L'attivista iraniana Leila Farahbakhsh blocca a Firenze il corteo organizzato dalla CGIL contro l'intervento militare americano in Iran, urlando il suo disgusto per gli occidentali sempre pronti a genuflettersi ad immigrati, Islam radicale e soprattutto alla loro malattia mentale. I presenti rimangono attoniti dinanzi alle urla della donna che chiede come mai non fossero scesi in piazza quando il Regime ha massacrato il suon popolo, ma la parte più interessante, quella che vale quanto un trattato di sociologia, è il momento in cui Leila ricorda che sono stati uccisi in 40 mila suoi connazionali nell'ultima ondata di proteste e uno degli iscritti prova a replicare "no, no, no". Dice "no" credendo che i suoi desideri abbiano predominanza sulla tangibilità del reale. Dice "no". Il Regime non ha sparato in testa a nessuno, non è entrato negli ospedali dando la caccia a feriti e personale sanitario. Dice "no", perché nessuno deve permettersi di infrangere il velo che circonda il suo mondo del pensiero magico. Dice "no". In Venezuela si vive bene, in Iran si vive bene, perché in fondo ci sono i video della folla che piange Khamenei, come se un qualsiasi Regime non avesse una parte del popolo dalla sua: in questo caso la vecchia guardia di uomini schiavisti e di matrone cresciute con la convinzione che essere serve coperte da un lenzuolo sia un sacrificio dovuto alla loro Fede. Dice "no". In quel "no" tutta la degenerazione intellettiva di questa epoca vissuta da esseri abominevoli che si mescolano ai sani di mente e ribaltano le posizioni del bene e del male, grazie ad una pacata follia ormai assimilata come "divergenza di vedute". Popper ci aveva avvisati con il suo paradosso della tolleranza: "siate tolleranti indiscriminatamente e porterete la società alla distruzione, tanto che saranno gli intolleranti a prendere il dominio di quella società". Pertanto è nella intolleranza verso la "Sinistra" che risiede il segreto per preservare la società in cui si dimora.
- Giovy Novaro -
Nessun commento:
Posta un commento