mercoledì 31 agosto 2022

Elvira, travolta e uccisa a 34 anni da una moto che impennava. Il fratello morì a dicembre nello stesso modo

 


Elvira, travolta e uccisa a 34 anni da una moto che impennava. Il fratello morì a dicembre nello stesso modo

Una ragazza di 34 anni, Elvira Zriba, è morta dopo essere stata investita la scorsa notte in via Caracciolo, sul Lungomare di Napoli, da una motocicletta mentre stava attraversando la strada. Un destino crudele, quello di Elvira, morta nello stesso modo del fratello, che otto mesi fa, a dicembre 2021, fu travolto e ucciso da un'auto a Pianura, periferia di Napoli, mentre era in sella alla sua bici elettrica a pedalata assistita.

L'incidente che coinvolse il fratello di Elvira avvenne in via Montagna Spaccata nel quartiere Pianura, zona occidentale della città. L'uomo era a bordo della bici quando è stato travolto da un'auto alla guida della quale c'era una persona che non si fermò a prestare soccorso. Il 36enne morì 4 giorni dopo in ospedale, mentre il conducente dell'auto fu rintracciato circa un mese dopo: si trattava di un dipendente di un garage della zona che aveva utilizzato l'auto senza autorizzazione e aveva provveduto a riparare l'auto subito dopo per nascondere l'incidente. 

La moto stava impennando

Secondo quanto riportato dal consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli, la giovane sarebbe stata investita da un giovane che impennava con la sua moto, con un'altra ragazza sul sedile posteriore: entrambi erano senza casco. L'incidente è avvenuto in via Caracciolo, all'altezza dei pontili della Snav: secondo Borrelli «quella zona è pericolosissima. Corrono sempre e avvengono spesso incidenti. Il pilota va arrestato».

«Tre persone sono state investite e ferite durante la notte tra domenica e lunedì - spiega Borrelli - da un pirata della strada che correva impennando una moto di grossa cilindrata secondo i testimoni a più di 100 km orari a via Caracciolo altezza pontili Snav. La moto ha centrato in pieno una ragazza che attraversava la strada e che adesso è in gravi condizioni al Cardarelli. La velocità era talmente elevata che il ciclomotore ha proseguito per oltre 500 metri. Ferita anche la ragazza che stava dietro al pirata della strada che ha riportato meno ferite di tutti. Entrambi erano senza casco. I tre feriti sono stati trasportati all'Ospedale del Mare, al San Paolo e al Cardarelli».  

Il grave incidente, secondo alcuni testimoni, sarebbe avvenuto alle 3.45 circa. Il consigliere regionale nella nota riferisce anche di avere avuto conferma dell'accaduto dal 118, che è intervenuto sul posto per i primi soccorsi e i trasporti negli ospedali. «Quella zona è pericolosissima - ribadisce Borrelli - ogni giorno corrono delinquenti della strada a tutta velocità sia con le moto che con le auto. Troppe tragedia a causa di chi guida senza rispettare niente e nessuno. L'altro giorno un bambino di 4 anni, che per il codice della strada non poteva neanche salire su uno scooter, è morto in un incidente al Vasto su un mezzo guidato dal padre».

«Ogni giorno segnaliamo video di pirati della strada che si riprendono mentre guidano a folli velocità lungo le strade di Napoli e provincia. Genitori che vanno a tre o anche a 4 su uno scooter trasportando anche neonati. Ragazzini che in tre impennano per strada a tutta velocità. È inaccettabile che a causa di questi sciagurati debbano perdere la vita o rimanere feriti innocenti. Per non parlare del costo sociale di spese mediche e intasamenti di ospedali». Per il cponsigliere regionale «Non è tollerabile continuare così: i pirati della strada e i genitori incivili e incoscienti vanno fermati con interventi durissimi. Un soggetto che in piena notte investe tre persone per correre a tutta velocità facendo un cavallo con la moto a nostro avviso è un soggetto pericoloso che va arrestato». 

Francesco Emilio Borrelli
lunedì

Pirata della strada impenna a tutta velocità a via Caracciolo altezza pontili Snav e investe una ragazza che adesso è in gravissime condizioni al Cardarelli. Tre persone coinvolte. Borrelli (Europa Verde): "quella zona è pericolosissima. Corrono sempre e avvengono spesso incidenti. Il pilota va arrestato".

Tre persone sono state investite e ferite durante la notte tra domenica e lunedì da un pirata della strada che correva impennando una moto di grossa cilindrata secondo i t...

