Mognaschi, il giovane vicesegretario leghista che non t’aspetti
Quando si fa riferimento alla struttura organizzativa della Lega Nord si fa pensa subito al segretario federale Roberto Maroni e ai vicesegretari Matteo Salvini e Flavio Tosi. E invece ci si dimentica, troppo
spesso, di Matteo Mognaschi il giovanissimosegretario dell’Mgp (Movimento giovani padani) nominato – al pari dei due fedelissimi maroniani – anchevicesegretario federale. Classe 1987, Matteo è da aprile di quest’anno vicesindaco e assessore a Pavia a fianco, a fianco di un altro giovane come Alessandro Cattaneo, il “formattatore” del vecchio PdL che qualche giorno fa haaderito con entusiasmo alla nuova Forza Italia.
spesso, di Matteo Mognaschi il giovanissimosegretario dell’Mgp (Movimento giovani padani) nominato – al pari dei due fedelissimi maroniani – anchevicesegretario federale. Classe 1987, Matteo è da aprile di quest’anno vicesindaco e assessore a Pavia a fianco, a fianco di un altro giovane come Alessandro Cattaneo, il “formattatore” del vecchio PdL che qualche giorno fa haaderito con entusiasmo alla nuova Forza Italia.
Se gli chiedi debbano essere le priorità strategiche del movimento lui ti risponde che «bisogna anzitutto ritornare ad ascoltare il tessuto economico produttivo, fatto di imprese e lavoratori dipendenti, diventando un vero e proprio “sindacato del Nord”» e che «si deve sempre tenere alta la bandiera dell’identità, dell’autonomismo e anche dell’indipendenza che, da giovane padano, ritengo l’orizzonte ultimo della nostra battaglia». Ti cita Color 44, «un’iniziativa non nata all’interno della Lega ma che la Lega ha saputo ascoltare con attenzione e interesse come fermento proveniente dalla società». Poi ti parla dell’aspetto comunicativo, che bisogna «creare una task force per internet e social media per attirare nuovi giovani». Mezzi su cui – guarda caso – lo stesso Salvini sta puntando moltissimo.
E poi, in qualità di dirigente, ti parla ovviamente del congresso federale per cui fervono i preparativi. Un congresso che – come conferma lo stesso Mognaschi – dovrebbe alla fine portare all’elezione di Matteo Salvini ma che potrebbe riservare, fino all’ultimo, soprese. Parliamo della candidatura del capogruppo alla Camera Giancarlo Giorgetti e, soprattutto, dello storico segretario Umberto Bossi che ha l’ha già annunciata (ma che potrebbe anche ritirarla a seguito di accordi con Maroni).
Se l’esito è tutt’altro che scontato («mi auguro in ogni caso si possa arrivare a un candidato unico»), per il segretario dell’Mgp il congresso resta comunque un’occasione unica di democrazia e rinnovamento. «Ho condiviso e apprezzato – dice – la scelta di Maroni che ha più volte ricordato come sia impossibile svolgere al meglio due ruoli delicati e impegnativi come quello di segretario federale e governatore della Lombardia. Chiunque sarà il nuovo segretario, il congresso non potrà cherafforzare il movimento in vista degli appuntamenti impegnativi che ci attendono l’anno prossimo: le elezioni europee e le amministrative. Per questo condivido a pieno la scelta di Maroni di organizzarlo nel mese di dicembre».
E chissà mai che, dai prossimi congressi, possa uscire il nome di qualche nuovo giovane. A cominciare, proprio, da quello di Mognaschi.
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