martedì 22 luglio 2025

Chef Rubio senza cellulare e profili social bloccati, perquisita la casa: il blitz della Digos per i post contro Israele

 


L’operazione, disposta dalla magistratura e condotta dagli agenti dell’antiterrorismo, ha portato al sequestro di tutti i dispositivi elettronici dell’ex rugbista, incluse chiavette USB e supporti di memoria

 
Chef Rubio senza cellulare e profili social bloccati, perquisita la casa: il blitz della Digos per i post contro Israele

di Redazione Web

Parole incendiarie, un post pubblicato poco prima di un attentato mortale, e ora un’inchiesta per istigazione all’odio razziale e religioso. La Digos ha perquisito l’abitazione di Gabriele Rubini, noto al pubblico come Chef Rubio, dopo che due suoi messaggi su X, legati all’attacco all’ambasciata israeliana di Washington, sono finiti al centro di un’indagine per propaganda e istigazione a delinquere, aggravata dai motivi di discriminazione, secondo l’articolo 604 bis del codice penale.

L’operazione, disposta dalla magistratura e condotta dagli agenti dell’antiterrorismo, ha portato al sequestro di tutti i dispositivi elettronici dell’ex rugbista, incluse chiavette USB e supporti di memoria. Rubini è stato successivamente interrogato nel commissariato di Frascati.

I post sotto accusa

Al centro della denuncia ci sono due post pubblicati il 21 e il 22 maggio, in corrispondenza dell’attacco in cui hanno perso la vita Yaron Lischinsky e Sarah Milgrim, funzionari dell’ambasciata israeliana uccisi davanti al Capitol Jewish Museum da Elias Rodriguez. Il primo messaggio, pubblicato poche ore prima dell’attentato, recitava:
«Morte ai diplomatici complici del genocidio in atto da 77 anni, morte agli invasori e a chi li finanzia, morte al colonialismo, suprematismo, razzismo e odio antimusulmano. Morte quindi al sionismo e alla colonia ebraica. Lunga vita alla Palestina e ai nativi semiti palestinesi».

Il giorno successivo, Rubini ha condiviso un secondo post, accompagnato dalle foto delle due vittime, sottolineando:
«Che differenza c’è tra un impiegato dell’ambasciata della colonia ebraica e un soldato suprematista ebraico che massacra i palestinesi per il loro solo esistere e resistere? Che uno esegue gli omicidi (Eichmann) e l’altro fornisce legittimità e mezzi per farlo impunemente».

Dispositivi sequestrati e profili bloccati

A dare notizia della vicenda è stato l’attivista Alberto Fazolo, giornalista ed ex combattente nel Donbass, che ha diffuso sui social parte della documentazione relativa all’indagine. 

Fazolo ha spiegato che Rubini, a seguito del sequestro, è rimasto senza accesso ai propri strumenti elettronici, alle chat private, ai profili social e al materiale archiviato in cloud. «L’obiettivo dell’operazione – ha dichiarato – era acquisire informazioni sulle sue attività telematiche, contestargli i due post e verificare i contenuti delle sue comunicazioni private su Telegram e Signal».

https://www.leggo.it/italia/cronache/chef_rubio_no_cellulare_social_chiusi_blitz_digos_post_contro_israele_oggi_22_7_2025-8971211.html 

 

 

 

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