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https://www.leggo.it/italia/cronache/elvira_zriba_morta_travolta_moto_impennava_come_fratello-6896540.html

Giordani71 

 

 

Udine, in auto contro un camion: Marco muore a 37 anni mentre va al lavoro

 


Schianto spaventoso contro un camion: Marco muore a 37 anni mentre va al lavoro

Un terribile schianto frontale con la sua Volkswagen Polo contro un tir Scania. Un uomo di 37 anni, Marco Berini, di Strassoldo (Udine), è morto in uno scontro frontale tra la sua auto e un camion. L'incidente è accaduto questa mattina, 30 agosto, attorno alle 7.30, a Bertiolo, mentre il 37enne si recava al lavoro.


Immediato l'intervento dei Vigili del fuoco del distaccamento di Codroipo e dell'elicottero sanitario Fvg: il medico ha soltanto potuto constatare il decesso dell'automobilista, intervenuto all'istante. Forti ripercussioni e disagi sulla viabilità locale, rimasta chiusa per ore. Rilievi dei Carabinieri

https://www.leggo.it/italia/cronache/marco_berini_morto_incidente_auto_udine_oggi_30_agosto_2022-6898335.html

Giordani71 

 

Stella morta a 19 anni, tornava dal concerto di Ernia. E il rapper si commuove: «Non ho parole»

 


Morta una ragazza di 19 anni, tornava da un concerto. La dedica del rapper: "Non ho parole"

Stella morta a 19 anni, tornava dal concerto di Ernia. E il rapper si commuove: «Non ho parole»

Tornavano da un concerto di Ernia, alla periferia di Brescia, ma un tragico incidente è stato fatale: Stella Mutti, 19 anni, e il fidanzato Ivan, di 22, intorno all'1,30 di due notti fa tornavano a casa in moto quando si sono scontrati con un'auto che viaggiava davanti a loro, guidata da un 25enne risultato poi positivo ad alcol e droga. Ivan si è salvato dall'incidente, Stella purtroppo no: i due stavano insieme da poco più di un mese.

Una storia terribile che ha commosso anche lo stesso rapper Ernia, che ha dedicato alla giovane vittima della strada una story sulla sua pagina Instagram. «Dopo essere venuta al mio concerto a Brescia, Stella ha perso la vita in un incidente stradale causato da un automobilista ubriaco. Sono addolorato e non ho parole. Il mio pensiero va alla famiglia e agli amici». Stella amava viaggiare, parlare lingue straniere e praticare lo yoga. Si era appena diplomata al liceo sportivo di Brescia e prima di proseguire gli studi all'università, aveva il sogno di un anno all'estero, per conoscere il mondo. 

Tra i messaggi di ricordo della giovane vittima, quello di una delle amiche più strette, Giulia Prandini che, su Instagram, ha scritto: «Mi sembra ieri la prima volta che ti ho incontrata. Due ragazze di 11 e 12 anni pronte a aprtire insieme per l'Inghilterra. Non mi dimenticherò mai di quanto ti piaceva viaggiare, vedere nuovi orrinzonti e conoscere l'inglese. Mi ricordo in camera che mettivi le canzoni di Shawn Mendes, ridendo e scherzando mi dicevi che eri innamorata di lui e che un giorno saresti voluta andare in Canada a trovarlo... Tu Stella sei stata la migliore amica che potessi chiedere, la vita è ingiusta, ora però posso dire che in cielo brilla la stella più bella e luminosa che io abbia mai visto e ti prometto che da oggi in poi ogni volta che guarderò il cielo vedrò te. Ti adoro amica mia, mi manchi tanto».

 

Stella morta a 19 anni, la dinamica dell'incidente

Secondo le informazioni raccolte dagli agenti di polizia, l'auto guidata dal 25enne avrebbe percorso quel tratto a passo d'uomo, sotto i 10 chilometri orari, mentre Ivan alla guida della moto, avrebbe tentato un sorpasso proibito. Secondo un automobilista testimone testimone della scena e dai primi accertamenti della Polstrada, un attimo prima dello scontro mortale, la moto e la jeep erano ferme al semaforo, ma quando è scattato il verde, entrambi sono partiti; la macchina, davanti, dopo alcuni metri avrebbe girato a sinistra, mentre la moto con i due ragazzi in sella, si sarebbe spostata sulla sinistra per effettuare il sorpasso.

