martedì 21 maggio 2013

LA VAMPIRA DI FRANCIONE ALL'ARCI MATILDA DI VIAREGGIO


 
 
 
 
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      Circolo Arci    Matilda
      via lungo canale est, 4
      55049  Viareggio
      martedì 26 aprile ore 22
                 tel. 0584-383238
 
 
 
     LA COMPAGNIA SCHERZIDAMORE
 
                                           PRESENTA
 
                                     LA SPOSA DI CORINTO
 
          di
 
         Gennaro Francione
 
                 Con: Deborah Massaro
                     Anna Cetorelli
                     Stefano Masala
      Musiche di Marcello Appignani
                              Uff. stampa e P. R.: Astrid Agius
      Luci: A.T. Promotion
      Costumi: Sartoria Pinelli
                              Regia: Deborah Massaro
 
 
  La sposa di Corinto, già rappresentato con successo al Teatro dei Contrari
di Roma,  è un dramma bucolico-vampiresco in un atto. Partendo dalla omonima
ballata di Goethe, il giudice-drammaturgo Francione racconta del poeta
Amorgo alle prese con Melusina, la moglie vampira, e con le infernali amanti
dei quattro elementi.
 
 
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       SCHEDA
 
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      LA SPOSA DI CORINTO
 
 
       di
 
      Gennaro Francione
 
   PERSONAGGI
   LO SPOSO AZZURRO: AMORGO
   LA SPOSA BIANCA: MELUSINA
   LA SUOCERA: ECUBA
         LA SALAMANDRA(rosso-fuoco): GONGILA
         LA TROLL(terra-nero): AGALLIDE
   L'ONDINA(acqua-blu): EURIDICE
   LA SILFIDE(aria-verde): CLEIDE
 
 
   PREFAZIONE
 
  La sposa di Corinto è un dramma bucolico-vampiresco con danza dei quattro
elementi in un atto.
  Un giovane poeta greco, Amorgo, ritorna a Corinto, città che vide la
profanazione di una monaca, Melusina,  poi diventata sua sposa. Il ritorno
si verifica con lei morta in seguito a una disgrazia inconsciamente
"provocata" e con un drammatico incontro con la suocera Ecuba, le cui
maledizioni aprono lo spiraglio a un susseguirsi di figure spettrali: una
salamandra, una troll, un'ondina  e una silfide. Sono le amanti di Amorgo
che, rievocando i tradimenti ai danni di Melusina, ne preannunciano il
finale tragico, quando, in una micidiale danse macabre, la moglie tradita
tornerà e vampirizzerà il marito in un abbraccio fatale di amore e odio
senza fine per trascinarlo seco per sempre nel regno dei morti.
  I nomi dei personaggi sono presi dalla tradizione greca; in particolare
quelli delle donne faeries(Gongila, Agallide, Cleide) sono tratti dalla
poesia di Saffo.
  La fonte della pièce è l'opera poetica omonima di Goethe, composta nel 1797
e considerata una delle prime opere vampiriche che poi avranno la loro
consacrazione nel romanticismo gotico. La ballata, che ambienta l'azione in
Grecia,  riprende da molto vicino l'antica Empusa di Flegone che torna da
una morte prematura per consumare il suo pasto damore.
  Empusa, cioè l'essere dalle mille forme, è uno spettro infernale che prende
corpo a suo piacimento, come si vede nelle "Rane"  aristofanee, dove il
servo di Dioniso, Xantia, finge di imbattersi in una bestiaccia, un mostro
immane che prende ogni forma: ora è un bue, ora un mulo, ora una splendida
donna, ora una cagna. Tutta la faccia risplende di fuoco. E ha una gamba di
bronzo  e l'altra di sterco d'asina. Le uniche armi con le quali è possibile
sconfiggerla sono la parlantina e le invettive retoriche.
  La poesia di Goethe, riportata all'interno dell'attuale struttura, insieme
ad altre composizioni dello stesso autore ("Il pescatore", "Davanti al
tribunale", "Il re delle Rane"),  determina la connotazione di un dramma
espresso quasi integralmente in chiave di poesia, in cui musicalità si
associa alla danza.
  Questa "Sposa di Corinto" non è solo una traduzione in chiave drammaturgica
dell'opera di Goethe ma un suo prolungamento, una rappresentazione in chiave
alchemica, soprattutto ne esplicita una decifrazione del senso in quanto la
primitiva storia si presentava di misterioso esito. Ora la moglie-vampira si
contorna di amanti succhiasangue, collegate ai quattro elementi(salamandra
del fuoco, troll della terra, ondina dell'acqua, silfide dell'aria) per
attuare, in una sorta di rito collettivo femminile, la vendetta catarchica
finale nei confronti del maschio.
 
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      LA REGISTA
 
Deborah Massaro, proveniente dall'Accademia di Arte Drammatica “S. D’Amico”,
è soprattutto attrice(Io Isabella Morra, Odissea,  Teodora ti adoro"  etc.)
ma ultimamente si sta lanciando con maestria nella regia. Dopo il successo
di "Saffo, finché in me ci sia respiro", ritorna al Teatro dei contrari in
veste di regista con il Teatro di Poesia di Francione.
 
 
 
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      L’AUTORE
 
  Autore di decine di testi e vincitore di numerosi premi letterari (Premio
  per la Cultura della Presidenza del Consiglio e del premio teatrale
  “Pirandello in breve” con l’opera “Doppelganger iudex: teatro da camera con
  sax per giudice genio e giudice idiota”), Gennaro Francione è un autore
  eclettico. Giudice del Tribunale Penale di Roma e Presidente dell’Unione
  Europea Giudici Scrittori, Francione è un saggista e romanziere che sa
unire
  la precisione della ricerca storica alla poetica della narrazione. Numerose
  le sue opere rappresentate in Italia e all'Estero tra le quali
  “Domineddracula”, dedicato al controverso personaggio di Vlad Tepes-Dracula
  (regia di Chiara Pavoni)e  "Merimanga"(lett. Ragno; tit. orig. "Il giudice
  Fausto e l'avvocato Mefisto.  Storia di straordinaria corruzione"),tradotto
  in albanese e presentato lo scorso anno al Teatro Petro Marko di
  Valona(Albania) dalla compagnia Pirandello. E’ stato  indicato dalla
Fondazione
  Betti come il naturale erede del giudice drammaturgo Ugo Betti.
 
 
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Per altre informazioni,foto, immagini del manifesto

 

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