domenica 19 ottobre 2025

La droga è la colonna portante del capitalismo

 

Ce lo manda un ex funzionario dello stato...

(Google)


Mia figlia era libera dall’eroina da poco più di un anno. Aveva lottato così tanto e mi aveva promesso che non sarebbe mai tornata indietro. Mi disse: “Papà, non voglio mai più tornare a quella roba.”


Le ricordavo spesso ciò che le avevo detto a un incontro Narcan: “Se non riesci a sconfiggere il drago per sempre, sarò io a chiuderti il sacco. Ma sarò con te in ogni passo quando avrai bisogno di me.” Può sembrare duro, ma veniva dall’amore. Il nostro legame era forte e pieno d’affetto, e pensavo davvero che questo legame l’avrebbe tenuta lontana da quel mondo.


Ma alle 17:50 ricevetti la chiamata dalla polizia di Eastlake. Mia figlia, Karisten, era stata trovata morta nel suo letto per overdose. Caddi in ginocchio nella neve e piansi come un bambino. Non riuscivo a credere che la mia Tigger se ne fosse andata.


Quando arrivai, mi dissero che non potevo toccarla per paura che ci fosse ancora polvere nelle vicinanze. Ma chiesi dei guanti, perché non me ne sarei andato senza aiutare mia figlia un’ultima volta. L’aiutai a sistemarla nel sacco mortuario, lo chiusi da solo e le dissi addio.


Non condivido questo per compassione. Lo condivido perché tutti devono sapere quanto sia pericolosa questa droga. 


All’eroina non importa chi sei, quanto sei amato o quanto pensi che qualcuno sia forte — può distruggere la vita di chiunque.


Per favore, abbracciate i vostri cari e fate sapere loro quanto li amate. Il domani non è mai garantito.


Riposa in pace, Karisten Lyn Shermann. Mi manchi, il mio cuore è spezzato, e ti amo più di quanto le parole possano mai dire.


Gli anni vissuti di un passato Italiano che ha lasciato sulla strada gli stessi morti di una lunga  guerra. 

Negli anni '70, i marsigliesi, attraverso il traffico noto come "French Connection", hanno svolto un ruolo importante nel trasporto di eroina verso l'Italia e altri paesi, ma è stata la criminalità organizzata siciliana (mafia) ad avere il controllo del traffico, sia in Italia che negli Stati Uniti (attraverso la Pizza Connection).Il ruolo dei marsigliesi: Il termine "French Connection" si riferisce al traffico di eroina gestito da trafficanti marsigliesi come Auguste Joseph Ricord e i suoi associati. Questi trafficanti erano attivi anche in Paraguay e in altre parti del Sud America, ma il loro ruolo era quello di facilitare la catena di approvvigionamento dell'eroina, spesso in collaborazione con la mafia siciliana.Il controllo della mafia siciliana: La mafia siciliana, in particolare quella legata ai Corleonesi, aveva la gestione e il controllo della maggior parte del traffico di eroina verso gli Stati Uniti e in Italia. Questa rete era nota come "Pizza Connection" e coinvolgeva diverse famiglie mafiose siciliane che investivano nel traffico e gestivano i flussi di droga. Collaborazione e conflitto: Esisteva una collaborazione tra i marsigliesi e la mafia, ma anche dei conflitti. Ad esempio, Lucien Sarti, un membro chiave della "French Connection" marsigliese, fu ucciso a Città del Messico in circostanze mai del tutto chiarite, mentre era coinvolto in un conflitto a fuoco. 

Nell’aprile del 1976 il “Corriere della Sera” segnala un caso di intossicazione a Gropello Cairoli, in provincia di Pavia, parlando genericamente di “caramelle che provocano strane sensazioni” che sarebbero state offerte agli studenti delle scuole medie del paese da alcuni sconosciuti.

Due anni dopo, nel settembre 1978, lo stesso quotidiano milanese pubblica un’inchiesta sul consumo di stupefacenti nelle scuole, titolando l’articolo con un ben più che allusivo: «Regalano caramelle truccate per iniziare i bambini alla droga».

Quanto la notizia relativa al “Barcone” sul Tevere fosse reale, soprattutto in merito ai quantitativi sequestrati, resta ancora oggi (politicamente) dibattuta; ciò che è innegabile è una delle dirette conseguenze dell’operazione di polizia e della campagna mediatica, ossia lo scatenarsi di una vera e propria caccia alle streghe che portò nel solo 1970 a oltre 1000 arresti e al costituirsi di Nuclei Antidroga in tutta Italia, che si avvalsero della collaborazione del Narcotic Bureau statunitense.

Tra le prime strategie di guerra alle droghe del periodo vanno ricordate la Legge Valsecchi con la quale viene impedito l’acquisto di anfetamine presso le farmacie a partire dal 1972 – in ritardo rispetto ad altri Paesi europei – e la scomparsa, voluta dalla criminalità e accelerata dall’attenzione quasi univoca delle Forze dell’Ordine, della cannabis dal mercato di strada.