La caduta sull'asfalto è stata fatale per Stella, che nell'impatto è sbalzata dalla moto. Ivan invece, si è lievemente ferito. Il 25enne alla guida, nel sangue aveva un tasso alcolemico di 1,9 grammi a litro (la soglia limite è dello 0.5). Nei confronti del giovane alla guida dell'auto non è scattata alcuna misura restrittiva - anche se è indagato a piede libero - perché la dinamica dell'incidente non è ancora chiara e non ci sarebbero telecamere nell'area in cui si è verificato l'incidente.

https://www.leggo.it/italia/milano/stella_mutti_morta_19_anni_incidente_ernia_cosa_ha_detto-6894552.html

Giordani71 

 

 

Sbatte contro un palo con la moto: Francesco muore a 17 anni. «Stava andando a ritirare il suo casco nuovo»

 


Francesco, da pochi giorni aveva compiuto 17 anni e i suoi amici gli avevano regalato un casco nuovo

Sbatte contro un palo con la moto: Francesco muore a 17 anni. «Stava andando a ritirare il suo casco nuovo»

Un tragico destino per Francesco Favaro, un ragazzo di 17 anni, morto in un incidente stradale a bordo della sua moto da enduro. Il 17enne stava andando a prendere dai suoi amici il regalo di compleanno, un casco. Lo schianto mortale ieri pomeriggio a San Pietro di Feletto, nel trevigiano, dove Francesco è andato a sbattere contro un palo della telefonia, per cause ancora da accertare. Immediati i soccorsi in ambulanza ed elisoccorso, ma le gravissime condizioni di Francesco, hanno reso inutile qualsiasi tentativo di rianimazione.

Dagli amici per ricevere un nuovo casco

Francesco, era in sella alla sua moto da enduro, Fantic 50, ed è uscito di strada mentre stava percorrendo via San Michele, non distante dal centro abitato; in prossimità di una curva, Francesco è andato fuori strada colpendo il palo, forse per una tragica disattenzione o forse per l'alta velocità. Dietro di lui, uno dei suoi più cari amici che ha assistito impotente allo schianto mortale di Francesco.

Insieme avevano trascorso il pomeriggio a Conegliano, e Francesco avrebbe dovuto incontrare i suoi amici, che gli avevano regalato un casco nuovo. Quegli amici che saputa la notizia, sono accorsi sul luogo dell'impatto, al fianco dei genitori del 17enne, un noto avvocato della zona ed una psicologa. «Lo chiamavo ma non rispondeva. Speravo si risvegliasse, non mi rendo ancora conto di aver perso un amico», ha detto a Il Gazzettino, l'amico che lo ha soccorso per primo, trovandolo esanime a terra e con il casco scaraventato lontano, presumibilmente per il forte impatto contro il palo.

Francesco era uno studente del liceo delle Scienze umane all’istituto superiore “Marco Casagrande” di Pieve di Soligo, ed aveva compiuto 17 anni, pochi giorni fa, il 20 agosto e durante l'estate aveva scelto di lavorare in una latteria, un'esperienza importante per il suo percorso formativo prima di ritornare in classe.

https://www.leggo.it/italia/cronache/francesco_favaro_morto_17_anni_incidente_moto_cosa_e_successo-6899909.html

Giordani71

 

martedì 30 agosto 2022

NON ERANO ABBASTANZA GIALLI

 

NON ERANO ABBASTANZA GIALLI – IL PARTITO COMUNISTA CINESE HA LICENZIATO 27 FUNZIONARI DELLA CASA EDITRICE DI REGIME PER AVER PUBBLICATO ALCUNI TESTI SCOLASTICI CON IMMAGINI DI BAMBINI TROPPO “OCCIDENTALI” E IN ATTEGGIAMENTI “PORNOGRAFICI” – NEI FUMETTI SI VEDONO RAGAZZINI CHE FANNO LA LINGUACCIA E RAGAZZINE CON GONNE CORTE E MUTANDE ALL'ARIA – NEI NUOVI LIBRI I MASCHIETTI SONO TUTTI BEN EDUCATI E LE FEMMINE PORTANO LE TRECCE…

 

Paolo Salom per il “Corriere della Sera”

 

LIBRI DI SCUOLA RITIRATI IN CINA LIBRI DI SCUOLA RITIRATI IN CINA

Mao sosteneva che fosse sufficiente «colpirne uno per educarne cento». Ora, il Partito comunista cinese ha superato il suo fondatore e, pur senza arrivare alle punizioni estreme in uso durante la Rivoluzione culturale (1966-1976), dopo un'inchiesta durata tre mesi, ha redarguito e rimosso 27 dipendenti (tra i quali il responsabile aziendale del Pcc) della Casa editrice scolastica del popolo.

