mercoledì 27 maggio 2026

Forza Belen!

 


A volte non è solo la notizia a colpire, ma il modo in cui viene raccontata.


Perché tra insinuazioni, pettegolezzi e commenti velenosi, si sta perdendo completamente il confine umano. Ci si dimentica che dietro quel nome c’è una persona che sta male.


Quello che trovo insopportabile è vedere quanto facilmente la sofferenza diventi materiale da consumo pubblico.


Nel caso di Belén, ho sempre pensato che molti non le abbiano mai perdonato il fatto di non essere soltanto bella ma anche intelligente, ironica, con grande personalità.

E le donne così scatenano fastidio, rivalità, perfino aggressività.


Il successo attira persone, interesse, adulazione. Ma appena compare una fragilità, lo stesso sistema che prima esaltava comincia a divorare.


E a fare ancora più impressione, certe volte, sono i commenti della gente.


“Se l’è cercata.”

“Con tutti i soldi che ha, di cosa si lamenta?”

“Si è divertita abbastanza.”


Frasi pesanti. Disumane.


Come se il dolore dovesse essere proporzionato al conto in banca. Come se una donna bella, famosa e di successo non avesse diritto a crollare.


E forse la verità più amara è un’altra: se non fosse stata Belén, ma una donna qualunque lontana dai riflettori, probabilmente nessuno avrebbe trasformato la sua sofferenza in spettacolo pubblico.

Forse qualcuno avrebbe scritto: “Com’è possibile che nessuno si sia accorto che stava male?”

Invece è Belén. E allora via libera alle cattiverie più ignobili.


Oggi provo solo rispetto per una donna che, come chiunque altro, può attraversare un momento difficile.


Auguro a Belén di ritrovare serenità, equilibrio e persone sincere accanto a lei. Persone capaci di restarle vicino anche quando le luci si abbassano.


Perché il punto non è Belén.

Il punto è la crudeltà con cui certa gente si accanisce contro chi mostra una fragilità.


Ed è questo che dovrebbe farci paura davvero.

Claudia Saba

Facebook 

Nessun commento:

Posta un commento