PROVACI ANCORA, SCHETTINO - ALTRO CHE SENSI DI COLPA! “CAPITAN CODARDO” RICICCIA IN MARE ALLA GUIDA SPENSIERATA DI UN MOTOSCAFO DI SEI METRI - IMPOMATATO A DOVERE, SE LA SPASSA CON UN AMICO E IL FOTOGRAFO DEL “SUN” LO IMMORTALA - SCHETTINO ANCORA NON HA REALIZZATO CHE DUE CADAVERI SONO ANCORA INCASTRATI TRA LE LAMIERE DELLA COSTA CONCORDIA DAVANTI AL GIGLIO E 31 MORTI ATTENDONO GIUSTIZIA…
Francesco Specchia per "Libero"
SCHETTINO-SUL-MOTOSCAFO-A-META-DI-SORRENTOL'aria
che soffia sulla chioma perennemente impomatata, il nudo petto esposto
al maestrale come il Duce alla raccolta del grano, i rayban schiacciati
sul naso. E il timone in mano, come ai vecchi tempi. C'è qualcosa di
profondamente inquietante in Francesco Schettino ripreso in mare aperto,
conficcato nella tolda d'un natante, che se la ride inalando salsedine
mentre: due cadaveri sono ancora incastrati tra le lamiere della Costa
Concordia davanti al Giglio; trentuno famiglie distrutte piangono ancora
la morte dei propri cari; i tecnici delle aziende incaricate della
rimozione della nave trivellano il granito per evitare che il relitto
possa inabissarsi in attesa di una piattaforma che arriverà tra dieci
giorni, in una disperata e disperante lotta contro il tempo.
Schettino Quinta Colonna jpeg
Il comandante Schettino torna al timone dopo il disastro della
Concordia. È una notizia. Le foto pubblicate dal quotidiano britannico
The Sun sono implacabili: ritraggono l'ex comandante della nave a bordo
di un motoscafo, con un amico sorridente in cappelluccio da rapper,
pronto a concedergli il timone, nel mare cobalto che abbraccia Meta di
Sorrento. Certo l'immagine è priva di epos. E pure priva d'ironia.
SCHETTINO A QUINTA COLONNA DA SALVO SOTTILE jpeg
Questo non è Capitan Findus, è capitan Codardo. Schettino è in
bermuda sbracati su un motoscafo di 6 metri rubato a un film dei
Vanzina; e il nostromo lì accanto non somiglia affatto ai secondi eroici
di Edward Smith, il comandante del Titanic che secondo le cronache di
Robert Ballard aiutò fino all'ultimo i passeggeri a calarsi nelle
scialuppe salutandoli con un «Addio signori, seguirò la mia nave!».
Costa ConcordiaL'immagine
trasmette un sentore d'impunità. C'è gente che va in galera se guida
l'auto a patente -sospesa magari per le oscillazioni del tasso
alcolico-; mentre, qui, si staglia al timone, impunito, un signore
accusato di aver causato il naufragio della Concordia, davanti all'isola
del Giglio, lo scorso 13 gennaio, costato la vita a 31 persone; che
negli ultimi mesi dopo gli arresti domiciliari si è difeso, pagato
profumatamente, in tv. Non c'è, nelle immagini del Sun , violazione
della legge, per carità; ma non c'è nemmeno pietas, o solamente l'idea
d'un sussulto di coscienza. Lievita, invece, un conato di vergogna.
Costa Concordia
«Che vergogna davanti agli occhi di tutto il mondo. Mi vergogno per
lui. Pensavo che dopo l'intervista in tv, non facesse più niente per
tornare alla ribalta. E invece, sembra che per lui non sia accaduto
nulla..., commenta così la notizia una gigliese di 34 anni, una che la
notte del naufragio accolse in casa decine di naufraghi. Vergogna
diffusa.
DOCUMENTARIO COSTA CONCORDIA
Al punto che lo stesso avvocato di Schettino, Bruno Leporatti, s'è
affrettato a smentire d'esser lui il compagno di mare dell'assistito:
«Non ci sono io in barca con il comandante Francesco Schettino. Non
possiedo né un motoscafo, né un gommone né un pattino e neppure ho preso
a noleggio un'imbarcazione». A volte, la sola barra a dritta che
andrebbe tenuta è quella del pudore...www.dagospia.com
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