 

La loro colpa? Aver pubblicato una serie di testi di matematica per la scuola elementare corredati di immagini «pornografiche, vergognose e contrarie all'estetica nazionale». Si tratta di fumetti - molto simili nei tratti ai manga giapponesi - che mostrano bambini e bambine impegnati in giochi e discussioni (ovviamente la parte del leone la fanno i numeri) che, ai nostri occhi, probabilmente appaiono del tutto innocenti.

 

LIBRI DI SCUOLA RITIRATI IN CINA LIBRI DI SCUOLA RITIRATI IN CINA

Ma a guardarli bene, in effetti, i fumetti destinati ai bambini del primo ciclo hanno superato un confine invisibile ma ancorato nella tradizione anche nella Cina delle aperture e delle riforme e mostrano scolari «occidentalizzati».

 

I disegni infatti rappresentano - con una certa accuratezza - giovani che potrebbero appartenere a qualunque società avanzata. Dunque i loro abiti, colorati, spesso riportano disegni che richiamano la bandiera americana a stelle e strisce; fanno gesti come mostrare la lingua e chiudere le tre dita centrali tipiche dei rapper; si inseguono e si afferrano senza troppo preoccuparsi di dove volino le gonne, talvolta mostrando le mutande; e, infine, uno sembra avere addirittura un tatuaggio sulla caviglia mentre la bandiera cinese è disegnata con un errore marchiano: le stelle gialle su campo rosso sono sulla destra del drappo, invece che sulla sinistra.

 

Xi Jinping in una scuola Xi Jinping in una scuola

Lo scandalo è esploso la scorsa primavera, quando i nuovi libri hanno cominciato a circolare su Weibo, il Twitter cinese, suscitando commenti durissimi. «Ma è vero o no che certa gente, abituata da tempo a inginocchiarsi e mettersi in sudditanza, non si vergogna di nulla e si è dimenticata della propria patria?», scrive uno dei tanti anonimi critici.

 

Come la questione è arrivata nei corridoi del ministero dell'Istruzione, a Pechino, è subito scattata l'indagine che ha portato a un'inevitabile conclusione: «Quei disegni non riflettono gli standard educativi della Repubblica popolare cinese e non diffondono un'immagine positiva dei nostri ragazzi».

 

LIBRI DI SCUOLA RITIRATI IN CINA 4 LIBRI DI SCUOLA RITIRATI IN CINA 4

La Casa editrice, la più grande della Cina, ha subito pubblicato le proprie scuse, annunciando il ritiro dei testi e la sostituzione di tutte le immagini. Ma questo naturalmente non è bastato: tutti i funzionari e i disegnatori coinvolti nel progetto sono stati richiamati e hanno perso il posto.

 

scuola in cina 6 scuola in cina 6

D'altro canto, in un Paese che, sotto la guida del presidente Xi Jinping, si sta trasformando in una Potenza globale, difficilmente si poteva immaginare come fumetti «americani» potessero arrivare nelle classi dei più piccoli. «Dobbiamo fornire ai nostri giovani esempi virtuosi tratti dalla millenaria tradizione cinese», ha scritto il Global Times , il giornale di regime che per primo ha dato la notizia. E infatti, i nuovi fumetti rappresentano bambini dai tratti delicati e vestiti con pudicizia: i maschi non fanno la linguaccia, mai, mentre le femmine portano le trecce. Perché, da sempre, nel Celeste Impero, la fantasia (collettiva) deve imporsi sulla realtà.

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https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/non-erano-abbastanza-gialli-ndash-partito-comunista-cinese-ha-322609.htm

 

 

 

Costanzo71

 

NON DITE A MATTEO RENZI CHE NELLO SPLENDIDO REGNO DI BIN SALMAN UN'ALTRA DONNA È STATA CONDANNATA PER I SUOI POST SUI SOCIAL

 

UN BEL POST IN GALERA – NON DITE A MATTEO RENZI CHE NELLO SPLENDIDO REGNO DI BIN SALMAN UN'ALTRA DONNA È STATA CONDANNATA PER I SUOI POST SUI SOCIAL – LA SAUDITA NOURAH AL-QAHTANI DOVRA' SCONTARE 45 ANNI DI CARCERE PER “AVER VIOLATO L'ORDINE PUBBLICO” – SOLO POCHE SETTIMANE FA A UNA CONNAZIONALE DOTTORANDA DELL'UNIVERSITÀ DI LEEDS ERANO STATI INFLITTI 34 ANNI PER AVER DIFFUSO TWEET DI DISSIDENTI

 

Da www.ansa.it

 

donne saudite social donne saudite social

Una donna saudita è stata condannata a 45 anni di carcere per i suoi post sui social media, a poche settimane da una condanna simile inflitta a una connazionale dottoranda dell'Università di Leeds: 34 anni per aver diffuso tweet di dissidenti.

