Datagate, Minniti: "Serve un codice Ue". Servizi Usa: "La Casa Bianca diede l'ok"

"C'è bisogno di ridisegnare un nuovo assetto dell'intelligence. Negli Usa tutto il sistema intelligence è sotto revisione, l'Ue chiede regole condivise: c'è bisogno di un 'codice' perché il mondo dell'intelligence non può essere una foresta in cui tutto è permesso e consentito''. Lo dice il sottosegretario Marco Minniti, Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, presentando presso la sala polifunzionale della presidenza del Consiglio le nuove iniziative dell'intelligence, come 'road show' nelle università e la nuova veste della rivista Gnosis. E' ''un momento molto difficile, senza precedenti. Ricordo altri momenti delicati per l'intelligence ma mai uno così difficile'' analizza . ''L'intelligence si muove ora in un mondo 'apolare', non si muove più in un contesto chiaro. E' evidente che c'è un problema che riguarda l'intelligence americana e il suo rapporto con l'Europa, c'è una questione inedita con cui bisogna confrontarsi, è la gigantesca questione del rapporto tra sicurezza e privacy, tra sicurezza e liberta'''.
''Sicurezza e libertà devono essere conciliati" - "Non è vero che le due cose non possono stare insieme''. In questi mesi complicati per l'intelligence mondiale, "abbiamo intensificato e sviluppato sempre una intensa e leale collaborazione con il Copasir" prosegue. "Il Copasir non è il Parlamento delle segrete stanze. E' la rappresentanza del Parlamento e ha un ruolo essenziale". "Abbiamo riferito al Copasir tutto quello che è stato fatto" e i Servizi di sicurezza "non nascondono le mani nella marmellata" chiarisce Minniti, riferendosi al caso Nsa. "Difendiamo e difenderemo il principio della sicurezza e della libertà. Di fronte alla sicurezza degli italiani, non guardiamo in faccia nessuno".
"Garantisco lealtà nostri servizi" - "Non abbiamo da nascondere le mani nella marmellata", ha riferito Minniti, assicurando che l'intelligence italiana "difenderà in questo mondo complicato i principi di sicurezza e libertà dei cittadini senza guardare in faccia nessuno". "Non vogliamo - ha proseguito - che questa crisi faccia perdere di credibilità l'intelligence, noi vogliamo rispondere non chiudendoci, ma aprendoci e per questo inizieremo un road show nelle università, spiegando che abbiamo bisogno di competenze più qualificate ed aprendo ad una nuova leva di agenti che provengono anche dal mondo universitario e non solo dalle altre amministrazioni dello Stato".
Ci fu l'ok della Casa Bianca - E' quanto hanno affermato fonti dell'intelligence americana al 'Los Angeles Times', confutando le notizie secondo le quali il presidente Obama e i più stretti collaboratori fossero all'oscuro fino alla scorsa estate delle intercettazioni. E ora, aggiungono le fonti, funzionari della National Security Agency e altre agenzie di intelligence sono irritati per quello che ritengono il tentativo della Casa Bianca di prendere le distanze da operazioni che, ora che sono state rivelate da Edward Snowden, stanno creando tensioni e problemi con i più stretti alleati.
La Casa Bianca infatti ha annunciato che intende interrompere questo tipo di controlli mentre due importanti senatori, la democratica Diane Feinstein e il repubblicano John McCain, hanno chiesto di avviare un'inchiesta.
La Casa Bianca infatti ha annunciato che intende interrompere questo tipo di controlli mentre due importanti senatori, la democratica Diane Feinstein e il repubblicano John McCain, hanno chiesto di avviare un'inchiesta.
Le richiese di informazioni di Obama - Secondo il 'Washington Post' solo questa estate, dopo le rivelazioni sullo spionaggio dei leader di Messico e Brasile, il presidente americano ha chiesto di essere informato esattamente su cosa faceva la Nsa nei Paesi alleati. Durante un briefieng alla Casa Bianca, Obama fu messo al corrente, con sua sorpresa, della raccolta di informazioni sui leader di Paesi amici, compresa la Merkel. Il presidente non aveva mai saputo che il programma prendeva di mira alleati, hanno spiegato alti funzionari al 'Washington Post', era consapevole solo degli sforzi di spionaggio verso leader di "Paesi avversari". A quanto riferiscono funzionari della Casa Bianca, Obama non era stato informato perché i briefing dell'intelligence sono ritagliati sulle priorità del presidente: Iran, Cina e terrorismo.
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