venerdì 1 marzo 2013

Thyssen: pena ridotta a dieci anni per l'ad. Familiari delle vittime occupano l'aula: 'Maledetti'


Secondo i giudici 'non ci fu dolo'. Pene ridotte a tutti gli imputati

  La disperazione dei parenti in aula

  Il manager Thyssen Herald Espenhahn in aula

 

Alcuni parenti e amici delle vittime in aula al processo Thyssen

TORINO - Pene ridotte nel processo d'appello per il rogo della Thyssen, che nel 2007 costò la vita a sette operai. La Corte d'Appello di Torino presieduta da Giangiacomo Sandrelli ha escluso il dolo per il principale imputato, l'amministratore delegato Harald Espenhah. Per la Corte si è trattato di omicidio colposo con colpa cosciente, con conseguente rideterminazione della pena da 16 anni e mezzo a dieci anni. "Speravamo nel dolo, ma è comunque la pena più alta", il commento a caldo del procuratore Raffaele Guariniello, mentre al Palagiustizia esplode la protesta dei parenti delle vittime, che occupano l'aula in segno di protesta. "Questa è la giustizia italiana, che schifo", "maledetti", gridano famigliari e amici dei sette operai morti subito dopo la lettura della sentenza, che ha ridotto le pene anche agli altri imputati. Sette anni a Gerald Piregnitz e Marco Pucci, otto anni e 6 mesi per Raffaele Salerno, 8 anni a Cosimo Cafueri e 9 anni per Daniele Moroni.
Nella Maxi Aula 1 del Palagiustizia la tensione è alta. "Non lo accetto - dice una ragazza - mio fratello e altri sei ragazzi sono morti e queste pene sono troppo basse". Una donna ha anche lanciato insulti contro gli avvocati difensori. L'ex operaio e sindacalista Ciro Argentino grida vergogna e lancia accuse all'indirizzo del vicesindaco di Torino, Tom Dealessandri "che ha garantito alla Thyssenkrupp lo scivolo degli operai per non avere il processo", mentre Antonio Boccuzzi, l'unico sopravvissuto al rogo appena rieletto parlamentare nelle fila del Pd, si dice "profondamente deluso". "Al processo d'appello non erano emersi elementi nuovi rispetto al dibattimento di primo grado - osserva - che facessero pensare alla derubricazione dal dolo alla colpa". "Se vogliono portarmi via, mi porteranno via con la forza. Qualcuno da Roma, qualche pezzo grosso, qualche ministro, deve venire qui e spiegarci il motivo di questa sentenza vergognosa", grida signora Rosina, madre di uno degli operai morti nel rogo alla Thyssenkrupp. "Sono pronta a morire qui dentro".
IL 6 DICEMBRE 2007 MORIRONO 7 OPERAI - La sentenza della corta d'appello di Torino, che oggi ha ridotto le pene degli imputati, è soltanto l'ultima tappa di una vicenda - il rogo all'acciaieria ThyssenKrupp di Torino in cui morirono sette operai - iniziata il 6 dicembre 2007. Era notte quando da una vasca fuoriesce olio bollente in pressione. In pochi istanti divampa un incendio che trasforma i sette operai in torce umane. Uno di loro, Antonio Schiavone, muore subito, gli altri sei - Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò, Bruno Santino e Roberto Scola - nei giorni successivi.
La città di Torino, uno dei vertici del triangolo industriale del Nord Ovest, cade in preda allo sgomento. Furono giornate di lutto, di dolore, di una rabbia che si scatenò già nel momento dei funerali, quando i dirigenti vennero insultati all'ingresso della chiesa. E anche nel resto del Paese la commozione fu grande. Il governo accelerò il varo del Testo Unico delle leggi sulla sicurezza sul lavoro, che vide la luce nell'aprile del 2008. Il regista Mimmo Calopresti dedicò alla vicenda un film, 'La Fabbrica dei Tedeschi'.
Il 15 gennaio 2009 si è aperto il processo di primo grado. A sostenere l'accusa il pm Raffaele Guariniello, che per la prima volta ipotizza il reato di omicidio volontario con dolo eventuale. La sentenza di condanna nella tarda serata del 15 aprile 2011 - 16 anni e mezzo di reclusione per l'ad Thyssen Harlad Espenhahn - è considerata storica. Oggi, però, la Corte d'Assise d'Appello ha riformato quel giudizio: non è stato riconosciuto l'omicidio volontario con la formula del dolo eventuale. Le pene ridotte hanno fatto scattare la protesta dei famigliari.

(ANSA)

 

 

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