di Antioco Fois
Patrizia Badiali aveva 65 anni ed ha contratto il virus dopo "aver avuto un contatto diretto con la titolare di un'attività aperta al pubblico che si è presentata al lavoro nonostante i sintomi influenzali"
PERUGIA - "Prima ancora del virus a uccidere mia madre è stata la superficialità di chi non rispetta le misure anti-Covid". In un post su Facebook aveva riversato tutta l'amarezza accumulata in un mese di lotta, consegnandola alla platea dei social a poche ore dalla morte della madre. "Lei era in perfetta salute e stava sempre molto attenta a proteggersi, ma non è stata risparmiata dal Covid", racconta a Repubblica Maria Chiara Manto, veterinaria di Spoleto, figlia di Patrizia Badiali, maestra elementare morta a 65 anni dopo aver contratto l'infezione. Un racconto dove la rabbia si scioglie in un appello accorato: "Vi prego, rispettate tutti le regole, perché questo virus non perdona e spesso non dà una seconda chance a chi non c'entrava nulla".
L'incubo della signora Patrizia inizia col tampone positivo, lo scorso 30 novembre, dopo "aver avuto un contatto diretto con la titolare di un'attività aperta al pubblico che si è presentata al lavoro nonostante i sintomi influenzali, riconducibili al Covid", racconta Maria Chiara, che si dice decisa a fare chiarezza sulla vicenda che "ha fatto sprofondare la mia famiglia in una dimensione surreale".
"Poco dopo, infatti, ho scoperto di essere stata contagiata assieme a mio marito e a mio padre. Se noi l'abbiamo superata a fatica, per mia madre non è stato così". Dopo una prima fase del ricovero che lasciava ben sperare, le condizioni della maestra di italiano sono precipitate nella seconda metà di dicembre. "La polmonite bilaterale l'ha messa alla prova, finché martedì scorso il suo cuore affaticato si è fermato", dice ancora la figlia.
"Questo virus fa male. Uccide le persone sane e con tanta voglia di vivere come mia madre, che in vita sua probabilmente non ha mai neanche preso un antibiotico", aveva scritto la professionista del settore sanitario nello sfogo social postato a Capodanno. E la colpa "non é della scuola, dei trasporti, del governo", ma "delle persone che non rispettano le regole". "Basterebbe davvero poco, che tutti facessimo il nostro", continuava a scrivere Maria Chiara, puntando il dito contro chi al contrario "si sente superiore alle regole e alle raccomandazioni".
"Peccato che però a pagare sia sempre qualcun altro. Non andrà tutto bene, non ne usciremo. E mi dispiace - si legge ancora nell'intervento sui social - soprattutto per gli angeli che si sono presi cura di mia madre dal momento del ricovero alla sua morte (medici e personale sanitario, ndr) perché loro fanno davvero di tutto per ovviare alla negligenza e alla stupidità di certe persone".
In consiglio comunale a Spoleto è in programma per questo pomeriggio una commemorazione della maestra, molto conosciuta in città, scomparsa quando il traguardo del vaccino iniziava a essere all'orizzonte. "Prima di essere contagiata si era informata dal medico di famiglia - dice la figlia - e aspettava che fosse disponibile, ma purtroppo non c'è stato il tempo".
https://www.repubblica.it/cronaca/2021/01/04/news/spoleto_lo_sfogo_della_figlia_della_maestra_morta_di_covid_mia_madre_uccisa_dalla_superficilita_di_chi_non_rispetta_le_re-281043164/
Berlusconi71
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