giovedì 26 marzo 2026

L'informazione della destra italiana fa pietà e misericordia

 


Quelli che sono a lutto per la batosta ai referendum.


Osservare i volti stravolti di chi ha puntato tutto sul sì è esilarante. La lista è lunghissima. Tommaso Rodano, oggi sul Fatto (abbonatevi!), fa una perfetta carrellata. Ne riporto alcuni stralci. È tutto fantastico 😂😂😂


“È uno spettacolo cinematografico, più che televisivo. Negli studi tv delle “maratone”, le espressioni degli opinionisti sono trasfigurate: per mesi hanno mostrato sorrisi da iene, tirati, inossidabili; oggi le linee del viso sono ribaltate, il buonumore si è eclissato assieme all’invincibilità di Giorgia Meloni.


Su Rete 4 il cerimoniere è Nicola Porro. Alle 15 arrivano i primi exit poll e comincia la discesa verso le tenebre. Dapprima c’è cautela, il distacco tra Sì e No è ridotto (..)


Da Enrico Mentana, gran decano delle maratone, il parterre è egemonizzato dalle freschissime analisi di Paolo Mieli e Marcello Sorgi. Quest’ultimo ha un guizzo geniale. Alle 15 e 20 soffia ancora l’ipotesi di un sostanziale pareggio, che secondo lui è una spinta decisiva alla riforma elettorale bramata da Meloni: “Un risultato così, con l’attuale sistema, renderebbe il paese ingovernabile”. Poi spiega l’eventuale naufragio della riforma: “Noi parliamo di Nordio, Bartolozzi, Delmastro, ma se il costo di un pieno di benzina raddoppia, la gente si incavola”.


Arriva il secondo exit poll, la forchetta si allarga, il risultato si delinea: il No cresce tra il 50 e il 54%. Belpietro è ancora nella fase della negazione: “Attenzione, la forte affluenza di questa mattina potrebbe ancora influenzare il risultato”. Porro ha già assimilato il dramma e si consola con uno sfogo anti-meridionale: “Ci segnalano che a Napoli il 70% ha votato no. Questa è stupenda! Napoli vota Gratteri!”.


Proiezione dopo proiezione, il risultato assume proporzioni rotonde. Le schiene si incurvano, le voci si incrinano. Lo speciale su Rai1 è impreziosito dal contributo di Filippo Facci, che combatte orgoglioso in retroguardia: “Il Paese è spaccato a metà, dai, ora non è un punto percentuale in più o in meno a fare la differenza, addirittura ho sentito che per qualcuno Giorgia Meloni potrebbe pensare di dimettersi… siamo seri”. È lo stesso Facci che due giorni fa twittava allegro e definitivo per il Sì: “Ve lo dico: è fatta”. Meglio di lui, solo Italio Bocchino, che vaticinava: “Vince il Sì di 10 punti”.


Daniele Capezzone, sempre al Tg1, alterna costernazione e livore: “Rimango esterrefatto per Bachelet, che ha evocato la lotta partigiana. Speravo che a urne chiuse si controllassero pensieri e parole, invece si dicono cose enormi”. Poi esonda: “Hanno evocato TeleMeloni, ma tutta la campagna è stata di manipolazione contro il governo, con dibattiti tre contro uno su tutte le tv”. Giovanni Bachelet, presidente del Comitato per il No, replica subito: “Su TeleMeloni confermo, oggi è la prima volta che il Tg1 mi ha intervistato”. Silenzio in studio, impagabile l’espressione dell’intervistatrice.


Torniamo da Porro, che continua a cavalcare l’onda della discriminazione territoriale e spernacchia i magistrati che cantano Bella Ciao a Napoli. (..)


Francesco Verderami, firma del Corriere della Sera, è inviperito: “Non parteciperò mai più a trasmissioni in cui si parla di giustizia, il Paese ha deciso che saranno le correnti a decidere sui magistrati negligenti”. Porro se la ride: “Bravo Verderami! Mi porterò in studio più ospiti lombardi e veneti”. Poi inizia la parata dei liberali dolenti: Claudio Cerasa (“Il centrosinistra continuerà la rincorsa giustizialista”), Andrea Ruggieri (“Vorrei conoscere l’11% di Forza Italia che ha votato No a questo referendum, è una bestemmia”) e il combattivo Mario Sechi (“Hanno vinto un referendum, non le elezioni politiche”).


Su La7, il capolavoro: appare Matteo Renzi. Mentana lo accoglie con una battuta: “È il più grande esperto di referendum costituzionali”. Ma è ironia cosmetica, perché all’ex premier viene concesso – incredibilmente – di rappresentarsi tra i vincitori””…”


È tutto MERAVIGLIOSO 😍

Andrea Scanzi 

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