«È successo tutto all’improvviso, la funicolare procedeva a una buona velocità, quando abbiamo sentito il boato» ha detto la donna italiana ferita. «Siamo sotto choc. Non so se riuscirò a calmare mio figlio», racconta al Corriere Paola Landolfi, 52 anni, di Salerno, è arrivata sul luogo dell’incidente pochi istanti dopo: avrebbe dovuto prendere proprio quel mezzo per fare un giro turistico col figlio.
La strage sulla funicolare

Un tragico incidente ha sconvolto mercoledì il cuore di Lisbona per il deragliamento e lo schianto della funicolare di Gloria, che collega la parte bassa della città al Barrio Alto, molto usata dai turisti come dai lisbonesi. Secondo le prime testimonianze, il vagone che stava scendendo dal punto panoramico di San Pietro di Alcantara verso Praça dos Restauradores sarebbe deragliato per la rottura del cavo di sicurezza. «Lisbona è in lutto», ha detto il sindaco Carlos Moedas, che si è recato subito sul posto, nel pieno centro della capitale del Portogallo. «È una tragedia senza precedenti nella storia della nostra città», ha aggiunto.
La vettura numero 1, una volta perso il controllo, ha finito la sua corsa contro una casa alla curva di Calçada da Glória, mentre la vettura numero 2, ferma in una posizione più bassa nei pressi della piazza, è scivolata di un metro: non è deragliata ma è rimasta incastrata nella protezione sul bordo inferiore del binario.
La lista delle vittime
Fonti sindacali fanno sapere che uno dei morti è il conducente del mezzo che nel pomeriggio di mercoledì ha deragliato andando a sbattere contro un edificio adiacente ai binari. Tra i feriti, fortunatamente leggeri, anche un bambino e la sua mamma incinta. Un comandante dei vigili del fuoco di Lisbona dice che sono stati identificato molti nomi stranieri tra le vittime, ma non è ancora possibile dare notizie più dettagliate.
L'appalto per la manutenzione annullato
L'ultima gara d'appalto per la manutenzione dell'Elevador da Glória, la funicolare che mercoledì ha deragliato provocando 15 morti nel centro di Lisbona, era stata annullata pochi giorni fa da Carris, l'azienda pubblica che gestisce grande parte dei trasporti pubblici della capitale portoghese, poiché tutte le offerte ricevute erano superiori all'importo preventivato. È una delle notizie riportate nelle ultime ore dai media portoghesi, insieme alle ripetute denunce da parte dei lavoratori dell'azienda, che secondo fonti sindacali avevano presentato numerosi reclami sulla necessità di effettuare l'adeguata manutenzione gli ascensori.
Intanto però la Carris, l'azienda di trasporto urbano di Lisbona, ha ribattuto dicendo di aver rispettato tutte le misure di sicurezza presso l'Elevador da Gloria. In una nota, Carris ha specificato che, in particolare, «sono stati eseguiti e rispettati tutti i protocolli», sia il protocollo di manutenzione generale, che si verifica ogni quattro anni ed è stato eseguito l'ultima volta nel 2022, sia il protocollo di riparazione intermittente, che si verifica ogni due anni ed è stato eseguito nel 2024. L'azienda ha inoltre sottolineato che «i programmi di manutenzione mensile e settimanale e l'ispezione giornaliera sono stati scrupolosamente seguiti». La società ha dichiarato di aver avviato «immediatamente» un'indagine con le autorità per determinare la causa dell'incidente. Inaugurata nel 1885, la funicolare collega Praça dos Restauradores con il Bairro Alto, nel cuore del quartiere turistico di Lisbona.
I dubbi sulla sicurezza
«Abbiamo rispettato tutti i protocolli in maniera scrupolosa», ha dichiarato ai media portoghesi Pedro Bogas, presidente del Consiglio di amministrazione di Carris, l'azienda pubblica che da più di un secolo gestisce grande parte dei trasporti pubblici di Lisbona, a proposito del disastro della funicolare Gloria. . Bogas ha parlato in diretta, nella serata di mercoledì, poche ore dopo l'incidente della funicolare, citando tutti i protocolli di manutenzione: dal quadriennale, realizzato l'ultima volta nel 2022, a quello intercalare, del 2024, fino a tutte le ispezioni mensili e settimanali. Bogas rispondeva ai giornalisti, che cominciano a sollevare dubbi sulla sicurezza dei mezzi di trasporto pubblici della capitale, alcuni dei quali molto vecchi (l'Elevador da Glória, monumento nazionale, fu inaugurato nel 1885 ed è elettrico dal 1915). Un rappresentante sindacale, in un'intervista alla tv di Stato, ha sollevato la questione della manutenzione delle vetture, che viene affidata a un'azienda esterna. "È da 14 anni che la manutenzione la fa un'azienda esterna», ha risposto Bogas, che comunque ha annunciato l'apertura di un'inchiesta interna
Cosa è successo
Secondo una prima ricostruzione dei vigili del fuoco, accorsi in forze sul posto con ambulanze e mezzi di protezione civile, un cavo avrebbe ceduto, provocando il deragliamento e la caduta di uno dei due elevatori, quando era nel punto più alto del percorso. Un'altra delle ipotesi dei tecnici sull'origine dell'incidente è che non avrebbe funzionato il sistema frenante della vettura. Il vagone è andato a infrangersi contro un edificio adiacente i binari vicino la sottostante Plaza de los Restauradores, e si è accartocciato nell'impatto. Molti passanti che si trovavano nella zona sono fuggiti verso la vicina Avenida de la Libertat, per mettersi in salvo, secondo le numerose testimonianze riprese dai media portoghesi.
Sul posto sono giunti il sindaco di Lisbona, Carlos Moedas, che ha parlato di «incidente gravissimo, senza precedenti», assieme al ministro alle Infrastrutture Miguel Pinto Luz, per seguire da vicino le operazioni di soccorso, mentre è ancora in corso l'estrazione delle vittime dalle lamiere. Ancora non si conosce la nazionalità delle vittime. Fonti dell'ambasciata italiana a Lisbona fanno sapere di essere in contatto con le autorità portoghesi per accertare la possibile presenza di connazionali fra le persone coinvolte nell'incidente e per eventuale assistenza.
Il Presidente della Repubblica portoghese, Marcelo Rebelo de Sousa, ha subito reagito con un messaggio sulla pagina ufficiale della Presidenza della Repubblica, esprimendo «profondo cordoglio», in particolare «per i morti e i feriti gravi». Cordoglio è stato espresso dal primo ministro Luis Montenegro ed è stato dichiarato lutto nazionale.


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