martedì 3 dicembre 2013

Paperoni Russi amano investire in Italia

in aumento i turisti, ma sempre piu' spesso fanno affari tra immobili, vini, energia



Villa Feltrinelli sul lago di Garda, acquistata da Viktor Vekselberg

yacht Abramovich

Putin e Letta, sette accordi bilaterali e 21 intese commerciali Italia-Russia

di Nicoletta Tamberlich
   Ricchissimi, non badano a spese e sempre piu' spesso oltre alle vacanze e allo shopping, amano investire in Italia, per acquistare dimore, vini, albergi e non solo. 
  - Sono i nuovi zar della Russia che sempre più spesso calano nel Bel Paese per fare affari, grandi imprenditori nei settori energetico, edilizio, dell'editoria, dell'import-export
   - Vacanze in spiaggia o in montagna, tra i tesori delle città d'arte e i capolavori della gastronomia: anche nel 2013 l'Italia si è confermato tra le mete preferite dai turisti russi. Secondo uno studio di Unioncamere Isnart, nel 2013, il 45 per cento dei pacchetti venduti in Russia dai tour operator riguardava viaggi in Italia: nel 2011 la percentuale era stata pari al 28 per cento.
I turisti russi in Italia sono passati da 315mila nel 2009 a 650mila nel 2012, come rivela uno studio della società milanese Universal Travel Service, che fa da tramite tra strutture ricettive italiane e tour operator russi.  "Il trend è in crescita costante, con percentuali a due cifre - conferma a Russia Oggi Marco Bruschini, dirigente dell'Enit -. Nei primi mesi del 2013 l'aumento è stato del 25-30 per cento rispetto all'anno precedente. "I miliardari russi continuano a scegliere le località turistiche italiane, specie quelle più esclusive come Porto Cervo e Forte dei Marmi, che proprio grazie a loro riescono a mantenere i loro standard di guadagno per la stagione estiva''.
   L'apripista dei nuovi ''zar'' Arkadj Novikov, 48 anni, il re della ristorazione moscovita, proprietario di Villa Fontanelle, ex dimora dello stilista Gianni Versace. Tra gli acquirenti del lusso comasco anche Oleg Bojko, 46 anni, re dei casino' russi; Nurlan Kapparov, 40 anni (che era diventato vice ministro dell'energia del Kazakhstan nel Duemila, a soli trent'anni) e Mikhail Kusnirovich,quarantaquattrenne proprietario dei grandi magazzini Gum, vetrina del lusso sulla Piazza Rossa, con molto made in Italy. Uno degli affari di cui si è parlato di più è stata l'acquisizione a suo tempo dell'operatore telefonico Wind da  parte del magnate Mikhail Fridman, 46 anni, patrimonio di 12,7 miliardi di dollari (circa 9,7 miliardi di euro): proprietario della Vimpelcom, ha comprato dall'egiziano Naguib Sawiris l'intero gruppo Weather Investments, che possiede Wind.
  Poi c'è Viktor Vekselberg, altro oligarca fedele al Cremlino, che ha comprato la bresciana Energetic Source (circa 100 milioni di euro). Vekselberg ha anche acquistato il Grand Hotel Villa Feltrinelli sul lago di Garda (40 milioni) e il nuovo porto turistico di Rimini. Particolarmente interessato al nostro Paese è Rustam Tariko, il 50enne zar della vodka che nel 2011 ha rilevato la Gancia. Da tempo Tariko si è insediato in Sardegna acquistando per 15 milioni villa Minerva. Sempre a Porto Cervo ci sono Oleg Deripaska con la villa Le Walkirie e Piotr Aven, proprietario di Alfa Bank.
Vista sui laghi. Sul Garda ha puntato gli occhi anche Roman Abramovich che quando invece è in Costa Smeralda dorme sul suo yacht Eclipse, il più grande del mondo: si è comprato villa Bover a Desenzano che una volta era di Schumacher. Poi ha acquistato una casa di 18 stanze a Sabaudia per 18 milioni. Piace molto anche il lago di Como, naturalmente. Vicino a George Clooney a Laglio si sono insediate due famiglie moscovite amiche di Nurlan Kapparov, oligarca kazako del gas, che ha invece comprato Villa Giuseppina a Cadenabbia.   L'altro magnate del gas che ha investito forti cifre in Gallura è il georgiano Manasir Zyiad, proprietario della società che fornisce tutte le infrastrutture a Gazprom. Ziyad ha acquistato tre ville confinanti fra loro a Punta Nuraghe, a Porto Rotondo, e per poter costruire una via di collegamento con la strada principale ha realizzato una scuola per il comune di Olbia.
   Intanto l'Italia continua a mantenere il primato sulla Francia delle esportazioni di vino sul mercato russo e anzi sta aumentando il distacco sui competitori d'oltralpe. Secondo alcune stime il consumo di vino pro-capite nella nazione degli Urali - stabile da diversi anni tra i 5 e i 7 litri - e' destinato ad aumentare del 18% entro il 2016, offrendo cosi' ulteriori margini al prodotto tricolore.
  Tornando alla più stretta attualità si rafforza l'asse economico tra Italia e Russia. Lo dimostrano i sette accordi bilaterali e le 21 intese commerciali firmate al vertice intergovernativo che si è tenuto a Trieste a fine novembre, presieduto da Enrico Letta e Vladimir Putin, con 20 ministri, e che riannoda il filo dei summit italo - russi interrotti nel 2010. le intese riguardano l'energia, l'industria e la finanza.
 I due paesi hanno dato vita a un fondo d'investimento congiunto da un miliardo di euro per progetti in entrambi i paesi e hanno firmato un accordo per facilitare le procedure doganali delle imprese italiane che esportano in Russia.  Il nostro paese, infatti, è il quarto partner commerciale di Mosca e l'interscambio quest'anno potrebbe superare i 50 miliardi di euro.

(ANSA)
 

Nessun commento:

Posta un commento