Marcia indietro del governo spagnolo sul progetto di legge che avrebbe consentito di interrompere la gravidanza solo in caso di violenza sessuale o di "pericolo grave per la salute" della madre. Immediate le dimissioni del promotore della riforma, Alberto Ruiz-Gallardon, il ministro della Giustizia.
-M.F.- Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha ritirato ieri, la controversariforma della legge sull'aborto, promossa dal governo conservatore spagnolo del Partido Popular, PP. Il progetto di legge di protezione del concepito e dei diritti della donna in gravidanza è stata ritirata per mancanza di "sufficiente consenso".
Una riforma dell'aborto, quella che aveva in mente il PP, che oltre ad essere contestata dalle associazioni femministe e da tutti i partiti dell'opposizione, ha trovato ampia contestazione anche all'interno dello stesso Partido Popular.
La riforma prevedeva che l'aborto, in Spagna, avrebbe dovuto essere, non più un diritto, ma un reato depenalizzato; non sarebbe più stato legale abortire, se non in determinati casi.
Il disegno di legge era stato approvato il prima lettura il 20 dicembre scorso e di fatto, faceva ritornare la Spagna a prima del 2010, quando l'allora premier Zapatero varò una legge di stampo europeo, sul modello di quelle francese e italiana, nella quale l’unico soggetto abilitato a decidere della prosecuzione della sua gravidanza era ladonna, e le uniche limitazioni erano date dai tempi, le prime 14 settimane di gestazione, oltre le quali e fino alla 22esima dovevano sussistere gravi rischi per la salute della madre o del nascituro.
In questi mesi, molte sono state le manifestazioni di protesta contro una legge che avrebbe fatto ripiombare la Spagna nel passato.
Il disegno di legge era stato approvato il prima lettura il 20 dicembre scorso e di fatto, faceva ritornare la Spagna a prima del 2010, quando l'allora premier Zapatero varò una legge di stampo europeo, sul modello di quelle francese e italiana, nella quale l’unico soggetto abilitato a decidere della prosecuzione della sua gravidanza era ladonna, e le uniche limitazioni erano date dai tempi, le prime 14 settimane di gestazione, oltre le quali e fino alla 22esima dovevano sussistere gravi rischi per la salute della madre o del nascituro.
In questi mesi, molte sono state le manifestazioni di protesta contro una legge che avrebbe fatto ripiombare la Spagna nel passato.
Poche ore dopo l'annuncio, il promotore, il ministro di giustizia ed ex sindaco di Madrid, Alberto Ruiz Gallardon, che di quella legge aveva fatto il suo cavallo di battaglia, ha annunciato le dimissioni da tutti gli incarichi nel PP e la rinuncia al seggio, aprendo una crisi di governo in un momento, in cui la Spagna è a un passo dalla sua più grave crisi di Stato sulla sfida indipendentista in Catalogna. Il dicastero della giustizia resta vacante proprio quando il governo si prepara a impugnare davanti alla Corte costituzionale la convocazione del referendum sulla sovranità nella regione.
Il premier, nell'annunciare la rinuncia alla riforma dell'aborto, ha assicurato che sarà modificata l'attuale normativa, per reintrodurre l'obbligo del consenso dei genitori all'aborto per le minori di 16 anni, e sarà varato un Piano di protezione della famiglia "entro fine anno".
La rinuncia al progetto di riforma della legge è stata accolta come un trionfo dalle associazioni femministe e da tutta la società civile spagnola.
http://www.articolotre.com/2014/09/spagna-rajoy-ritira-la-riforma-di-legge-sullaborto-la-societa-civile-esulta/
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