No, non c'entra niente con una scala a pioli che non è in grado di parlare (si, lo so, questa è pessima!), ma deriva il suo nome da questo uomo qui nella foto, vestito come sempre in maniera sobria ed elegante: Keiji Mutoh, in arte appunto "The Great Muta".
Nel 1992 Mutoh si scontrò in un violentissimo match contro Hiroshi Hase e, durante un "blade job", ovvero un taglio che i lottatori di wrestling si fanno utilizzando una lametta nascosta sotto il nastro adesivo intorno ai polsi o - più raramente - tenuta sotto la bocca, in modo da creare un effetto scenico che contempli una marea di sangue, probabilmente prese male le misure.
In breve tempo, Muta si trasformò in una maschera rossa, una visione da film horror di Lucio Fulci. Non solo, mentre la videocamera era intenta a riprendere quella scena disturbante, Mutoh si mise in ginocchio facendo cadere ettolitri di emoglobina sul quadrato, creando una vera e propria pozza ed imbrattando anche il povero Hase.
Il match divenne una di quelle "nasty vhs", come venivano chiamate all'epoca, ovvero dei video al limite del proibito, quasi una sorta di "snuff movie", che giravano tra i collezionisti di wrestling degli anni 90. E più la vhs diventava sgranata e piena di spuntinature, più la leggenda della "Scala Muta" diventava affascinante.
Così, con un parametro che andava dallo 0.00 allo 0.10, la "Scala Muta" divenne un punto di riferimento tra gli appassionati di wrestling per definire il grado di sangue in un incontro.
Negli anni la scala è stata raggiunta e persino superata, sia incidentalmente (come nel famoso segmento in cui Brock Lesnar massacrò Randy Orton), sia per un errato "blade job" del lottatore (da Eddie Guerrero a John Cena), sia di wrestler che ne hanno fatto un vero e proprio punto di riferimento per il loro stile "ultraviolent", come Necro Butcher e Jun Kasai.
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