Il Csm annulla il provvedimento disciplinare per Di Matteo
Il Csm ha annullato il provvedimento disciplinare per il magistrato simbolo del processo sulla trattativa Stato-mafia, accusato di aver violato la riservatezza del Capo di Stato parlando, durante un'intervista, delle intercettazioni tra Napolitano e Mancino.
-Redazione- Non vi sarà alcun provvedimento disciplinare nei confronti del pm Nino Di Matteo, accusato di aver rivelato, nel corso di un'intervista, le telefonate intercettate tra il Capo di Stato Giorgio Napolitano eNicola Mancino, oggi imputato a Palermo al processo sulla trattativa Stato-mafia. Il Csm, infatti, ha prosciolto il magistrato in istruttoria, accogliendo così la richiesta del Pg della Cassazione.
L'accusa specifica nei confronti del pm simbolo del processo, che aveva portato all'avvio di un'azione disciplinare nei suoi confronti, era quella di aver violato il diritto di riservatezza del Presidente della Republica rendendo nota l'esistenza delle intercettazioni.
Gli accertamenti compiuti dal Pg della Cassazione, però, hanno dimostrato come la rivelazione dell'esistenza delle telefonate non sia stata compiuta da Di Matteo, in quanto, il giorno prima della pubblicazione della sua intervista "incriminata", già alcune testate online e Panorama avevano avuto modo di darne notizia. Da qui la richiesta de pg Gianfranc Ciani alla sezione disciplinare del Csm di non procedere contro il magistrato e contro il Procuratore capo di Palermo Francesco Messineo, "colpevole" di non aver segnalato il comportamento di Di Matteo.
La decisione di annullare il provvedimento disciplinare per il magistrato della trattativa è stata presa per ''essere stati esclusi gli addebiti''. In tal modo, è venuta a cadere anche l'accusa nei confronti di Messineo.
http://www.articolotre.com/2014/04/il-csm-annulla-il-provvedimento-disciplinare-per-di-matteo/
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