La vita di un lottatore di wrestling non è tutte luci e fama.
Anzi.
Per quei 10, 15 minuti di notorietà dentro ad un ring, ogni wrestler sa che dovrà affrontare ore ed ore di guida in auto, poche ore di sonno, tanto allenamento e tanta gavetta da fare.
La sua famiglia, quella vera formata da moglie, marito e figli, praticamente viene vista solo nei pochi momenti liberi, quando la stanchezza diventa più forte e quelle poche ore passate insieme sono ricordi preziosi che si portanto dentro al cuore.
Come riescono, allora, ad andare avanti, a guardare il bicchiere mezzo pieno in tutto ciò?
Negli anni 80 e 90, l'epoca d'oro della World Wrestling Federation, la famiglia era controbilanciata dai colleghi ed amici dello spogliatoio, gli unici che potevano capire lo stress ed i sacrifici fatti per diventare qualcuno in questo business.
Lo sa bene il grandissimo Hacksaw Jim Duggan, che dalla Mid-South Wrestling prima e nella WWF poi, riuscì a costruire un gruppo fitto di personaggi strani, simpatici, assurdi, incredibili che per lui avevano un unico, grande nome: famiglia.
Quando negli anni 90 decise di acquistare la vecchia palestra "Eagle Gym" situata al 515 di Cheney Highway di Titusville in Florida, pensando di farne un nuovo edificio con un occhio di riguardo al mondo del wrestling, mai avrebbe pensato che tutti quegli amici lo avrebbero aiutato in massa.
Da Brutus "The Barber" Beefcake ai due Nasty Boys passando per il grande "Macho Man" Randy Savage, l'inaugurazione fu un vero successo, attirando tantissimi appassionati grazie alla presenza di così tante stelle... e tutti senza volere un centesimo in cambio.
Spicca in particolar modo un nome: Hulk Hogan.
In quel momento l'Hulkster era veramente il non plus ultra del wrestling: averlo anche solo per una sessione di autografi significava spendere una montagna di soldi e chiedere autorizzazioni alla promotion in cui militava che non sempre venivano recepite.
Ma quando Hulk seppe dell'impresa di Jim non ebbe dubbi: si fece ben 3 ore di auto e raggiunse gli amici, dando una incredibile spinta all'operazione. La foto che vedete fu scattata proprio quella sera a quanto pare.
Non solo, per Duggan l'immortale è stato più di un amico, quasi un fratello.
Agli esordi nella promotion di McMahon, Duggan si infortunò quasi subito perché la sua mossa finale, la "posizione da 3 punti", veniva eseguita con un volo finale sull'avversario. Una sera, mettendo male il piede, si infortunò al ginocchio.
Fu Hogan a dirgli "scusa, sei un gigante, perché diavolo ti devi tuffare? Vai incontro all'avversario come un tir con un braccio teso e scaraventalo per terra... sarà altrettanto efficace e non ti farai più male".
E così fece.
L'amicizia tra i due, dopo quella sera, divenne sempre più solida, anche se negli ultimi anni, complice anche i ripetuti problemi di salute da entrambe le parti, era sempre più difficile per loro vedersi.
É stato davvero straziante aver visto il grande Hacksaw, un uomo fondamentalmente intriso di buon umore, buoni propositi e speranza per tutti, piangere lacrime amare per la perdita del suo amico Hulk, come visto nel documentario Netflix a lui dedicato.
"Hulk tutte le sere eseguiva il legdrop, due volte nel fine settimana. Giorno dopo giorno si è rovinato la spina dorsale... perché? Mi ha salvato la vita con quel suggerimento, perché non l'ha fatto per sé stesso? Con quelle enormi braccia poteva chiudere gli incontri con una bearhug...
Perché?"
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