 

Lo fa sapere l'ong per i diritti umani Democracy for the Arab World Now (Dawn), gruppo con sede a Washington fondato dal giornalista ucciso Khashoggi, che ha condiviso una copia del documento del tribunale.

 

donne saudite social 1 donne saudite social 1

Nourah al-Qahtani ha ricevuto la sentenza in appello dopo essere stata condannata per "aver usato Internet per lacerare il tessuto sociale" e per "violazione dell'ordine pubblico". 

mohammed bin salman mohammed bin salman donne saudite social donne saudite social matteo renzi mohammed bin salman matteo renzi mohammed bin salman Renzi con bin Salman nell’opera di Harry Greb apparsa a Roma Renzi con bin Salman nell’opera di Harry Greb apparsa a Roma 

https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/bel-post-galera-ndash-non-dite-matteo-renzi-che-splendido-322672.htm

Kissinger71 

 

PER LA PRIMA VOLTA TAIPEI HA SPARATO COLPI DI AVVERTIMENTO CONTRO I DRONI CINESI

 

TAIWAN BATTE UN COLPO – PER LA PRIMA VOLTA TAIPEI HA SPARATO COLPI DI AVVERTIMENTO CONTRO I DRONI CINESI  LA PRESIDENTE DELL’ISOLA, TSAI ING-WEN, HA AVVISATO CHE SARANNO PRESE “CONTROMISURE” CONTRO LE “PROVOCAZIONI” DI PECHINO – BIDEN SI APPRESTA A FORNIRE ARMI PER 1,1 MILIARDI DI DOLLARI, E DA PECHINO SI SONO INCAZZATI: “QUALSIASI CONTATTO MILITARE VIOLA IL PRINCIPIO DELL’UNICA CINA”

 


esercitazioni militari cinesi sullo stretto di taiwan 6 esercitazioni militari cinesi sullo stretto di taiwan 6

Claudio Salvalaggio per l’ANSA

 

Sale ancora la tensione su Taiwan, che ha sparato per la prima volta colpi di avvertimento contro droni cinesi proprio mentre Joe Biden rilancia la sfida con Pechino preparandosi a chiedere disco verde a Capitol Hill per fornire armi a Taipei per 1,1 miliardi di dollari, suscitando l'ira del Dragone.

nancy pelosi tsai ing wen nancy pelosi tsai ing wen

 

"Gli Usa devono cessare immediatamente di vendere armi a Taiwan poiché qualsiasi contatto militare con l'isola viola il principio dell'unica Cina", ha attaccato il portavoce dell'ambasciata a Washington, Liu Pengyu, mettendo in guardia contro una possibile escalation.

 

incrociatore statunitense nello stretto di taiwan incrociatore statunitense nello stretto di taiwan

 La Casa Bianca invece, secondo Politico, intende chiedere formalmente l'ok del Congresso per un pacchetto che include 60 missili anti nave Agm-84L Harpoon Block II per 335 milioni di dollari, 100 missili tattici aria-aria Aim-9X Block II Sidewinder per 85,6 milioni e l'estensione di un contratto per la sorveglianza radar da 655,4 milioni.

 

I missili Sidewinder saranno installati sugli F16 americani in dotazione a Taipei. Una volta arrivata la notifica, le commissioni esteri di Camera e Senato dovranno firmare l'autorizzazione. L'unica incognita sembrano i tempi perché ora l'attività parlamentare è ancora sospesa.

USA - CINA - TAIWAN - MEME USA - CINA - TAIWAN - MEME

 

La mossa arriva mentre Pechino continua a inviare ogni giorni navi e aerei da guerra nello stretto di Taiwan, poche settimane dopo la controversa visita della speaker della Camera Usa Nancy Pelosi in segno di solidarietà contro la crescente pressione sull'isola, che la Cina considera parte integrante del Paese. Una visita alla quale il Dragone ha risposto con esercitazioni militari senza precedenti, lanciando per la prima volta missili sopra Taipei.

 

Washington ha reagito nei giorni scorsi con due navi da guerra che hanno attraversato lo stretto di Taiwan, solcando quelle che considera acque internazionali. Ed ora rilancia la sfida con una nuova maxi fornitura militare. Ad aumentare i timori sono le prime scintille nei cieli intorno all'isola: le forze armate taiwanesi hanno infatti sparato per la prima volta colpi di avvertimento contro "droni civili cinesi trovati nell'area di Kinmen", gruppo di isole amministrato da Taiwan a pochi chilometri dalla costa continentale del Fujian.

