mercoledì 30 ottobre 2013

L'ambiente si ribella, in Europa sempre più tempeste al Nord e caldo al Sud



In Europa le tempeste e gli eventi estremi saranno sempre più numerosi, almeno fino al 2060, costringendo i governi ad affrontare numerose emergenze. A lanciare l’allarme l’ultimo rapporto dell'Istituto meteorologico norvegese e delle Accademie delle scienze nazionali europee, che prevede climi più burrascosi e umidi a nord-ovest e un aumento delle estati aride a sud, con prolungate ondate di calore e un generale calo delle ondate di freddo intenso.
Eventi climatici sempre più estremi - Prevedere il clima delle prossime decade, ovviamente, è un’operazione difficile e nulla è certo. Ma, secondo il report, è altamente probabile che il clima sarà influenzato dai cambiamenti provocati dall'uomo per via delle emissioni di gas serra. "Gli studi indicano precipitazioni ad alta intensità per l'Europa settentrionale e un aumento della durata dei periodi asciutti e aridi in quella meridionale. Nei prossimi 70 anni è prevedibile che vi saranno precipitazioni estreme e ad alta intensità sempre più frequenti, anche se con profonde variazioni da regione a regione. Dovrebbe cambiare la stagionalità e la struttura delle precipitazioni", si legge nel rapporto.
Cambiamenti riguarderanno principalmente il nord Europa - Secondo gli esperti, l’aumento delle temperature, e i cambiamenti climatici in atto, potranno dare vita ad eventi estremi, soprattutto nel Nord Europa. Esempi di queste anomalie sono l'ondata di calore senza precedenti registrata in Russia ed Europa dell'Est nel 2010, o il catastrofico alluvione estivo di 6 anni in Inghilterra. Il rapporto spiega anche che le precipitazioni invernali sono diminuite nell'Europa centro-meridionale, mentre sono aumentate in quella settentrionale per lo spostamento delle burrasche nord-atlantiche e l'indebolimento di quelle mediterranee.
Brevi e isolati periodi di pioggia si sono fusi in prolungate ondate di umidità - “Le simulazioni dei modelli climatologici indicano un aumento del rischio di tempeste più dannose nell'area nord-occidentale, mentre nell'Europa meridionale le tempeste forti diminuiranno. Le ondate di calore diventeranno più frequenti, lunghe e intense, e i periodi di freddo e gelo caleranno”.

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