Cina: processo a 'principe rosso'
Bo Xilai ha respinto anche le accuse rivoltegli dalla moglie,

Il leader cinese caduto in disgrazia, Bo Xilai, ha respinto oggi anche le accuse rivoltegli dalla moglie Gu Kailai, definendole ''ridicole'', davanti al tribunale che lo sta processando per corruzione e abuso di potere. Gu Kailai e' stata condannata all'ergastolo l'anno scorso dopo aver confessato l'omicidio di Neil Heywood, un faccendiere britannico suo partner in affari e amico personale.
Nella sua confessione, Gu ha anche affermato di aver prelevato ''centinaia di migliaia di yuan e migliaia di dollari'' da una cassaforte che si trovava in una delle case di famiglia. In precedenza, Bo aveva smentito la ''chiamata di correo'' di un imprenditore che ha sostenuto di avergli pagato delle mazzette milionarie, definendolo ''un bugiardo'' e ''un corrotto''.
La caduta in disgrazia di Bo e il suo arresto, nella primavera del 2012, sono considerate la piu' grave crisi politica verificatasi in Cina dopo il massacro degli studenti di piazza Tiananmen del 1989. Il processo contro di lui si e' aperto oggi a Jinan, nella Cina orientale. I reati che gli sono stati imputati potrebbero comportare la pena di morte ma gli osservatori ritengono piu' probabile una condanna ad una pesante pena detentiva.
(ANSA)
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