lunedì 26 agosto 2013

Lori Welbourne, giornalista si spoglia durante un’intervista 


Lori Welbourne senza veli

Sono sempre di più le donne che decidono di spogliarsi per protestare contro qualcosa. Le Femen hanno fatto scuola e il loro insegnamento è arrivato anche in Canada, dove Lori Welbourne è stata la grande protagonista del gossip per giorni. La procace bionda, apprezzata giornalista e reporter, ha scelto di rimanere a seno scoperto durante un’intervista al sindaco della cittadina di Kelowna. Perché? Per protestare contro la mancanza di parità di diritti tra uomo e donna in merito al vestiario socialmente (e legalmente) accettato quando si gira in strada.

La storia dell’intervista bollente al sindaco necessita però di due premesse: Lori Welbourne ha scelto un momento propizio per la sua performance perché in questi giorni si è tenuta in Canada e negli Stati Uniti il Go Topless Day, che rivendica il diritto al petto scoperto anche per le donne. Inoltre il Canada è uno dei Paesi più permissivi da questo punto di vista, tanto che solo in poche città è considerato reato girare a seno scoperto. Non è illegale ma comunque non sempre è socialmente accettato, da qui la provocazione della bella Lori. Vittima predestinata il sindaco di Kelowna, cittadina che avrebbe di lì a poco ospitato una delle marce più numerose del Go Topless Day.
La giornalista si trovava in territorio amico, dunque, visto che il sindaco si è sempre dichiarato fautore della libertà personale in fatto di vestiario. Non è mancato comunque un certo imbarazzo quando la donna, subito dopo aver posto la domanda di rito (“Cosa succederebbe se me ne andassi in giro senza veli?“) ha iniziato a spogliarsi. Fa caldo, questa la giustificazione di Lori. Il sindaco non perde il suo aplomb e continua l’intervista come niente fosse, eccetto per uno sguardo malandrino che di tanto in tanto cade sul seno generoso esposto proprio davanti a lui. A noi non è consentito sbirciare sotto il vestito di Lori Welbourne perché il video è stato censurato con il canonico blur. Non è forse anche questa discriminazione?

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