Siria, Usa: "Nessuna collaborazione con Assad contro l'Isis"
Raid dell'aviazione governativa di Damasco contro postazioni dell'Isis

Drone da ricognizione (foto: ANSA )

Distruzione ad al-Mleiha, vicino Damasco EPA/YOUSSEF BADAWI (foto: EPA)





Damasco EPA/YOUSSEF BADAWI (foto: EPA)



Barack Obama (foto: EPA)
Aerei militari americani pronti ad entrare nello spazio aereo siriano. Il Commander in Chief, Barack Obama, ha dato luce verde. Ma la loro missione al momento è solo quella di raccogliere intelligence: i raid Usa in Siria contro i jihadisti tagliagole dello Stato Islamico appaiono così sempre più probabili, anche se il presidente non ha ancora preso decisioni, secondo quanto ha fatto sapere la Casa Bianca precisando che, in ogni caso, è esclusa qualsiasi collaborazione con il regime di Bashar al Assad.
Gli Usa, hanno detto fonti del Pentagono, stanno inviando nei cieli della Siria dei velivoli con pilota e senza, ovvero aerei spia U-2 e droni, dopo che Obama ha dato l'autorizzazione a voli di ricognizione già durante lo scorso week-end. Di fatto si tratta di un significativo passo in avanti verso un coinvolgimento diretto americano nel mattatoio siriano, dove in tre anni mezzo la guerra civile ha provocato - secondo una stima prudente dell'Onu - quasi 200mila morti. Ma per gli Usa, ha precisato il portavoce della Casa Bianca, "non c'è alcun progetto di coordinamento con il regime di Assad", di cui Obama chiede da oltre tre anni l'uscita di scena e che ieri si era invece detto pronto ad accettare operazioni militari Usa in Siria, ma solo nell'ambito di una collaborazione contro il terrorismo internazionale.
In Siria intanto decine di raid sono stati compiuti dall'aviazione del regime di Damasco sulle postazioni dello Stato islamico (Isis) nella provincia nord-orientale di Deyr az Zor, secondo quanto riferisce l'ong Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus). La provincia è quasi interamente sotto il controllo dell'Isis e confina con le regioni in territorio iracheno anch'esse occupate dallo Stato islamico.
Ucciso cittadino Usa che combatteva con l'Isis - Un cittadino Usa, Douglas McAuthur McCain, 33 anni, di San Diego, è morto mentre combatteva a fianco dei jihadisti dell'Isis in Siria. Lo riferisce Nbc. Sarebbe stato ucciso negli scontri del weekend fra due gruppi di opposizione siriani, riferisce il Free Syrian Army. In tasca aveva 800 dollari e il passaporto americano. Il Dipartimento di Stato Usa ha contattato i familiari di Douglas McAuthur McCain, il cittadino americano di 33 anni ucciso in Siria mentre combatteva a fianco dei jihadisti, per confermarne la morte. E' quanto si apprende dalla Cnn. Uno zio della vittima ha parlato della telefonata dicendo che i genitori sapevano della sua conversione all'islam, ma la notizia che avesse abbracciato la causa dei jihadisti li ha "sorpresi e sconvolti" come il resto del Paese.
Reporter americano liberato è a Tel Aviv, sta bene - Il giornalista americano Peter Theo Curtis, liberato domenica in Siria, sta bene e si trova in transito a Tel Aviv sotto protezione americana. Lo ha riferito la portavoce del dipartimento di Stato Usa, Jennifer Psaki. Curtis e' stato liberato dopo 22 mesi di prigionia in mano ai jihadisti del Jabhat al Nusra, il ramo siriano di al Qaida, che si e' separato dallo Stato Islamico (Isis), ancor più radicale. Il governo Usa ha riconosciuto il ruolo avuto dal Qatar nella liberazione, ma ha precisato che non e' stato pagato nessun riscatto.
Esperto a Bild, minaccia Isis almeno per 20 anni - La minaccia terroristica dell'Isis durerà per i prossimi vent'anni, anche per l'Ue: "Dobbiamo contare sul fatto che almeno una minoranza di questi prima o poi sarà attiva anche in Europa". E' quanto ha detto il rinomato esperto di terrorismo internazionale, il professor Peter Neumann del Kings College di Londra, intervistato dal tabloid tedesco Bild. Per Neumann sta crescendo una "nuova, giovane al Qaida", una generazione di terroristi non formata con l'attentato dell'11 settembre negli Usa, ma dalle lotte in Siria e in Iraq, ha aggiunto. "Un attentato a Berlino non ci sarà forse oggi o domani, ma saremo a rischio per almeno due decenni, per un'intera generazione", ha spiegato l'esperto, secondo cui sono circa 2400 i combattenti occidentali dell'Isis, tra cui 2 mila dall'Europa. Proprio costoro "commettono i crimini più brutali, perché sono particolarmente motivati dal punto di vista ideologico".
(ANSA)
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