 

NANCY PELOSI LASCIA TAIWAN NANCY PELOSI LASCIA TAIWAN

Il ministero della Difesa di Taipei ha riferito che il Kinmen Defence Command ha rilevato nel pomeriggio più incursioni nelle aree di Dadan, Erdan e Shiyu. Alle 17.59 locali (11.59 in Italia), una nuova incursione ha portato all'uso di colpi veri, secondo il nuovo programma di contenimento in 4 mosse: "Avvertimento, segnalazione dell'incursione, espulsione del drone e abbattimento".

esercitazioni militari cinesi sullo stretto di taiwan 5 esercitazioni militari cinesi sullo stretto di taiwan 5

 

La presidente dell'isola, Tsai Ing-wen, ha esortato a mantenere "moderazione e calma" di fronte alle "provocazioni" della Cina, per non offrire pretesti di conflitto, ma ha avvisato che adotterà allo stesso tempo le relative "contromisure". Come quella di oggi. Intanto la crescente tensione tra i due giganti intorno a Taiwan mina la lotta al climate change. Ne è consapevole John Kerry, l'inviato speciale per il clima di Joe Biden, che in un'intervista al Financial Times ha rilanciato il suo appello alla Cina affinché riprenda le trattative in materia, sospese all'inizio del mese proprio in seguito alla visita di Pelosi a Taipei

LA STRATEGIA DEL PORCOSPINO - TAIWAN VS CINA LA STRATEGIA DEL PORCOSPINO - TAIWAN VS CINA esercitazioni militari cinesi sullo stretto di taiwan 1 esercitazioni militari cinesi sullo stretto di taiwan 1 esercitazioni militari cinesi sullo stretto di taiwan 3 esercitazioni militari cinesi sullo stretto di taiwan 3 PRODUZIONE MISSILI TAIWAN PRODUZIONE MISSILI TAIWAN 

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/taiwan-batte-colpo-ndash-prima-volta-taipei-ha-sparato-colpi-322677.htm

Kissinger71

 

Anita Garibaldi

 


Una volta, mentre da ragazza tornava dal mare, le si avvicinò un uomo ubriaco e la toccò nel tentativo di violentarla. Lei si girò, gli sferrò un sonoro calcio e poi andò anche a denunciarlo alla gendarmeria. 


Suscitò scandalo anche quella volta, Anita. Perché era il 1835 e lei doveva “tenere la bocca chiusa”. La guardavano tutti male in paese. Lei che aveva imparato a cavalcare a pelo; che voleva fare la rivoluzionaria e non ne faceva mistero; lei che non solo prendeva a pedate gli uomini che volevano toccarla, ma poi andava anche a denunciarli. 

Per questo la famiglia, appena lei compì 14 anni, la costrinse a sposare un uomo molto più vecchio di lei.


Durò poco. Perché poco tempo dopo in città passò Giuseppe Garibaldi. La guardò, la sentì parlare e rimase fulminato: “devi essere mia”, le disse. E i due si innamorarono e si sposarono. 

Combatteva con lui, Anita. E quando venne catturata la prima volta dai soldati brasiliani, il comandante, rimasto colpito dal suo temperamento, le concesse di tornare sul campo di battaglia per cercare il cadavere di Giuseppe che credevano morto. Lei distrasse le guardie, saltò su un cavallo e fuggì per tornare da Garibaldi. 


Un’altra volta le tesero un agguato in casa sua per catturarla. Anita prese il figlio in braccio, saltò dalla finestra e fuggì a cavallo. Si nascose 4 giorni in un bosco pur di non essere trovata dai nemici.

Brasile, Roma, Romagna: non c’era terra dove lei non combattesse assieme al marito. Alla pari, come un soldato, con la tempra che l’aveva sempre contraddistinta. 


Nasceva oggi Anita Garibaldi. Grande donna, rivoluzionaria, combattente ed “Eroina dei due mondi”. E certo un personaggio da non dimenticare anche politicamente parlando. Perché fu un esempio e preservarne la memoria ci aiuta oggi a scegliere meglio i nostri riferimenti

Leonardo Cecchi

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"NON CONOSCO IL MOLISE, CONOSCO L’ABRUZZO PERCHÉ MIO NONNO ERA DI AMATRICE" (CHE E' NEL LAZIO!)

