). Nel corso dell'inverno 1347-48 l'epidemia si estese rapidamente. In gennaio risultavano colpiti i tre maggiori porti italiani (Pisa, Genova e Venezia). Per tutto il 1348 continuò ad avanzare rapidamente, ma si arrestò di fronte all'inverno 1348-49. La peste venne, infatti, segnalata a Parigi nell'estate 1348, scomparve durante l'inverno e ricomparve nel marzo 1349. Anche nel nord Europa comparve prima nei porti e poi nel retroterra continentale. Danzica fu colpita nel 1350 e la peste si arrestò nel successivo inverno di fronte all'Oder; nel 1351 vennero colpite le regioni baltiche interne. Nel 1352 comparve anche in Russia.
http://www.parodos.it/sintesi9.htm
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