sabato 18 ottobre 2025

Zatlan Ibrahimovic



«Quando è morto mio fratello Sapko, di leucemia, io c’ero. E mio fratello mi ha aspettato, ha smesso di respirare davanti a me. Papà non ha messo una lacrima. Il giorno dopo è andato al cimitero e ha pianto dal mattino alla sera. Da solo».


Zlatan Ibrahimovic parla spesso del fratello maggiore Sapko, scomparso nel 2014 dopo oltre un anno passato a combattere la leucemia. La perdita di Sapko ha segnato profondamente Zlatan, che ancora oggi lo ricorda con affetto e malinconia. La loro infanzia si è svolta a Rosengård, un quartiere vivace e popoloso di Malmö, insieme al resto della famiglia.


Quando Sapko si è ammalato, ha lottato per quattordici mesi prima di spegnersi a 41 anni. I funerali, celebrati secondo il rito musulmano, si sono svolti in modo riservato in Svezia. Zlatan era presente al momento della sepoltura, accompagnato dalla compagna Helena Seger e dai figli Vincent e Maximilian.


Cresciuto in una famiglia di origini jugoslave e croate, Zlatan ha vissuto un’infanzia complicata. Suo padre, Šefik, era un muratore bosniaco, la madre Jurka lavorava come domestica. I genitori si sono separati quando Zlatan aveva appena due anni e lui è rimasto con il padre. Nel suo libro ha raccontato: “Dopo la separazione con mamma, sono cresciuto con mio papà. Lavorava tanto per permetterci di vivere. Il nostro frigorifero non era mai pieno, non avevamo tanto da mangiare ma faceva di tutto per darci le alternative giuste. Se non avevo soldi per andare agli allenamenti me li dava lui e non pagava l’affitto del mese”.


Tra difficoltà economiche e una famiglia numerosa, Zlatan ha trovato nel calcio una via d’uscita, cercando sempre di non dimenticare le sue radici e il legame con chi non c’è più.


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