 

"NON CONOSCO IL MOLISE, CONOSCO L’ABRUZZO PERCHÉ MIO NONNO ERA DI AMATRICE" (CHE E' NEL LAZIO!) -  IL PRESIDENTE DELLA LAZIO CLAUDIO LOTITO, CANDIDATO IN MOLISE PER FORZA ITALIA, CON UNA BATTUTA RIESCE A FARE 2 GAFFE - "LOTIRCHIO" PER ACCAPARRARSI QUALCHE PREFERENZA SI E' DETTO PRONTO A "RISARCIRE" IL CAMPOBASSO PER LA RETROCESSIONE (NEL 1987) DETERMINATA DALLA SCONFITTA NELLO SPAREGGIO CON LA LAZIO...(CHIAMATE L'AMBULANZA!) - VIDEO

 

 

Maria Rosa Pavia per www.corriere.it

CLAUDIO LOTITO VERSIONE SCEICCO CLAUDIO LOTITO VERSIONE SCEICCO

 

«Conosco l’Abruzzo perché mio nonno era di Amatrice», così Claudio Lotito, candidato all’uninominale del Senato nel collegio del Molise, ha cambiato di regione il paese che si trova nel Lazio, in provincia di Rieti.

 

L’imprenditore romano tentava di giustificare così la sua candidatura in una regione a lui ignota, a margine dell’incontro al Centrum Palace per la presentazione dei candidati di Forza Italia. Raggiunto al telefono dal Corriere, Lotito ha replicato: «Quando mio nonno è nato, Amatrice si trovava in Abruzzo. Solo nel 1927 è entrata a far parte della provincia di Rieti».

CLAUDIO LOTITO CLAUDIO LOTITO

 

Definito «paracadutato», il presidente della Lazio calcio ha risposto: «È vero, non conosco questo territorio, anche se conosco l’Abruzzo perché mio nonno era di Amatrice. Ma mi sono documentato e non su Wikipedia perché io non uso i social e non ho nemmeno Google sul telefonino.

 

Ma mi prendo un impegno con la popolazione molisana, perché questa regione ha bisogno di rappresentanti che ne sposino la causa, è una regione ignorata che non ha voce».

 

Riferendosi al tormentone «Il Molise non esiste», il candidato ha poi dichiarato: «Più che una regione che non esiste, è una regione fantasma, inascoltata, invisibile. Finora quello che ho visto è bellissimo ma nessuno ne parla». Inoltre, Lotito ha evidenziato il problema della viabilità: «Oggi per venire a Campobasso ho impiegato un sacco di tempo, ho preso atto che le strade sono quelle degli anni Sessanta e non è possibile valorizzare il territorio senza infrastrutture all’altezza».

 

claudio lotito foto di bacco (2) claudio lotito foto di bacco (2)

Il presidente della Lazio ha anche detto di voler aprire sedi elettorali nelle tre maggiori centri molisani di Campobasso, Isernia e Termoli. «Mi trasferisco in Molise per questo periodo di campagna elettorale, starò sempre qua e farò il giro dei paesi» ha concluso.

claudio lotito claudio lotito claudio lotito foto di bacco (3) claudio lotito foto di bacco (3) claudio lotito foto di bacco claudio lotito foto di bacco 

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/quot-non-conosco-molise-conosco-rsquo-abruzzo-perche-mio-nonno-322514.htm

Previti71

 

Putin: "Il mondo unipolare è obsoleto, nasce un nuovo ordine"

 


"Con il diritto di ognuno a un percorso sovrano di sviluppo"

 

Il mondo unipolare è ormai "obsoleto" e sarà sostituito da un nuovo ordine globale "basato sui principi fondamentali della giustizia e dell'uguaglianza e sul riconoscimento del diritto di ogni Paese o popolo a seguire il suo percorso sovrano di sviluppo".

Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin in un messaggio inviato oggi in occasione dell'apertura del Forum sugli investimenti nell'Estremo Oriente russo, a Vladivostok.

 
(ANSA)
 
Kissingeer71 

 

PERCHÉ HANNO SPARATO A SHINZO ABE?

 

PERCHÉ HANNO SPARATO A SHINZO ABE? – L’UOMO ARRESTATO PER L’ATTENTATO ALL’EX PREMIER GIAPPONESE SI CHIAMA TETSUYA YAMAGAMI, HA 41 ANNI ED È UN EX MILITARE. HA DETTO DI ESSERE “INSODDISFATTO” DELLA SUA POLITICA, MA ABE NON È PIÙ AL POTERE DA 2 ANNI – NELLA STORIA DEL PAESE (MA NON IN QUELLA RECENTE) C’È UNA LUNGA SERIE DI ASSASSINI POLITICI, SPESSO LEGATI ALLE SOCIETÀ SEGRETE DI ESTREMA DESTRA E ALLE FRANGE CONSERVATRICI. LE STESSE CHE SHINZO ABE, DA PREMIER, HA CORTEGGIATO. È IL GESTO ISOLATO DI UN PAZZO O C’È QUALCOS’ALTRO? 

