mercoledì 30 ottobre 2013

“Nuove” malattie, cioè nuovi utenti

Modificando le definizioni delle malattie, creandone di nuove, se ne possono ampliare i limiti, includendo così ampie fette di nuovi pazienti. È quello che accade sempre più spesso e che è stato ben individuato e chiarito anche da uno studio pubblicato nell’agosto scorso sulla rivista scientifica Plos Medicine.
I ricercatori che hanno condotto la revisione degli studi esistenti hanno concluso che la maggior parte dei gruppi che si è occupato delle revisioni delle definizioni di malattia ha agito in modo da aumentare il numero di individui da considerare malati.
È stato anche verificato che tali modifiche non sono mai accompagnate da spiegazioni precise e rigorose sui possibili danni che le modifiche stesse possono comportare.
Inoltre, la maggior parte dei membri dei gruppi di lavoro, i cosiddetti panel, ha legami con le industrie farmaceutiche.
Nella tabella che segue, alcuni esempi di modifiche introdotte e il conseguente ampliamento delle possibili diagnosi.
TABELLA BOX CLAUDIA

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