| Eugenio Trafficante |
La nomina numero 101 è risultata indigesta a Raffaele Lombardo: il
designato era già in carcere da qualche giorno. L'ultima, incredibile,
storia del poltronificio Regione riguarda Sicilia e-servizi, una delle
società più ricche dell'universo parallelo di Palazzo d'Orleans,
protagonista negli anni scorsi di appalti milionari e assunzioni
politico-clientelari all'ombra del business dell'informatizzazione.
Martedì scorso si è riunita l'assemblea dei soci, per eleggere il
presidente del collegio dei sindaci che era già stato indicato dal
governo: Eugenio Trafficante, commercialista di Burgio, provincia di
Agrigento. Su di lui era caduta la scelta di Lombardo e l'assemblea ha
solo ratificato la nomina, all'interno di una lista di cinque
professionisti (tre effettivi e un supplente) presentata assieme al
socio privato, che aveva indicato il proprio componente in Massimo
Porfiri. Quello che nessuno sapeva, al momento di votare il nuovo
collegio sindacale, era l'impossibilità del designato di accettare
l'incarico. Per un semplice motivo: Trafficante era, dal venerdì
precedente, recluso nel carcere di Sciacca. Colpito da un provvedimento
cautelare nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla procura della
Repubblica di Roma. L'accusa è quella di stalking: il commercialista era
da tempo destinatario di una misura interdittiva, il divieto di
avvicinamento a una donna, ma l'avrebbe violata. Per questa ragione è
stato arrestato dai carabinieri, che hanno eseguito un ordine di
custodia cautelare della Procura.
In pratica Trafficante sarebbe già decaduto per legge e quindi l'assemblea ha sostanzialmente eletto un ineleggibile.
Di certo, si macchia di un "incidente" dai contorni paradossali la
marcia di Lombardo costellata da nomine: da quando ha annunciato le
dimissioni, a fine aprile, ne ha fatte 101. Questa però, forse, non
vale.
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