Ops!
È appena arrivata dalla Corte dei Conti una stangata al Ponte sullo Stretto e al suo paladino-ministro Salvini che si è sentita dalla Sicilia al Trentino Alto Adige.
In 6 pagine piene di rilievi i magistrati contabili hanno espresso grossi dubbi sulla delibera con cui il Cipess ha avviato il progetto del Ponte.
E ancora sono presenti fortissime perplessità su vari aspetti procedurali e tecnici, addirittura “documenti carenti” e da integrare.
Non solo.
Sono state mosse anche delle annotazioni importanti sul possibile mancato rispetto delle direttive comunitarie e pure sullo spreco enorme di risorse e capitali.
Insomma, tutto quello che da mesi esperti bipartisan sottolineavano è scritto lì nero su bianco.
Dopo una cosa del genere, un ministro e un governo serio ritirerebbe la delibera del Cipess e riaprirebbe una discussione seria su un’opera inutile, costosissima e pure rischiosa.
E il ministro dei Trasporti sarebbe obbligato a dimettersi per manifesta inadeguatezza.
Qui da noi attaccheranno le “toghe rosse dei conti”. Lo stanno già facendo.
Un governo e un ministro così davvero noi non ce li meritiamo.
Lorenzo Tosa

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