Tra quei corridoi, in quelle stanze si sono mossi magistrati simbolo, Rocco Chinnici, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino.
E’ il palazzo di Giustizia di Palermo, adesso senza una guida alla procura dopo l’addio di Francesco Messineo, il cui incarico è scaduto dopo otto anni.
Il palazzo dei veleni, delle polemiche, dei corvi. Polemiche roventi che hanno portato a inchieste del Csm, a capi d’incolpazione nei confronti di Antonio Ingroiaprima e Nino di Matteo poi, i magistrati che hanno coordinato le indagini sul patto scellerato, la trattativa Stato-Mafia.
Intanto la procura è ancora priva di una guida. Il Consiglio Superiore della Magistratura non ha ancora eletto il nuovo procuratore capo.
E pensare che un candidato c’era, Guido Lo Forte, caselliano di ferro e pm del processo Andreotti.
Probabilmente inviso però, al Quirinale. Infatti, un paio di settimane fa il segretario generale della presidenza della Repubblica, Donato Marra, ha inviato a Palazzo dei Marescialli, una missiva del Capo dello Stato, Napolitano, nella quale si chiedeva ai consiglieri di eleggere in via prioritaria altri uffici inquirenti, escludendo Palermo, sede vacante solo dal primo agosto.
In pratica la lettera di Giorgio Napolitano ha bloccato la nomina di Guido Lo Forte.
“Questa è la dimostrazione che il Csm è un organo sotto tutela” è lo sfogo di Antonello Ravanelli, consigliere di Magistratura indipendente, le indicazioni dei togati sono carta straccia.
Ad oggi non è dato sapere quando il il nuovo plenum del Csm, completamente rinnovato, sarà in grado di riunirsi, e Lo Forte potrebbe perdere il vantaggio accumulato, a fronte di alleanze strategiche atte a favorire la nomina di Francesco Lo Voi, vicino ad Angelino Alfano.
Carte in tavola cambiate in corsa, bruciata la nomina di Guido Lo Forte, con un procuratore capo nominato in pratica dal Capo dello Stato, anche la testimonianza di Napolitano al processo trattativa Stato-mafia, assumerebbe contorni e rilevanza diversi.
La storia si ripete e a quel punto i giochi potrebbero essere fatti.
http://www.articolotre.com/2014/08/la-procura-di-palermo-e-i-timori-del-quirinale/

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