mercoledì 19 marzo 2014

Ricicla la moda

Redo è un laboratorio romano di sartoria che si ispira alla filosofia aperta e ribelle diSerpica Naro, il brand ideato da alcune precarie della moda di Milano. Ogni oggetto o capo creato è realizzato con stoffe che le persone del quartiere di Garbatella invece di buttare consegnano al laboratorio, per darle così una nuova vita all’interno di borse, maglie o pantaloni. Dall’anno scorso, Redo utilizza anche scarti industriali come le vele delle barche. Uno spazio, dicono loro, per una moda etica, sostenibile e collettiva
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In via Roberto De Nobili 15, a Garbatella, Roma, c’è un piccolo laboratorio, o meglio Factory, con macchine da cucire, abiti colorati appesi a stampelle e manichini vestiti con giacche ricavate da vele nautiche. Qui Simona, Martina, Alma e Angela creano e realizzano le loro idee insieme a chiunque voglia condividerle. Abbiamo fatto una chiacchierata con Simona per farci raccontare il loro percorso.
Come nasce Redo?
Il progetto prende vita due anni fa, grazie al bando delle idee del Municipio XI. Siamo partite ispirandoci all’open source di Serpica Naro, il brand ideato da alcune precarie della moda di Milano. Chiunque fosse entrato in contatto con il marchio pensò si trattasse di una stilista anglo-nipponica, ma presto si scoprì essere l’anagramma di San Precario. Ci sentiamo vicine a loro per il rispetto che hanno dimostrato verso i lavoratori e per l’idea di moda creativa, originale e sopratutto aperta a tutti.
Alla base della vostra filosofia ci sono i concetti di Openwear e Edu-fashion. Di che cosa si tratta?
Il gruppo di moda collettivo Serpica Naro pensò bene di creare un marchio aperto. Hanno così messo in rete i propri modelli che ognuno può copiare con l’obbligo, però, di citare la fonte. In questo modo si ottiene un abito che supera la logica chiusa dell’artigianato e cioè del pezzo unico. Realizzare un capo che, se pur uguale nel concept, non sarà mai identico a quello di partenza. Infatti, ogni persona nel ricreare l’idea iniziale lo farà attraverso la propria creatività, anche semplicemente usando diverse stoffe. Una moda collaborativa che mette in contatto creativi e appassionati del settore. L’Edufashion vuole diffondere una visione etica e creativa della moda e rappresentare la giusta misura tra la fastfashion di Zara, Oviesse e simili dove c’è una totale spersonalizzazione dell’abito e la haute couture, originale ma per i più inavvicinabile.
C’è anche la ricerca di una maggiore originalità?
Sì. Dietro al progetto Redo ci siamo noi, quattro ragazze con la passione per la moda, ma spesso stanche di assoggettarci a quello che fa tendenza. Il nostro scopo è di creare uno stile che sia all’interno di queste tendenze, ma che allo stesso tempo possa rispecchiare la personalità di ognuno. C’è insomma l’esigenza di adattare la tendenza ad una dimensione più umana. Crediamo che la vestibilità sia un importante risorsa e per questo abbiamo ideato dei vestiti modificabili per ogni taglia.
Come può un accessorio o un abito essere ecosostenibile?
Ogni oggetto o capo che creiamo è realizzato con stoffe che la gente invece di buttare ci consegna, per darle così una nuova vita all’interno di borse, maglie o pantaloni. Dall’anno scorso, poi, abbiamo cominciato a utilizzare gli scarti industriali come per esempio le vele delle barche. Dall’idea di maneggiare un materiale che aveva già una sua storia, abbiamo pensato di abbinare ad ogni abito il suo background. Speriamo così che si crei un rapporto più stretto tra il capo e chi lo indossa e magari prima di gettarlo ci si penserà due volte.
Come mai avete pensato all’idea warholiana di Factory?
Perché vogliamo che lo spazio di via Roberto De Nobili non sia solo un laboratorio, ma un luogo in cui creativi della moda, dell’arte e semplici appassionati si sentano liberi di venire da noi ed esprimere anche concretamente la loro creatività. Speriamo che ci sia uno scambio e una condivisione dei saperi. Per questo stiamo creando una rete con altre realtà che a Roma si occupano di moda con la nostra stessa filosofia.
Avete dei laboratori indirizzati a chi è alle prime armi?
Siamo molto contente e sorprese delle tante richieste per i corsi base. A breve inizierà un laboratorio di tre incontri da due ore.
Dove è possibile trovare le vostre realizzazioni?
La prossima collezione sarà presentata nella Factory, come è stato per le ultime tre. L’obiettivo a lungo termine è di riuscire a coinvolgere terzi che mettano in circolazione le nostre idee.

Informazioni: redo.factory@gmail.com
Fonte: coreonline.it

http://comune-info.net/2013/11/ricicla-la-moda/

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