Si chiama Giulia Torrini, è la Presidente dell’associazione "Un Ponte Per” e ha appena denunciato in tribunale a Roma lo Stato italiano e la società Leonardo Spa per essersi resi complici del genocidio a Gaza vendendo e fornendo armi a Israele.
Lo ha fatto assieme ad Arci, Acli e le associazioni A buon diritto, Assopace Palestina e Pax Christi.
Nella denuncia c’è una richiesta precisa: “L’annullamento immediato di tutti i contratti con le imprese che forniscono armi a Israele”.
Torrini si è appellata alla legge 185 del 1990 che vieta di fornire armi a Paesi che violano il diritto internazionale, la Costituzione e l’articolo 51 della Carta delle Nazioni unite.
Lucidissime le parole con cui Torrini ha motivato la sua azione legale:
“Chiediamo di valutare se i contratti sottoscritti anche prima del 7 ottobre siano validi o no, e chiediamo di valutare la possibilità di sospenderli, applicando quella parte della legge 185 del 1990 che non parla solo di revoca, ma anche di sospensione dei contratti in essere.
Siccome il governo non applica le leggi internazionali sul genocidio, lo facciamo noi società civile con la nostra advocacy.
Può la libertà di commercio valere più della legge, più della Costituzione e degli accertamenti dell’Onu sulle violazioni dei diritti umani da parte di Israele?”
Se dovesse vincere questa causa, rappresenterebbe un precedente storico a livello europeo e segnerebbe un prima e un dopo.
Finalmente qualcuno che ci mette la voce e soprattutto la forza del diritto.
Che sia la volta buona.

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