Riforma Giustizia. Niente carcere per stalking, scippi e furti in abitazioni
-Redazione- «Preoccupazione» in merito ad alcune modifiche sull'applicabilità dellacustodia cautelare in carcere introdotte con il decreto per il risarcimento aidetenuti sono state espresse oggi dai magistrati del tribunale di Milano al ministro della Giustizia Andrea Orlando. L'occasione si è presentata con il tavolo sulla giustizia che si è tenuto oggi nell'ufficio del presidente del palazzo di giustizia Livia Pomodoro.
Il decreto 92 del 2014 entrato in vigore il 28 giugno introduce all'articolo 8 ildivieto per il giudice di disporre la custodia cautelare in carcere per l'indagato o l'imputato per il quale non si prevede una condanna superiore ai 3 anni («Non può essere applicata la misura della custodia cautelare in carcere o quella degli arresti domiciliari se il giudice ritiene che con la sentenza possa essere concessa la sospensione condizionale della pena. Non può applicarsi la misura della custodia cautelare in carcere se il giudice ritiene che, all'esito del giudizio, la pena detentiva da eseguire non sarà superiore a tre anni»).
Ed è questo il punto del decreto che il presidente della sezione misure di prevenzione Fabio Roia e il presidente della quinta sezione penale Annamaria Gatto hanno chiesto al ministro di «abolire», sottolineando come la norma comporti automaticamente l'impossibilità di disporre il carcere per reati di elevata pericolosità sociale come lo stalking e i maltrattamenti.
Reati che prevedono già misure alternative al carcere che viene disposto solo nel caso in cui l'indagato violi per esempio il monito del questore di non avvicinarsi alla vittima. Secondo Gatto, quanto introdotto «è una forma di indulto nascosta».
Con il decreto, viene esclusa la custodia cautelare in carcere anche per reati i borseggi e gli scippi e il furto in abitazione.
http://www.articolotre.com/2014/07/riforma-giustizia-niente-carcere-per-stalking-scippi-e-furti-in-abitazioni/
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