lunedì 7 aprile 2025
domenica 6 aprile 2025
sabato 5 aprile 2025
Anche la Namibia 🇳🇦 sfancula Trump
La Namibia ha abolito l'ingresso senza visto per i viaggiatori statunitensi, in una coraggiosa mossa diplomatica per impedire loro di rubare illegalmente i suoi minerali.
A partire da oggi, 1° aprile, il governo della #Namibia richiederà a tutti i cittadini statunitensi che entrano in Namibia di essere in possesso di un visto.
Ogni cittadino statunitense sorpreso in Namibia senza un visto completamente approvato sarà dichiarato “immigrato illegale” e trattato esattamente come Donald Trump tratta gli #immigrati africani negli #StatiUniti .
In seguito a questo annuncio, più di 500 cittadini statunitensi, che avevano estratto diamanti, oro, uranio, rame e altri minerali in Namibia senza visto, hanno fatto richiesta di visto per continuare l'attività mineraria, ma le loro domande sono state tutte respinte e gli è stato intimato di lasciare il Paese oggi (1° aprile) o di affrontare una brutale espulsione a partire da domani.
La Namibia è uno dei maggiori produttori di #Diamanti al mondo e ora sta cercando di ottenere il controllo completo sulle sue #Miniere di diamanti . 🇳🇦 👏🏿
#MamaAfrica #Namibia #America
venerdì 4 aprile 2025
Vespa cambia mestiere!
Ieri sera su Rai Uno sono andati in onda i cinque minuti più imbarazzanti, goffi e disinformativi della storia della televisione pubblica, durante cui Bruno Vespa è riuscito nell’impresa impossibile di negare l’esistenza stessa dei dazi e dei loro effetti catastrofici.
Facendosi, per altro, smentire brutalmente tre volte su tre dai suoi stessi ospiti.
“Per il consumatore italiano non cambia niente, perché i dazi sono un’altra cosa” esordisce Vespa.
Quando, però, chiede conferma a Federico Visentin, Presidente di Federmeccanica, il suo ospite lo stronca su tutta la linea.
“Ma cambia eccome. Quello ieri ha fatto il suo show davanti a tutto il mondo…”
Basterebbe questo per chiudere.
Ma Vespa non si accontenta. Insiste che, almeno nel medicale, i dazi non incideranno.
E anche lì viene categoricamente smentito da Marcello Cattani, Presidente di Farmindustria: “Con i farmaci si scherza con il fuoco. Nessuno vuole i dazi!”
Infine ci prova con l’alimentare, sostenendo che “sul parmigiano per i consumatori cambierà poco”.
Ma - che ci crediate o meno - viene sconfessato pure dall’amico e presidente di Coldiretti Ettore Prandini.
“È vero parzialmente. Diciamo che prima lo comprava un pubblico medio alto-spendente, ora solo l’alto-spendente”.
Alla fine Vespa è costretto a chiudere nell’imbarazzo generale.
Ormai è più meloniano della Meloni.
Più trumpiano di Trump.
Per fortuna c’è ancora qualcuno in questo Paese che rimette i puntini sulle i.
Questo non è servizio pubblico. E nemmeno giornalismo.
Questo è negazionismo puro.
Questa è la peggiore propaganda di partito e di governo pagata con soldi pubblici.
Cioè da tutti noi.
È morta pure la vergogna.
Lorenzo Tosa
La Spagna 🇪🇸 risponde a Trump
Mentre la Presidente del Consiglio Meloni spiega che “i dazi non sono poi questa catastrofe”, in Spagna il premier spagnolo socialista Pedro Sanchez, in meno di 24 ore, ha già dato una risposta politica ed economica fortissima a Trump e ai suoi sciagurati dazi.
Un maxi-piano di rilancio da oltre 14 miliardi di euro tra fondi, garanzie, prestiti, linee di credito con cui la Spagna sostiene concretamente le aziende che saranno più colpite.
E, insieme, dipendenti e lavoratori che rischiano il proprio posto.
Non solo. Sanchez ha anche sbugiardato pubblicamente Trump sugli inesistenti dazi al 39% da parte dell’Europa.
“Non è vero. È una menzogna. Le conseguenze di questa guerra commerciale saranno enormi, specie per chi l’ha provocata”.
Infine ha proposto di investire su un fondo comune europeo finanziato coi ricavi degli extra-dazi, dettando letteralmente la rotta all’Europa in senso europeista e anti-protezionista.
Questa è la differenza (ENORME) tra un premier che fa Politica e governa davvero, senza scodinzolare dietro il nuovo boss mondiale, e una sedicente sovranista e “patriota” che annaspa, mimimizza e tenta disperatamente di salvare il rapporto col suo amichetto americano.
Avercelo un premier anche di un centesimo del livello e dello spessore di Pedro Sanchez in Italia. E in Europa.
Lorenzo Tosa
giovedì 3 aprile 2025
Sergio Ramos
🇪🇸 Buon compleanno a uno dei più grandi difensori centrali di sempre, Sergio Ramos!
