Grillo chiede l’impeachment per Napolitano, ma è solo retorica
Scritto da Emilio Fabio Torsello

L’ANALISI – La richiesta di impechment per Giorgio Napolitano è una sparata a uso e consumo dei media, buona per i titoli e per non far dire che al V3Day di Genova si è visto sempre il solito Beppe Grillo, quello dei palazzetti dello Sport stracolmi per far ridere, quello che spara a raffica su tutto e tutti, cita numeri, dati, cifre, parla di società con una retorica velocissima e senza contraddittorio, minestrando internet, energie alternative, scandali della politica e quant’altro.
Ed è un Grillo, quello andato in scena a Genova, capace – nello stesso discorso – di chiedere l’impeachment per Napolitano e tirar sul carrozzone a 5 stelle anche il papa: ”Abbiamo fondato il Movimento il 4 ottobre – ha detto Grillo – il giorno di san Francesco, prima che ci fosse il Papa questo qui. Lui ha copiato un pochino, lui è grillino. Lui è grillino. Lui è grillino”. Come se davvero papa Francesco potesse dirsi grillino. Ma il comico genovese fa così: crea simboli, salvo poi accusarli di alto tradimento o di essere parte del tutto nel momento in cui questi prendono le distanze. Vedi il caso Gabanelli o Rodotà.
A livello retorico, però, Grillo è un fine conoscitore delle folle e delle dinamiche che le governano: scalda gli animi, crea un nemico – Napolitano, in questo caso – aizza tutti contro questo o quello, salvo sapere che a quelle parole non seguirà alcunché se non azioni di facciata. L’annuncio dell’impeachment non fa differenza: per votarlo serve il consenso del Parlamento, un voto che – Grillo lo sa benissimo – non arriverà mai (l’articolo 90 della Costituzione, infatti, prevede la messa sotto accusa da parte del Parlamento che deve votare in seduta comune e a maggioranza assoluta). Una proposta, dunque, che nasce fallita in partenza ma che – proprio per questo – consentirà a Grillo di dire a un elettorato sempre più deluso dalla politica che i suoi hanno il coraggio di mettere in discussione le istituzioni, la Casta, ma che c’è bisogno di quel sognato 51% per ripulire il Parlamento e non solo. In poche parole: una teatrata per cambiare tutto senza cambiare nulla ma utile a prendersi una manciata di meriti.
Twitter@emilioftorsello
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