giovedì 28 agosto 2014

Mafia 1.Due terreni nel Ragusano e un palazzo signorile a Vittoria – sempre in provincia di Ragusa – cedonsi in cambio di un vitalizio. Sembra uno scherzo, invece è l'epilogo di una vicenda allucinante. La racconta Giovanni Pancari, il proprietario che da trent'anni cerca di venderli ma vede ogni volta le trattative arenarsi inspiegabilmente. Chiama in causa la mafia locale che lo avrebbe danneggiato fino a
minacciarlo di morte: in effetti oggi Pancari e la moglie vivono a Catania, perché "se metti piede a Vittoria ti facciamo la pelle".
I beni - che Pancari ha avuto in eredità dal padre e successivamente son stati divisi al 50% con una sorella che non ha mai avuto problemi di sorta - hanno subìto traversie di qualsiasi tipo: saccheggiamenti, furti, danneggiamenti, a partire dagli inizi degli anni '90, quando nel palazzo di Vittoria viene completamente svuotata la cucina. Si susseguono numerosi furti di suppellettili ma anche di documenti di proprietà della famiglia di Pancari. Il palazzo e i fondi vengono spesso "occupati" da gruppi di persone non meglio identificate. Addirittura uno dei due appezzamenti di terreno, il fondo Tremolazza, viene circondato da sbarramenti di vario tipo per impedirne l'accesso.
Pancari denuncia i furti e le prime intimidazioni, ma non riceve risposte incoraggianti dall'autorità giudiziaria. Al contrario la situazione peggiora, perché capita sempre più spesso che i possibili acquirenti dei beni interrompano i contatti all'improvviso, anche dopo aver manifestato un vivo interessamento ai beni. L'uomo e la moglie vengono inoltre fatti oggetto di minacce telefoniche insistenti, fino a quando gli viene intimato di non mettere più piede a Vittoria.
Nell'agosto del 1992 Pancari si reca con la moglie e un conoscente, accompagnato dal figlio, con due vetture nel fondo Tremolazza per documentare fotograficamente l'ennesimo episodio di danneggiamento. Al ritorno verso casa Pancari e la moglie si trovano la via sbarrata da tre veicoli. La sua vettura viene circondata da un gruppo di persone, una delle quali ha un fucile subacqueo carico. Un'altra persona si infila nel finestrino dal lato della moglie con atteggiamento provocatorio. Pancari chiede più volte che gli venga liberato il passo, ma sarà solo l'arrivo della macchina del conoscente a mettere in fuga il gruppo.
Oggi, all'età di settantasei anni, Giovanni Pancari non ce la fa più. Si dichiara pronto a cedere gratuitamente il palazzo signorile e i due fondi in cambio di un vitalizio mensile che consenta a lui e alla moglie una vita dignitosa. Non ha idea di chi possa avergli voluto impedire per tutti questi anni non solo la vendita ma anche l'utilizzo dei suoi averi. Ha provato a rivolgere la sua richiesta all'associazione antiracket di Caltanissetta, che risponde che in assenza di dati più circostanziate non può fare molto. Le altre associazioni contattate da Pancari non hanno risposto.
[enrico natoli]

Giovanni Pancari

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