martedì 5 gennaio 2021

Abissine rigate

 L'immagine può contenere: il seguente testo "Di sicuro sapore littorio, il nome delle Abissine Rigate all' estero si trasforma in shells", ovvero conchicle Hanno una torma morbida ed accogliente, a scodella, l'esterno è rigato e ruvido e l'interno appare liscio; ideali per sughi vegetali freschi. Melisana SOLO GRANO ITALIANO DECORTICATO A PIETRA sorgente Aria pura montagna, Acqua cristallina Mugnai quattro generazioni ABISSINE RIGATE N°25 SONI MPOBASSO Molisa SOLO..... GRANO ITALIAN DECORTICATO PIETRA Aria pura montagna, Acqua cristallina Mugnai da quattro generazioni" 

“Negli anni Trenta l’Italia celebra la stagione del colonialismo con i nuovi formati di pasta: Tripoline, Bengasine, Assabesi e Abissine.
La pasta di semola diventa elemento aggregante? Perché no!”

Quello che avete appena letto non è, purtroppo, il manuale di storia del food scritto da qualche nostalgico fascista ma un estratto odierno - odierno, badate bene - dello storytelling dell’azienda produttrice di pasta “La Molisana”.

“Con questa mission di qualità”, si legge ancora nell’abominevole descrizione, “produciamo ogni giorno oltre 100 referenze di pasta, divise in famiglie di prodotto. Tra queste le classiche: 60 formati di paste lunghe, corte e cortissime, tra cui le Abissine rigate 25, formato dal nome che è già storytelling.

Abissine rigate.
Avete letto bene.
Un nome infame, un nome atroce, il tentativo di normalizzare - attraverso un fottuto formato di pasta - uno degli eccidi più truci del fascismo:
oltre ottantamila morti nelle fila dell’esercito etiope; 10 vittime etiope fatte per ogni vittima italiana; l’utilizzo del gas iprite - che bruciava e disintegrava i tessuti del corpo umano penetrando attraverso gli abiti - adoperato sia contro i militari che contro la popolazione civile.

Una scelta di marketing abominevole e criminale, perché recepisce - evidentemente - ciò che una parte del Paese è disposta a tollerare o cui, addirittura, ambisce. La normalizzazione, 76 anni dopo, del cancro fascista.
L’operazione nostalgia di uno dei periodi più infami dell’umanità.
La contronarrazione per cui “Mussolini ha fatto anche cose buone”, persino a tavola.

La scelta messa in campo dall’azienda non ha nessuna - nessuna - giustificazione.
Adesso hanno corretto il tiro, certo.
Hanno modificato lo scempio e - da bravi balilla - dato la colpa all’agenzia pubblicitaria.
Come se non fossero stati loro, in ultima istanza, ad approvare la campagna.

Viviamo tempi sempre più cupi in cui avvengono cose come questa, impensabile fino a un decennio fa.

Di sicuro c’è che non comprerò mai più La Molisana in vita mia e, naturalmente, vi invito a fare altrettanto.

Prima di chiudere, però, vorrei dare un suggerimento non richiesto a questi produttori di pasta.
Oltre alle Abissine, fate anche il formato L’Appeso.
Così, per completezza di storytelling.
E per ricordare a tutte e tutti come finisce quella merda di fascismo.

#boicottalamolisana 

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