Mobilitarsi e adottare misure concrete per lottare contro i cambiamenti climatici è questa la richiesta del segretario generale dell'Onu, aprendo il summit sul clima.
-Redazione- Non esiste un "piano B", perché non esiste un "Pianeta B". Con questa esortazione, si è aperto ieri, a New York, il vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.120 capi di Stato e di Governo si sono dati appuntamento al palazzo di vetro per parlare di ambiente; grandi assenti Cina e India.
Il summit è stato preceduto da unagrande mobilitazione di massa che ha portato, lo scorso fine settimana, milioni di persone in tutto il pianeta a marciare per salvare il pianeta, e oltre 300mila a una manifestazione di dimensioni storiche a New York.
"I cambiamenti climatici minacciano la pace duramente conquistata, la prosperità e le opportunità di miliardi di persone", ha detto Ban Ki moon che, nel suo discorso di apertura, ha esortato il mondo a "cambiare passo". Secondo il segretario generale dell'Onu, il mondo non ha mai dovuto affrontare un'emergenza come quella del cambiamento climatico. Per questo Ban si è rivolto a governi e istituzioni private, esortandoli ad investire in progetti per la riduzione delle emissioni di gas serra. E ha chiesto il varo di carbon tax per disincentivare le industrie inquinanti.
"Il cambiamento climatico è una delle minacce del nostro tempo, ma è anche un'opportunità per reinventare le nostre economie", ha sottolineato da parte sua il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso.
Obiettivo numero uno dell'incontro, dopo il fallimento della conferenza di Copenaghen di 5 anni fa, è quello di raggiungere un accordo globale di riduzione delle emissioni alla grande conferenza di Parigi, in programma nel 2015. L’obiettivo minimo è arrivare a un riscaldamento globale superiore di soli 2 gradi rispetto all’età pre-industriale. Un traguardo difficile da raggiungere stando alle ultime cifre:
L’ultima relazione pubblicata dal Global Carbon Project, stima che le emissioni di gas a effetto serra aumenteranno ancora del 2,5% nel 2014, raggiungendo la quantità record di 37 miliardi di tonnellate in tutto il mondo.
Di questo passo, nel giro di 30 anni l’umanità avrà superato il limite di emissioni di CO2 per poter contenere entro i 2 gradi il processo di riscaldamento planetario.
Tra gli speaker intervenuti alla Cerimonia di apertura del summit, il sindaco di New York Bill de Blasio, il premio Nobel per la Pace ed ex vicepresidente Usa Al Gore e l'attore Leonardo DiCaprio.
"Come attore io devo fingere, e l'umanità ha guardato al cambiamento climatico nello stesso modo, come se si trattasse di finzione, ma ci sono eventi innegabili che mostrano come invece sia un problema reale". A parlare è l’attore americano Leonardo Di Caprio, in veste di messaggero di pace dell’Onu, durante il vertice sui cambiamenti climatici. "Il disastro del clima va oltre le scelte che possono adottare i singoli individui – continua Di Caprio – Si tratta delle industrie e dei governi. Ora c'è bisogno di agire", prospettando anche la necessità di una tassa sull'inquinamento.
Grandi assenti il presidente cinese Xi Jinping e del premier indiano Narendra Modi, leader dei Paesi più popolosi del mondo che insieme con gli oltre 2,5 miliardi di abitanti costituiscono oltre un terzo della popolazione del pianeta e che si collocano rispettivamente al primo e terzo posto (gli Stati Uniti sono secondi) tra i maggiori produttori di emissioni inquinanti. Pechino e Nuova Delhi sono ovviamente rappresentate al vertice, dal vice premier cinese Zhang Gaoli e dal ministro dell'Ambiente indiano, Prakash Javadekar, ma l'assenza "per impegni precedenti" di Xi e Modi è stato interpretato come un modo per snobbare pubblicamente l'iniziativa. Assente anche il presidente russo Vladimir Putin; la Russia è il quarto Paese maggiormente inquinante ed il 10mo più popoloso del pianeta.
Intanto anche i grandi gruppi industriali si mostrano sensibili ai grandi cambiamenti climatici. La fondazione americana Rockfeller Brothers ha annunciato che ridurrà progressivamente i suoi investimenti sul petrolio. Il colosso svedese Ikea, per bocca del suo amministratore delegato Peter Agnefjall, ha dichiarato di aver messo da parte 1,5 miliardi di euro. "Si tratta del primo passo per produrre la stessa quantità di energia che consumiamo", ha sottolineato.
http://www.articolotre.com/2014/09/summit-onu-sul-clima-ban-ki-moon-scuote-i-leader-mondiali-grandi-assenti-cina-e-india/
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