Un’équipe dell’Istituto Superiore di Sociologia di Milano, coordinata dal professor Guido Martinotti, ha analizzato, avvalendosi di tecniche di elaborazione elettronica, tutti gli articoli sulla droga apparsi su sei quotidiani significativi (“Corriere della Sera”, “Giorno”, “L’Unità”, “La Notte”, “La Stampa”, “L’Avvenire”) arrivando alla conclusione che, nella maggioranza dei casi, i consumatori di droghe cosiddette leggere arrestati dalla polizia venivano qualificati come: «devianti», «squallidi», «disumani», «violenti», «sprovveduti» (Caraccia et al., 1974).

Rendendo la vita impossibile a capelloni, freackettoni nelle piazze o nelle case e respinti e visti come drogati dalla gente, l’approccio intransigente sembra spingere una parte degli stessi a darsi all’eroina, facilmente reperibile, di buona qualità e, solo inizialmente, a costi contenuti

In principio si tratta di cloridrato di morfina prodotto da un’industria tedesca, che riesce così a sbarazzarsi di enormi scorte inutilizzate – e non più vendibili ufficialmente – di morfina in pasticche, probabilmente residui della guerra in Vietnam. Le organizzazioni criminali acquistano le pastiglie facendole arrivare in Pakistan, a Peshawar, dove vengono rivendute al mercato nero agli europei di passaggio: 30 lire a pasticca.

Molti giovani europei in viaggio verso l’India cominciano a bucarsi con questa morfina, riportandone esperienze gratificanti, consentendo, a partire dall’autunno del 1972, la diffusione anche in Italia, in particolare Roma e Milano.

Dal febbraio 1973, il Centro Antidroga del Comune di Roma comincia a ricevere i primi casi di intossicazione da morfina. A distanza di un anno e mezzo sono circa 160 i consumatori abituali di oppiacei intercettati. Nel settembre del 1974, il neuropsichiatra Riccardo Zerbetto, dell’équipe del Centro Antidroga, segnala un 36% di ex consumatori di anfetamine, praticamente oltre un terzo del totale (Zerbetto, 1974).

Il passaggio successivo vede la sostituzione della morfina con l’eroina – la sostanza farmacologicamente più simile –, il pieno controllo da parte della criminalità organizzata – la mafia siciliana –, l’innalzarsi dei prezzi della stessa, l’istaurarsi di dipendenze, il crescente numero di overdose tra i tanti consumatori inesperti.

Tra il 1974 e il 1975 la media annua di arresti in Italia per droghe leggere sale a 8.000 persone. Il mercato dell’hashish è praticamente bloccato, per contro spalancato ai trafficanti di eroina (Rusconi e Blumir, 1972).

«Nasce in Italia la “psicosi” droga: per decine di milioni di italiani la droga diventa “un male oscuro” per centinaia di migliaia di giovani, una tentazione proibita»

La ricostruzione degli storici e di alcuni sociologici, tra i quali Guido Blumir, ha riportato la possibilità della presenza di una mente comune a monte dell’intero susseguirsi di azioni, definendo ciò che sarebbe stato messo in campo dai servizi segreti dei Paesi del blocco occidentale, nell’ambito della Guerra Fredda, finalizzato a diffondere l’uso di droghe pesanti tra i giovani attivisti dei movimenti di contestazione, in maniera da renderli dipendenti e politicamente inoffensivi, con il nome di “Operazione Blue Moon”. Una sorta di strategia della tensione in chiave narcotica.  Il collegamento tra l’esplosione del fenomeno eroina in Italia e gli anni di piombo ha un nome: Operazione Bluemoon. È una linea che collega servizi segreti, narcotraffico e terrorismo di Stato, un filo rosso che complica ulteriormente l’intricata rete dei misteri irrisolti della prima repubblica. È una storia di guerra non convenzionale, di un conflitto interno a bassa intensità, soprattutto è una storia di tensione.  Tensione è una parola familiare alla storia recente del nostro paese, un termine che proietta le ombre lunghe delle stragi, della contestazione, della Gladio e di quella particolare commistione tra terrorismo, militari ed elementi del mondo politico, giornalistico ed imprenditoriale nella crociata contro il “pericolo rosso”. Una parola che dà il nome alla dottrina chiave della turbolenta epoca degli anni di piombo: strategia della tensione.   Operazione Bluemoon è il nome in codice della capillare opera di somministrazione di eroina in ambienti legati al mondo della sinistra extraparlamentare, parte di un più ampio piano di guerra psicologica, o “non convenzionale”, svolta dai servizi segreti del Blocco Occidentale nella lotta contro i movimenti di opposizione della sinistra extraparlamentare e del movimento studentesco.

Fenix

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