Quando finì la Grande Guerra, tutti si aspettavano che le donne assunte nei suoi stabilimenti in sostituzione degli uomini venissero mandate a casa. Lei invece le confermò tutte. L’azienda divenne al 90% femminile, con un welfare “rosa” da far invidia a quelli odierni.
C’erano asili nido, il diritto all’allattamento e persino il congedo retribuito di maternità, perché non voleva che una donna dovesse scegliere tra lavoro e figli; c’erano corsi di alfabetizzazione per le operaie, perché sapeva che per una donna l’emancipazione passava innanzitutto dal saper leggere e scrivere. C’era un clima accogliente creato da una donna straordinaria, Luisa Spagnoli, per le centinaia di operaie da lei assunte nell’azienda che avrebbe fatto la storia, quella dei BaciPerugina, che lei stessa inventò.
Scompariva ieri, il 21 settembre del 1935, la donna che creò un modello di welfare che continuò anche dopo la sua prematura scomparsa, dato che la sua famiglia, ancora negli anni Quaranta, quando l’Italia era alla fame, continuava a prendersi cura delle lavoratrici e dei lavoratori dell’azienda, costruendo persino casette a schiera.
Ricordando Luisa Spagnoli, anche quest'anno riflettiamo sul fatto che una donna nata nell’Ottocento e morta prima della Seconda guerra mondiale, seppe dimostrarsi più imprenditrice (vera) di tante e tanti che oggi si autoproclamano tali e pagando anche 3 euro l'ora.

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