Una carriera leggendaria con una bacheca impressionante:
🏆 4 Champions League
🏆 5 La Liga
🏆 2 Ligue 1
🏆 1 Trophée des Champions
🏆 4 Supercoppe di Spagna
🏆 4 Mondiali per club
🏆 3 Supercoppe UEFA
🏆 2 Coppe del Re
🏆 1 Mondiale
🏆 2 Europei
𝗦𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗜𝗖𝗢𝗡𝗜𝗖𝗢.
Non è ora che Nordio, vada a dire le sue stronzate ai giardinetti?
“Alcune etnie non hanno la nostra stessa sensibilità verso le donne”.
Sì, lo ha detto davvero.
Lo ha appena detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Lo ha detto a due giorni dal barbaro femminicidio di Messina per mano, testa e “sensibilità” del suo italianissimo collega di studi.
Lo vada a dire a Sara Campanella e alla sua famiglia che noi” di “razza” bianca abbiamo una certa “sensibilità” nei confronti delle donne.
Lo vada a dire a Giulia Cecchettin e a suo padre Gino che i maschi italiani sono fatti diversamente.
Lo vada a dire a Giulia Tramontano e alla sua famiglia.
Lo vada a dire al quasi 90% di donne vittime di femminicidio per mano di compagni, ex fidanzati, mariti, ex mariti, conviventi, stalker ITALIANISSIMI.
Invece di assumersi le enormi e conclamate responsabilità per aver negato per anni le radici del femminicidio e della cultura patriarcale da cui proviene, ora teorizzano anche sconcertanti ragioni razziali.
Prossimo passo, di questo passo, è il Manifesto della Razza.
Non avete decenza né cultura, non conoscete rispetto né dignità.
Ogni giorno più giù, sempre più giù, più giù, verso l’abisso.
Lorenzo Tosa
mercoledì 2 aprile 2025
Ilaria Sula
Ilaria Sula aveva 22 anni. Si trovava a casa dell’ex che lei aveva lasciato, quando lui l’ha uccisa, con i suoi genitori ancora in casa. Poi l’ha caricata in auto, ha messo i resti in una valigia e l’ha gettata come un sacco della spazzatura in un bosco a 40 chilometri da Roma.
Il corpo è stato ritrovato poche ore fa, dopo una settimana di ricerca.
Anche Sara Campanella aveva 22 anni, era tirocinante infermiera. Da due era perseguitata da un collega del Policlinico in cui studiava. La seguiva, la stalkerava, la pedinava. Lunedì mattina l’ha attesa fuori dall’università e le ha tagliato la gola. Un unico colpo, fatale.
Due femminicidi nel giro di poche ore, di fronte a cui certa stampa parla di “tragedia”, addirittura di “omicidio passionale”.
Questa non è una “tragedia”, come se fosse qualcosa di casuale, di isolato. E la passione non c’entra nulla, come non c’entra nulla l’amore.
Questo è il suo esatto opposto: l’assenza di ogni capacità di provare empatia, di comprendere la morte come concetto (come in “Adolescence”). Il risultato di anni di negazionismo del femminicidio, del patriarcato, della cultura del possesso, del rifiuto di ogni educazione sessuo-affettiva nelle scuole.
Dirò una cosa forte, ma Ilaria e Sara non sono state ammazzate solo dai loro carnefici ma anche da chi in tutti questi anni ha continuato a fingere di non vedere. E continua a farlo anche oggi.
O partiamo da qui. O cambiamo tutto. O stiamo solo preparando i femminicidi di domani.
Questo è.
Lorenzo Tosa
Bruno Neri
E' il 13 settembre del 1931 quando il mediano della Fiorentina Bruno Neri viene immortalato nel suo rifiuto di alzare il braccio nel saluto romano verso le autorità presenti nell'allora stadio "Berta" di Firenze.
Calciatore, antifascista che diviene partigiano perdendo la vita durante un'imboscata nazi-fascista negli appennini emiliani il 10 luglio 1944, Bruno Neri è raccontato da Riccardo Michelucci alle 14 sulle frequenze di Radio3 e su RaiPlay Sound
https://www.raiplaysound.it/programmi/wikiradiolevocidellastoria
Elon Musk è il nuovo re merda della politica americana
Breve storia tristissima.
Elon Musk aveva speso la bellezza di 24 milioni di dollari nella campagna elettorale per il rinnovo del giudice della Corte suprema statale.
Si era persino presentato in pubblico con in testa un cappello a forma di formaggio.
Ha fatto letteralmente di tutto per influenzare il voto e far vincere il candidato conservatore Brad Schimel.
Bene. Sapete come è andata a finire?
Di tutta risposta, gli elettori del Wisconsin sono andati in massa a votare e hanno bocciato sonoramente il suo candidato e soprattutto Musk stesso.
Il seggio è andato alla indipendente liberale Susan Crawford e i liberali hanno mantenuto la maggioranza nella Corte per 4-3.
Ogni cosa che tocca Musk ultimamente finisce malissimo.
Perché la verità è che puoi anche essere l’uomo più ricco del mondo, ma la dignità, la credibilità, la decenza, persino un’elezione, non è qualcosa che puoi comprare.
Ti sia lieve il formaggio, Elon.
Lorenzo Tosa