DOSSIER PARNASI
Se i Parnasi
fanno il “botto”, la Bnl come si mette?
Sono veramente impressionanti le
implicazioni del costruttore Luca Parnasi con Bnl/Bnp Paribas … ed anche,
diciamolo, preoccupanti.
20 / 6 / 2013

(google)

(google)
Cominciamo dal quartiere Torrino,
adiacente all’Eur, dove la Parsitalia appunto dei Parnasi ( il padre Sandro
cominciò nel dopoguerra come collaboratore degli altri costruttori “rossi” -
più propriamente “rosè” – i Marchini) ha costruito negli anni scorsi un vero e
proprio fantasmagorico nuovo quartiere, in gran parte sulla base di
finanziamenti Bnl.
E in gran parte, a causa della più
complessiva crisi delle vendite immobiliari, ancora invenduto.
Poi c’è la storia del nuovo grattacielo
della Provincia di Roma, ormai pressoché ultimato, all’Eur.
Peccato però che la Provincia di Roma,
come tutte le altre, sia in fase di scioglimento e non si capisce quindi a cosa
debba ormai servire quel grattacielo, anche esso costruito con finanziamenti
Bnl e, in misura minore, Unicredit.
Per garantire il finanziamento del
grattacielo ( costato 400 milioni di euro, 8 volte il capitale di Parsitalia)
la Provincia di Roma aveva messo a disposizione, in un fondo immobiliare
denominato Upside e gestito da Bnl / Bnp Paribas, una serie di immobili di
pregio della stessa Provincia da mettere in vendita o più propriamente in
svendita.
Ma anche qui, a causa della più
complessiva crisi immobiliare, la vendita/svendita stenta assai .
Senza poi contare che uno di questi
palazzi di pregio, quello in Via Antonio Musa 10, è stato il 6 Aprile scorso
occupato in una delle tappe dello Tsounami Tour ed è ora diventato uno
studentato autogestito denominato “Degagè”.
Questa occupazione, come già detto, non è
stata casuale. I movimenti di lotta hanno occupato quel palazzo, oltre che per
denunciare l’intera operazione speculativa Parnasi/Provincia/Bnl, anche per
“colpire” pesantemente Bnl/Bnp Paribas per le varie operazioni tutte
“politiche” di licenziamenti di propri dipendenti e dirigenti sindacali, in
almeno un paio di casi anche militanti dei movimenti sociali romani.
E l’operazione sgombero di questo palazzo,
pur tentata in forma blanda e fallimentare la sera stessa del 6 Aprile anche su
pressante richiesta della Bnl, risulta assai difficile da praticare.
Sia per una più complessiva ritrosia agli
sgomberi di Prefettura e Questura nonchè del nuovo Sindaco di Roma, Ignazio
Marino, "compagno" di partito dei Parnasi ma anche in buoni rapporti
con una parte delle componenti dello Tsounami Tour che lo anche sostenuto nelle
elezioni appena vinte, anche se in verità non propriamente con la componente
che ha dato vita a"Degagè", che invece era elettoralmente
"astensionista". Ma, insomma, inaugurare la nuova gestione con una
scelta di sgomberi, non sarebbe per Marino - che è pure dissidente col Pd sul
governo di "larghe intese" - il miglior viatico nei rapporti con una
parte importante della sinistra"sociale" romana ...
Ma soprattutto lo sgombero è difficile
perché, nello specifico caso di Via Musa 10, c’è qualche autorevole dirigente
della polizia romana che aveva in qualche modo predetto alla Bnl, in tempi non
sospetti, che poteva accadere qualcosa del genere, aveva tentato di far capire
alla dirigenza Bnl la “pericolosità sociale”, oltre che l’assurdità giuridica,
di certi licenziamenti, aveva persino ottenuto rassicurazioni in questo senso (
vero, Quinale?, vero, Cultrona?) ed ora, sentitosi preso per i fondelli, non
è certo entusiasta di imbarcarsi in una politicamente e tecnicamente complicata
operazione di sgombero di quel palazzo.
Quindi a rischio l’operazione Torrino, a rischio
quella Eur/Provincia, ma non finisce qui …
La Parsitalia di Parnasi è infatti anche
incaricata di costruire il nuovo centro direzionale Bnl nei pressi della
Stazione Tiburtina. Che notoriamente dovrebbe vedere la luce entro il 2015 ma
che è ancora, come già dicevamo poco tempo fa in un altro articolo, un campo di
erbacce. Che impegna però altri 300 milioni di euro di finanziamento BNL,
tramite Servizio Italia, allo stesso Parnasi, oltre a costringere qualche
migliaio di lavoratori Bnl a stare “stipati” per anni come sardine, soprattutto
in Via Aldobrandeschi 300, in attesa del nuovo fantasmagorico centro.
E non finisce qui. Parnasi si è anche
imbarcato ( anche qui con assistenza finanziaria Bnl e Unicredit ) nella vera e
propria “araba fenice” dell’urbanistica romana, e cioè il presunto ( molto
presunto) nuovo stadio della Roma a Tor di Valle, che dovrebbe essere costruito
sulle ceneri del vecchio ippodromo, stadio che ha la stessa probabilità reale
di vedere mai veramente la luce che ha l’ormai leggendario Ponte sullo Stretto
di Messina.
E poi, già che ci siamo, in Bnl siamo
bravi a non farci mancare nulla, c’è anche la pesante esposizione con Bnl di
un’altra Parnasi, la sorellina Flavia, portatrice di progetti non meno
fantasmagorici nella sua veste di produttrice cinematografica, progetti che
però fino ad oggi non hanno mai riscosso particolare successo di pubblico e di
cassa, l’ultimo caso è quello del pretenzioso semi-kolossal “Gladiatore in
affitto”, miseramente fallito ai botteghini e quasi subito scomparso dalla
programmazione delle sale.
E sempre l’intera famiglia Parnasi sembra
essersi lanciata, ovviamente anche qui col sostegno Bnl, in un’ulteriore
avventura, stavolta editoriale, quella di ridare vita al quotidiano “Paese
Sera”.
Ma in quel di Parigi i proprietari della
Bnl conoscono veramente, in tutti i particolari, questa situazione
ingarbugliata e alquanto rischiosa in essere a Roma ?
Roma, 20 Giugno 2013
Alessandro Verga
Inchiesta sul nuovo stadio della A.S. Roma
RispondiEliminaRoma. Nuovo stadio? Se la godono solo i palazzinari "amici" ( e le banche sovraesposte, Unicredit e Bnl/Bnp Paribas) :
http://www.globalproject.info/it/community/inchiesta-sul-nuovo-stadio-della-as-roma/18479