-Redazione- Laura Leonelli, sorella di Federico, il killer ucciso dalla polizia, chiede sia fatta chiarezza «al di là di quello che è accaduto ci dovranno dare delle risposte, la cosa grave è anche che gli hanno sparato».
E continua «Federico era un ragazzo d’oro».
Gli agenti hanno sparato all’assassino che si era scagliato contro di loro impugnando e brandendo ancora l’arma usata per la decapitazione di una donna e poi aveva tentato la fuga.
La vittima è Oksana Martseniuk, ucraina di 38 anni, che lavorava come domestica nella villa. Leonelli da due mesi era ospite di una famiglia romana, che era da poco partita per le vacanze.
L’assassino 35enne, si era vestito da paramilitare e aveva il volto coperto con una maschera, una sorta di personaggio horror. E’ questa la scena che gli investigatori si sono trovati di fronte.
Leonelli, che abitava temporaneamente nella villetta, aveva parcheggiato la macchina davanti all’ingresso. Per gli investigatori era pronto a fare a pezzi il cadavere per disfarsene più facilmente.
Intanto è iniziato il calvario giudiziario, per carità atto dovuto, per l’agente che ha premuto il grilletto contro l’omicida. L’agente si è giustificato “Ho sparato per proteggere un vigile del fuoco”.
Comunque attenzione prima di parlare dell’ennesima vittima della brutalità delle forze dell’ordine.
http://www.articolotre.com/2014/08/comincia-il-calvario-per-il-poliziotto-che-ha-freddato-il-killer-che-ha-decapitato-la-colf/
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