I 100 anni di Bruno Pontecorvo
Il ragazzo 'irrequieto' di Via Panisperna, cacciatore di neutrini
Cento anni fa nasceva il fisico Bruno Pontecorvo
Scelse l'Unione Sovietica per sfuggire ai tanti sospetti che in piena guerra fredda gli attiravano le sue idee politiche e lì, a Dubna, il fisico Bruno Pontecorvo trovò l'ambiente adatto per seguire le sue intuizioni straordinarie, che negli anni successivi avrebbero portato al Nobel altri studiosi. A cento anni dalla sua nascita il più irrequieto dei Ragazzi di Via Panisperna è ancora un punto di riferimento per i fisici di tutto il mondo.
Nato a Marina di Pisa il 22 agosto 1913, Pontecorvo si formò a Roma, alla scuola di Fermi, e nel 1950, in piena guerra fredda, lasciò l'Italia per l'allora Unione Sovietica, dove ha vissuto per 43 anni ed è morto a Dubna il 24 settembre 1993.
''Non si e' mai pentito: era sereno e contento della sua scelta e a Dubna aveva trovato un ambiente che si potrebbe confrontare a quello dell'attuale Cern'', racconta il fisico Carlo Bernardini, che aveva conosciuto Pontecorvo alla fine degli anni '70. ''Di sicuro - aggiunge - non ha mai avuto nessuna commistione con i problemi della bomba''. Non lavorò mai nemmeno al progetto Manhattan ''perche' l'America non lo aveva voluto''.
''Era una persona di estrema gentilezza e spontaneità'', e quando veniva in Italia, all'universita' Sapienza di Roma, ''capitava spesso nella mia stanza'', prosegue Bernardini. ''Si divertiva a parlare di argomenti difficili da spiegare, come quelli della meccanica quantistica''. Per Pontecorvo, però, erano pane quotidiano: ''aveva capito così profondamente quei problemi al punto di avere un'immaginazione completamente quantistica'', osserva Bernardini, che a Bruno Pontecorvo ha voluto dedicare il numero di agosto della rivista da lui diretta, Sapere. ''Era davvero una persona fuori dal comune'', aggiunge.
Grazie a questa singolare immaginazione, che gli permetteva di ''vedere'' particelle sfuggenti e complesse come i neutrini, Pontecorvo ha lasciato un contributo scientifico di primo piano, collezionando intuizioni che nel tempo hanno valso il Nobel ad altri ricercatori. Per esempio, aveva previsto il fenomeno della cosiddetta oscillazione dei neutrini, ossia la capacità di queste particelle di cambiare identità, assumendo quella caratteristica di un'altra delle altre famiglie di neutrini finora note. Aveva anche intuito che i neutrini di tipo diverso si associano a particelle diverse (come elettroni e muoni) aveva infine intuito il metodo per identificare gli antineutrini prodotti negli acceleratori di particelle.
Nato a Marina di Pisa il 22 agosto 1913, Pontecorvo si formò a Roma, alla scuola di Fermi, e nel 1950, in piena guerra fredda, lasciò l'Italia per l'allora Unione Sovietica, dove ha vissuto per 43 anni ed è morto a Dubna il 24 settembre 1993.
''Non si e' mai pentito: era sereno e contento della sua scelta e a Dubna aveva trovato un ambiente che si potrebbe confrontare a quello dell'attuale Cern'', racconta il fisico Carlo Bernardini, che aveva conosciuto Pontecorvo alla fine degli anni '70. ''Di sicuro - aggiunge - non ha mai avuto nessuna commistione con i problemi della bomba''. Non lavorò mai nemmeno al progetto Manhattan ''perche' l'America non lo aveva voluto''.
''Era una persona di estrema gentilezza e spontaneità'', e quando veniva in Italia, all'universita' Sapienza di Roma, ''capitava spesso nella mia stanza'', prosegue Bernardini. ''Si divertiva a parlare di argomenti difficili da spiegare, come quelli della meccanica quantistica''. Per Pontecorvo, però, erano pane quotidiano: ''aveva capito così profondamente quei problemi al punto di avere un'immaginazione completamente quantistica'', osserva Bernardini, che a Bruno Pontecorvo ha voluto dedicare il numero di agosto della rivista da lui diretta, Sapere. ''Era davvero una persona fuori dal comune'', aggiunge.
Grazie a questa singolare immaginazione, che gli permetteva di ''vedere'' particelle sfuggenti e complesse come i neutrini, Pontecorvo ha lasciato un contributo scientifico di primo piano, collezionando intuizioni che nel tempo hanno valso il Nobel ad altri ricercatori. Per esempio, aveva previsto il fenomeno della cosiddetta oscillazione dei neutrini, ossia la capacità di queste particelle di cambiare identità, assumendo quella caratteristica di un'altra delle altre famiglie di neutrini finora note. Aveva anche intuito che i neutrini di tipo diverso si associano a particelle diverse (come elettroni e muoni) aveva infine intuito il metodo per identificare gli antineutrini prodotti negli acceleratori di particelle.
(ANSA)
Nessun commento:
Posta un commento