I dettagli riportati sul settimanale l’Espresso a firma Lirio Abbate riguardanti la situazione attuale dei fratelli Graviano Giuseppe e Filippo infilano in queste ore nelle nostre piaghe un coltello affilatissimo.I fratelli Graviano sono stati stragisti eversivi in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993 e per questo riportiamo uno dei passaggi più significativi dell’articolo di stampa, a pagina 48 del settimanale l’Espresso, affinchè lo Stato provi almeno un senso di vergogna che dovrebbe essere pari alla nostra rabbia:
“I fratelli palermitani sono in cella da diciotto anni ma vivono nel lusso: si fanno comprare tutto, dai pasti alla carta igienica. La moglie di Giuseppe fa shopping nel centro di Londra e di Milano, il figlio – concepito durante la carcerazione, a conferma della sua capacità di ingannare i controlli più severi – andrà a studiare in un collegio svizzero. Il loro è un silenzio d’oro e la detenzione speciale, quel 41 bis che era in cima ai pensieri dei capi della Cupola nei colloqui con gli emissari delle istituzioni, oggi non pare preoccupare più di tanto.
All’indomani del processo a Marcello Dell’Utri, (a Torino c’eravamo anche noi) quando si rifiutò di deporre e confutare le parole del suo ex braccio destro Gaspare Spatuzza, [a Giuseppe] è stato revocato quell’isolamento diurno per “scadenza dei termini”.
La nostra Associazione che da sempre si prefigge la ricerca della verità, oggi che uomini dello Stato si rifiutano di testimoniare dentro le aule di giustizia, è indignata davanti a quanto siamo costretti a sopportare nel quotidiano e nel contempo denuncia che le vittime di via dei Georgofili in contropartita ai benefici concessi ai fratelli Graviano, i macellai di via dei Georgofili, e la vita lussuosa delle loro famiglie, aspettano dal 2011 il pagamento di provvisionali di 10.000 euro cadauna, immediatamente esecutive, riconosciute dalla Corte nella sentenza Tagliavia .
Provvisionali irrisorie quelle della sentenza Tagliavia, e ancora tutte da discutere dalle parti in una lontanissima causa civile.
Così come alle vittime invalide all’80% della capacità lavorativa risultato della trattativa tra Stato e Cosa Nostra nella strage di Firenze, l’INPS non riconosce ancora le pensione “subito” come recita la legge 206 del 2004.
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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