martedì 27 agosto 2013

Troppo ferro nel cervello potrebbe spiegare l'Alzheimer

Il metallo è in eccesso nei pazienti, tossico per i neuroni


Troppo ferro nel cervello potrebbe spiegare l'Alzheimer


ROMA - Un eccesso di ferro nel cervello potrebbe essere la causa centrale della forma più comune di demenza senile, il morbo di Alzheimer.

Infatti una ricerca pubblicata sul Journal of Alzheimer's Disease dal gruppo californiano di George Bartzokis dell'università di Los Angeles ha dimostrato per la prima volta su pazienti che le regioni neurali danneggiate nell'Alzheimer, in primis l'ippocampo che è lo scrigno della memoria, sono sovraccariche di ferro nei pazienti ma non nei soggetti sani.

Inoltre il ferro si accumula in maniera proporzionale all'entità del danno cerebrale in dette regioni, mentre non si trova in quantità eccessive in aree neurali non implicate nella malattia.

Finora come cause principali dell'Alzheimer sono sempre state additate due proteine, la 'tau' e la 'beta-amiloide' che si accumulano nel cervello dei pazienti. Ma Bartzokis ha sospettato a lungo che tau e beta-amiloide non fossero le uniche colpevoli ma che, anzi, c'è qualche causa precedente al loro accumulo. Il ferro in eccesso, che è tossico, potrebbe rappresentare una spiegazione plausibile.

Intanto un altro recente studio pubblicato sulla rivista PNAS ed eseguito su animali azzarda anche la complicità di un altro metallo, il rame: secondo Rashid Deane della University of Rochester il rame rallenterebbe il lavoro delle proteine trasportatrici che ripuliscono i neuroni dall'eccesso di proteina beta-amiloide.

(ANSA)

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