sabato 1 marzo 2014

Tosi querela Milena Gabanelli

Verona, il sindaco va dai giudici: «Giornalista del programma disposto a pagare per ottenere false prove e un filmato hard». La Gabanelli: «Querela preventiva»



Tosi al contrattacco, e direttamente in procura di Verona. La città è ancora sotto choc per l’arresto dell’ex vicesindaco Vito Giacino e della moglie Alessandra Lodi in un’inchiesta per concussione e nuova corruzione. E ieri a mezzogiorno il sindaco ha portato al procuratore capo Mario Giulio Schinaia una denuncia per diffamazione contro il giornalista Sigfrido Ranucci della trasmissione della Rai Report, diretta da Milena Gabanelli.
È una querela per diffamazione, ed è accompagnata dalle registrazioni di file audio, di un’ora e mezza, e video, di un’ora, consegnati ieri anche alla stampa insieme alla trascrizione. I quali, secondo quanto ha detto lo stesso Tosi in una conferenza stampa convocata in municipio, «provano il tentativo del giornalista di Report di costruire notizie false e diffamatorie nei miei confronti, cercando di acquisire la necessaria documentazione con metodi illeciti, e con l’uso di denaro pubblico».
Ma quale sarebbe questo tentativo? Secondo quanto riferito dal sindaco Ranucci, in questi giorni in città per svolgere un servizio sull’amministrazione Tosi, avrebbe contattato tramite alcuni intermediari Sergio Borsato, un ex leghista, ritenendo che potesse accedere a copie di alcuni filmati. Questi proverebbero che la ’ndrangheta ha rapporti con Tosi, che avrebbe sfatto diversi regali fra cui un orologio Rolex. Uno dei filmati sarebbe un video hard in cui Tosi sarebbe protagonista.
Il sindaco ha raccontato poi che Borsato, contattato dal giornalista che riteneva fosse un nemico di Tosi, lo ha a sua volta chiamato per informarlo. E successivamente ha registrato con una microtelecamera due incontri con il giornalista, per trattare la consegna del materiale. Questo d’accordo con Tosi, quindi, per smascherare le intenzioni dell’autore del servizio. «Questo materiale ovviamente non esiste», dice il sindaco, «non c’è alcun filmato. Dalla trascrizione delle immagini e delle conversazioni si ricava che l’intervistatore pagherebbero con soldi pubblici questi video e inoltre che l’obiettivo politico da colpire è il sottoscritto». Stando ad alcuni passaggi, verrebbero offerti dai 10 ai 15mila euro per comprare questo materiale.
«In sintesi», spiega ancora Tosi, «un programma di inchiesta della Rai, pagato con i soldi dei cittadini, ha cercato di costruire una trasmissione per distruggere una persona ritenuta evidentemente un avversario politico». Il giornalista Ranucci replica: «Noi non abbiamo mai chiesto soldi per Report. Invece ci erano stati chiesti da Borsato. Noi abbiamo la registrazione completa degli incontri avuti con lui e quelli diffusi ieri sono stati manipolati». E Milena Gabanelli, conduttrice di Report, ha diffuso una nota in cui dice che «non è la prima volta che ci arriva una querela preventiva. Mi preme chiarire che in 17 anni di vita di Report non abbiamo mai speso un solo euro per pagare un informatore. Si è fatto intendere, come normalmente avviene in questi casi, una eventuale distà, al solo fine di poter vedere i contenuti di questa registrazione. Nessun acquisto comunque avrebbe in ogni caso avuto seguito». (fonte)

http://www.lafucina.it/2014/02/25/tosi-querela-milena-gabanelli/

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