 

1 - GIAPPONE: SOSPETTATO ERA DECISO A UCCIDERE L'EX PREMIER ABE

shinzo abe a terra shinzo abe a terra

(ANSA) - L'uomo arrestato in Giappone, accusato di aver sparato all'ex premier Shinzo Abe, è un ex militare delle Forze di autodifesa, cha ha servito per circa tre anni nella Marina, e deciso a uccidere Abe perché "insoddisfatto per l'operato dell'ex capo politico". Lo riporta l'emittente pubblica Nhk, riferendo che il 41/enne Tetsuya Yamagami, è stato bloccato dalle forze dell'ordine subito dopo aver esploso i primi due colpi. L'arma utilizzata dall'uomo, riferiscono i media nipponici, sembra a tutti gli effetti essere di produzione artigianale.

 

2 - GIAPPONE ATTENTATO SHINZO ABE, LE IPOTESI: L’OMBRA LUNGA DELLE SOCIETÀ SEGRETE E DELL’ESTREMISMO POLITICO-RELIGIOSO

tetsuya yamagami l attentatore di shinzo abe tetsuya yamagami l attentatore di shinzo abe

Paolo Salom per www.corriere.it

 

Quello che è accaduto in Giappone ha radici antiche. Nel Sol Levante l’assassinio politico per secoli è stato considerato una forma «estrema ma accettabile» di protesta politica. Così scrive il New York Times il 26 febbraio 1936, all’indomani dell’uccisione di Tatsukichi Minobe, docente all’Università Imperiale di Tokyo.

 

La sua colpa? Minobe aveva pubblicamente messo in dubbio lo status di divinità attribuito al Tenno. Più di recente, il 13 ottobre 1960, Inejiro Asanuma, leader dell’opposizione socialista, fu ucciso da un diciassettenne, Futaya Yamaguchi, durante un comizio di fronte a mille persone: l’arma del delitto una spada da samurai.

Le Forze di autodifesa giapponesi hanno fatto sapere che Tetsuya Yamagami, il sospettato subito arrestato che avrebbe usato quest'arma per sparare, è stato nella Marina nipponica per 3 anni. Avrebbe detto alla polizia di essere "insoddisfatto" della politica di Shinzo Abe.
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Nobuo Kishi, fratello minore di Shinzo Abe, attuale ministro della Difesa del Gabinetto Kishida, ha detto che è stata necessaria una trasfusione per cercare di tenere in vita Abe.
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l arma usata da tetsuya yamagami per sparare a shinzo abe l arma usata da tetsuya yamagami per sparare a shinzo abe

 

Quello che accomuna questi episodi è l’appartenenza degli assassini a società più o meno segrete di estrema destra, ovvero a un’origine culturale che — in un ambiente immerso nel fanatismo — da sempre rifiuta la trasformazione del Paese avviata con la riforma Meiji, a partire del 1868. La modernizzazione a tappe forzate, insomma, che ha posto fine allo shogunato (e al Medioevo nipponico), ha avuto come conseguenza una risposta di segno opposto di parte del Paese, quella più legata alle tradizioni indiscusse per millenni.

 

l arma usata da tetsuya yamagami per sparare a shinzo abe l arma usata da tetsuya yamagami per sparare a shinzo abe

Ma è questo il caso della tragica aggressione a Shinzo Abe? Per quanto ancora prematuro, è certo possibile inquadrare il gesto in un contesto di estremismo politico-religioso. Tuttavia, Abe non era più al potere dal 2020. E comunque lui stesso — per due volte premier liberal-democratico — ha spesso suscitato l’entusiasmo delle frange più conservatrici del Sol Levante.

 

Per attribuire un significato ai due spari che hanno ridotto in fin di vita Shinzo Abe occorrerà dunque attendere qualche spiegazione da parte delle autorità su motivazioni ed eventuali complicità, senza escludere il gesto di un pazzo.

attentato a shinzo abe 1 attentato a shinzo abe 1

 

E tuttavia, anche se così fosse, resteranno comunque più domande che certezze in un Paese che nel 1945 ha deciso di archiviare la guerra come strumento politico sulla scena del mondo ma ha lasciato, o non ha potuto eliminare definitivamente, spazio all’idea che la violenza possa talvolta essere l’unica soluzione ai contrasti politici.

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https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/perche-nbsp-hanno-sparato-shinzo-abe-ndash-rsquo-uomo-316613.htm

Kissingeer71