Meduse cibo del futuro in Europa se Ue le autorizzerà
Cnr, prime ricette occidentali a base di queste creature marine
ROMA, 25 MAR - Da odiate nemiche dei bagnanti a
potenziale risorsa. Piatto tradizionale in Cina e in vari paesi
del Sud-est asiatico, le meduse in Europa non sono ancora
autorizzate per uso alimentare. Eppure, sono una fonte di
proteine, povere di calorie e di grassi, contengono elementi
preziosi come aminoacidi, magnesio e potassio, hanno proprietà
antinfiammatorie e antiossidanti. E potrebbero essere anche
golose, suggeriscono gli chef coinvolti nel volume "European
Jellyfish - Prime ricette a base di meduse in stile
occidentale", edito da Cnr Edizioni - Unità Comunicazione
relazioni con il pubblico e curato da Antonella Leone
dell'Istituto di scienze delle produzioni alimentari (Ispa) del
Consiglio nazionale delle ricerche di Lecce nell'ambito del
progetto europeo "GoJelly". Il libro - consultabile come
flipbook al link https://doi.org/10.48257/BLE-001 e scaricabile
gratuitamente in italiano e in inglese - viene presentato al
pubblico lunedì 29 marzo con un evento on line trasmesso dalle
17 sui canali Facebook e YouTube dell'Unità Comunicazione e
Relazioni con il pubblico. Ricercatori e chef guideranno il
pubblico verso una nuova percezione di queste creature marine.
"Dopo la valutazione della domanda da parte della Commissione e
l'opinione favorevole dell'EFSA (Autorità Europea sulla
Sicurezza Alimentare) - spiega Antonella Leone (Cnr-Ispa),
ricercatrice impegnata nel progetto per l'Italia - le meduse
potranno essere commercializzate e consumate". "Da anni,
attraverso il progetto Go Jelly finanziato nell'ambito del
Programma Horizon 2020, la comunità scientifica internazionale -
prosegue Leone - è impegnata nello studio delle meduse come
risorsa sostenibile". Oggi, con i mari sempre meno pescosi e la
presenza sempre più numerosa di meduse - dovuta in parte al
sovrasfruttamento delle popolazioni ittiche, e in parte a
fattori quali l'aumento delle temperature dell'acqua e
l'acidificazione degli oceani - si profila l'opportunità di
utilizzarle come "novel food" anche in Occidente: "In estremo
Oriente questi animali sono utilizzati da oltre 2.000 anni, con
un impatto significativo anche sull'economia. Con una
popolazione mondiale che cresce ad un ritmo esponenziale - a
fronte di una produzione di cibo che aumenta molto più
lentamente - individuare risorse alimentari nuove e sostenibili
è, infatti, una sfida inevitabile", conclude Leone.
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