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Circolo Arci Matilda
via lungo canale est, 4
55049 Viareggio
martedì 26 aprile ore 22
tel. 0584-383238
LA COMPAGNIA SCHERZIDAMORE
PRESENTA
LA SPOSA DI CORINTO
di
Gennaro Francione
Con: Deborah Massaro
Anna Cetorelli
Stefano Masala
Musiche di Marcello Appignani
Uff. stampa e P. R.: Astrid Agius
Luci: A.T. Promotion
Costumi: Sartoria Pinelli
Regia: Deborah Massaro
La sposa di Corinto, già rappresentato con successo al Teatro dei
Contrari
di Roma, è un dramma bucolico-vampiresco in un atto. Partendo dalla
omonima
ballata di Goethe, il giudice-drammaturgo Francione racconta del
poeta
Amorgo alle prese con Melusina, la moglie vampira, e con le infernali
amanti
dei quattro elementi.
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SCHEDA
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LA SPOSA DI CORINTO
di
Gennaro Francione
PERSONAGGI
LO SPOSO AZZURRO: AMORGO
LA SPOSA BIANCA: MELUSINA
LA SUOCERA: ECUBA
LA SALAMANDRA(rosso-fuoco): GONGILA
LA TROLL(terra-nero): AGALLIDE
L'ONDINA(acqua-blu): EURIDICE
LA SILFIDE(aria-verde): CLEIDE
PREFAZIONE
La sposa di Corinto è un dramma bucolico-vampiresco con danza dei
quattro
elementi in un atto.
Un giovane poeta greco, Amorgo, ritorna a Corinto, città che vide
la
profanazione di una monaca, Melusina, poi diventata sua sposa. Il
ritorno
si verifica con lei morta in seguito a una disgrazia inconsciamente
"provocata" e con un drammatico incontro con la suocera Ecuba, le cui
maledizioni aprono lo spiraglio a un susseguirsi di figure spettrali:
una
salamandra, una troll, un'ondina e una silfide. Sono le amanti di
Amorgo
che, rievocando i tradimenti ai danni di Melusina, ne preannunciano
il
finale tragico, quando, in una micidiale danse macabre, la moglie
tradita
tornerà e vampirizzerà il marito in un abbraccio fatale di amore e
odio
senza fine per trascinarlo seco per sempre nel regno dei morti.
I nomi dei personaggi sono presi dalla tradizione greca; in
particolare
quelli delle donne faeries(Gongila, Agallide, Cleide) sono tratti
dalla
poesia di Saffo.
La fonte della pièce è l'opera poetica omonima di Goethe, composta nel
1797
e considerata una delle prime opere vampiriche che poi avranno la
loro
consacrazione nel romanticismo gotico. La ballata, che ambienta l'azione
in
Grecia, riprende da molto vicino l'antica Empusa di Flegone che torna
da
una morte prematura per consumare il suo pasto damore.
Empusa, cioè l'essere dalle mille forme, è uno spettro infernale che
prende
corpo a suo piacimento, come si vede nelle "Rane" aristofanee, dove
il
servo di Dioniso, Xantia, finge di imbattersi in una bestiaccia, un
mostro
immane che prende ogni forma: ora è un bue, ora un mulo, ora una
splendida
donna, ora una cagna. Tutta la faccia risplende di fuoco. E ha una gamba
di
bronzo e l'altra di sterco d'asina. Le uniche armi con le quali è
possibile
sconfiggerla sono la parlantina e le invettive retoriche.
La poesia di Goethe, riportata all'interno dell'attuale struttura,
insieme
ad altre composizioni dello stesso autore ("Il pescatore", "Davanti
al
tribunale", "Il re delle Rane"), determina la connotazione di un
dramma
espresso quasi integralmente in chiave di poesia, in cui musicalità
si
associa alla danza.
Questa "Sposa di Corinto" non è solo una traduzione in chiave
drammaturgica
dell'opera di Goethe ma un suo prolungamento, una rappresentazione in
chiave
alchemica, soprattutto ne esplicita una decifrazione del senso in quanto
la
primitiva storia si presentava di misterioso esito. Ora la moglie-vampira
si
contorna di amanti succhiasangue, collegate ai quattro
elementi(salamandra
del fuoco, troll della terra, ondina dell'acqua, silfide dell'aria)
per
attuare, in una sorta di rito collettivo femminile, la vendetta
catarchica
finale nei confronti del maschio.
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LA REGISTA
Deborah Massaro, proveniente dall'Accademia di Arte Drammatica “S.
D’Amico”,
è soprattutto attrice(Io Isabella Morra, Odissea, Teodora ti
adoro" etc.)
ma ultimamente si sta lanciando con maestria nella regia. Dopo il
successo
di "Saffo, finché in me ci sia respiro", ritorna al Teatro dei contrari
in
veste di regista con il Teatro di Poesia di Francione.
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L’AUTORE
Autore di decine di testi e vincitore di numerosi premi letterari
(Premio
per la Cultura della Presidenza del Consiglio e del premio teatrale
“Pirandello in breve” con l’opera “Doppelganger iudex: teatro da camera
con
sax per giudice genio e giudice idiota”), Gennaro Francione è un
autore
eclettico. Giudice del Tribunale Penale di Roma e Presidente
dell’Unione
Europea Giudici Scrittori, Francione è un saggista e romanziere che
sa
unire
la precisione della ricerca storica alla poetica della narrazione.
Numerose
le sue opere rappresentate in Italia e all'Estero tra le quali
“Domineddracula”, dedicato al controverso personaggio di Vlad
Tepes-Dracula
(regia di Chiara Pavoni)e "Merimanga"(lett. Ragno; tit. orig. "Il
giudice
Fausto e l'avvocato Mefisto. Storia di straordinaria
corruzione"),tradotto
in albanese e presentato lo scorso anno al Teatro Petro Marko di
Valona(Albania) dalla compagnia Pirandello. E’ stato indicato
dalla
Fondazione
Betti come il naturale erede del giudice drammaturgo Ugo Betti.
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Per altre informazioni,foto, immagini del manifesto
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