mercoledì 28 gennaio 2026

Il Registro degli Algoritmi e Supermind: come la Cina governa l’Intelligenza Artificiale

  - Gennaio 28, 2026




Negli ultimi due anni la Cina ha costruito due infrastrutture che insieme ridefiniscono il rapporto tra Stato, conoscenza e intelligenza artificiale, da una parte Supermind, una piattaforma nazionale che usa l’IA per mappare la scienza globale, dall’altra il Registro Nazionale degli Algoritmi, un sistema obbligatorio che cataloga e governa praticamente ogni modello di intelligenza artificiale utilizzato nel Paese, una strategia sistemica che collega ricerca, industria e apparato pubblico.

Supermind rappresenta il cuore operativo del progetto e, secondo un’inchiesta di Newsweek e analisi del Center for Security and Emerging Technology della Georgetown University, la piattaforma è finanziata principalmente dal governo di Shenzhen con un investimento stimato intorno ai 280 milioni di dollari, il progetto è ospitato presso l’International Science and Technology Information Center e nasce con l’obiettivo di trasformare l’enorme produzione scientifica globale in un sistema di analisi automatizzata.

Supermind integra circa 300 milioni di articoli scientifici, oltre 120 milioni di brevetti e profila fino a 130 milioni di ricercatori nel mondo, il sistema incrocia database internazionali come Springer, Wiley, Clarivate ed Elsevier per costruire mappe dinamiche delle competenze, delle reti di collaborazione, delle traiettorie di carriera e dei settori emergenti, i modelli individuano pattern, anticipano filoni promettenti e segnalano aree strategiche dove concentrare investimenti pubblici e industriali. Le aree prioritarie includono intelligenza artificiale, semiconduttori, quantum computing, biotecnologie, scienze del cervello, materiali avanzati, spazio, deep sea e comunicazioni ottiche, settori che determinano il vantaggio tecnologico e industriale dei prossimi decenni e che collegano in modo diretto l’analisi scientifica con le decisioni di politica industriale, secondo Newsweek l’obiettivo esplicito è accorciare i tempi tra scoperta scientifica e applicazione industriale, con particolare attenzione alle tecnologie dual use, civili e militari.

Parallelamente, la Cina ha costruito il sistema di controllo interno attraverso il Registro Nazionale degli Algoritmi e, dal 2022, la CAC Cyberspace Administration of China richiede la registrazione obbligatoria per piattaforme e aziende che utilizzano algoritmi di raccomandazione, IA generativa o sistemi in grado di influenzare opinione pubblica, comportamento degli utenti o decisioni economiche, creando una mappa capillare dell’ecosistema dell’intelligenza artificiale nazionale.

Secondo Wired, il registro pubblico della CAC è diventato nel tempo la mappa più dettagliata al mondo dell’ecosistema IA di un singolo Paese. A gennaio 2025 risultano registrati migliaia di modelli e servizi, con strumenti che vanno dai chatbot ai sistemi di gestione delle reti elettriche, dai software per ospedali e diagnosi cliniche agli algoritmi per la gestione del lavoro, della finanza, dell’istruzione, delle smart city e della robotica. Un’analisi dei dati di registrazione citata da Wired e da centri di ricerca indipendenti mostra che, ad aprile 2025, risultavano registrati circa 3.739 strumenti di intelligenza artificiale generativa e di deep synthesis, con un ritmo di approvazione di circa 250-300 nuovi algoritmi al mese, una crescita che fornisce una misura concreta della velocità con cui l’ecosistema IA cinese si sta espandendo. Sempre secondo queste analisi, circa 2.000 aziende cinesi risultano coinvolte nello sviluppo o nella distribuzione di strumenti di IA pubblici, mentre circa il 22% dei modelli registrati risulta collegato direttamente a entità statali o para-statali, un dato che mostra il peso diretto dello Stato nell’ecosistema dell’innovazione algoritmica. Il registro funziona anche come mappa del potere tecnologico interno, lo Stato dispone di una visione completa su chi sviluppa quali tecnologie, su dove si concentra l’innovazione e su quali aziende accumulano capacità strategiche; questo consente un orientamento mirato di finanziamenti, partnership, acquisizioni e priorità industriali, trasformando il database regolatorio in uno strumento di pianificazione economica.

Dal 2024 sono attivi anche centri fisici di registrazione degli algoritmi, sportelli dedicati alla gestione di modelli, diritti sui dati e aspetti di proprietà intellettuale sotto supervisione pubblica, un’infrastruttura amministrativa dell’IA che consolida il controllo e la pianificazione del settore e che, secondo Wired, non ha equivalenti diretti negli Stati Uniti o in Europa.

Supermind opera sulla dimensione globale, analizzando la produzione scientifica internazionale per intercettare scoperte, talenti e traiettorie emergenti, il registro nazionale invece opera sulla dimensione interna, classificando e governando l’ecosistema nazionale degli algoritmi;  insieme questi strumenti costruiscono una forma di pianificazione tecnologica guidata dall’intelligenza artificiale.

All’estero, questo modello viene spesso letto soprattutto attraverso la lente del controllo e della sorveglianza, mentre una parte centrale della strategia riguarda anche il soft power tecnologico e scientifico. La Cina utilizza queste infrastrutture per costruire un’immagine di potenza innovativa, di Paese capace di organizzare la conoscenza su scala industriale, di attrarre talenti, di accelerare la ricerca e di arrivare per primo nei settori considerati decisivi per il futuro.

https://beppegrillo.it/il-registro-degli-algoritmi-e-supermind-come-la-cina-governa-lintelligenza-artificiale/



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