Nato nel 1860 a Padula, Giuseppe Petrosino emigra negli Stati Uniti a soli 13 anni insieme alla sua famiglia in cerca di un futuro migliore. Si stabiliscono a New York, nel quartiere di Little Italy, dove il giovane Joe cresce tra difficoltร e discriminazioni.
Fin da subito si rimbocca le maniche per aiutare i suoi: vende giornali, poi riesce ad aprire una piccola postazione da lustrascarpe. Ma la posizione del suo banchetto non รจ casuale: lo sistema proprio di fronte al Dipartimento di Polizia, in cui sogna un giorno di poter lavorare. In quegli anni, perรฒ, la polizia รจ dominata da irlandesi e per un italiano indossare la divisa sembra impossibile.
Nel 1877 ottiene la cittadinanza americana e trova lavoro come netturbino. ร un passo avanti verso il suo sogno: all’epoca i netturbini dipendono dal Dipartimento di Polizia, e Joe inizia a collaborare informalmente, passando informazioni utili agli agenti.
Nel frattempo, tra gli immigrati italiani si diffonde la criminalitร della Mano Nera, che terrorizza la comunitร con estorsioni e violenze. I poliziotti, spesso irlandesi o ebrei, faticano a infiltrarsi e comprendere quel mondo. Joe, grazie alla lingua e alla conoscenza dell’ambiente, diventa una risorsa preziosa.
Nel 1883 finalmente anche agli italiani viene permesso di entrare in polizia, e Petrosino ottiene il distintivo. Da quel momento la sua carriera รจ inarrestabile. Si distingue per coraggio e abilitร , fino a instaurare un rapporto di stima con Theodore Roosevelt, allora assessore alla polizia e futuro presidente degli Stati Uniti.
Grazie alle sue straordinarie doti investigative, nel 1895 viene assegnato alle indagini. Diventa presto una figura leggendaria, capace di muoversi nell’ombra con metodi innovativi: travestimenti, appostamenti, infiltrazioni, operazioni contro bombe e criminali pericolosi. Tecniche che ancora oggi fanno parte del lavoro investigativo. In quegli anni costruisce anche una famiglia: sposa Adelina Saulino, da cui avrร una figlia, anch’essa chiamata Adelina.
Nel 1905, promosso tenente, fonda la Italian Branch (poi nota come Italian Squad), la prima unitร composta interamente da poliziotti italiani, dedicata alla lotta contro la criminalitร organizzata.
Le sue indagini lo portano a scoprire i legami tra la mafia americana e quella siciliana, in particolare con il boss Vito Cascio Ferro, figura chiave della rete criminale. Convinto che per colpire davvero la Mano Nera sia necessario agire alla radice, Petrosino decide di partire per l’Italia. La missione deve restare segreta, ma una fuga di notizie la rende pubblica. Nonostante il pericolo, Joe non rinuncia.
Arrivato in Italia, si ferma prima a Padula, per ritrovare le sue origini, poi si dirige verso Palermo. ร qui che il suo destino si compie: la sera del 12 marzo 1909, in Piazza Marina, viene assassinato con quattro colpi di pistola. Ha solo 48 anni.
La notizia scosse due continenti. Il console americano a Palermo telegrafรฒ: “Petrosino ucciso… muore un martire.” Si tennero due funerali, uno in Italia e uno a New York. Negli Stati Uniti, circa 250.000 persone parteciparono al corteo funebre, accompagnato dallo stesso Roosevelt.
Petrosino venne sepolto nel Calvary Cemetery, mentre a Padula la sua casa natale รจ oggi un museo che ne conserva la memoria.
L’esecutore materiale del delitto, quasi certamente un sicario di Vito Cascio Ferro che lo aveva attirato in Piazza Marina tendendogli una trappola, non fu mai trovato. Per il delitto di Joe Petrosino non ci fu alcuna condanna.
La sua storia ha ispirato libri, studi e anche lo sceneggiato televisivo “Joe Petrosino” del 1972, diretto da Daniele D'Anza e interpretato da Adolfo Celi. Joe Petrosino resta ancora oggi uno dei pionieri della lotta alla mafia e uno dei primi grandi investigatori della storia moderna.
Da Storie di uomini ๐ฑ๐ถ ๐๐ถ๐ฎ๐ป๐ณ๐ฟ๐ฎ๐ป๐ฐ๐ผ ๐’๐๐บ๐ฎ๐๐ผ
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