martedì 3 dicembre 2013

Una giornata a Montevideo

Alla scoperta del volto dinamico e colto dell’Uruguay


entrata del mercato del Puerto, vecchio mercato oggi trasformato in un enorme centro commerciale dove anche possibileentrata del mercato del Puerto, vecchio mercato oggi trasformato in un enorme centro commerciale dove anche possibile
Rolds, il locale piu' frequentato nel mercato del Puerto, vera istituzione che accoglie avventori dal 1886
tipica carne arrosto uruguayana al mercato del Puerto
(di Ida Bini)
Capitale 2013 della cultura iberoamericana e base uruguayana per recarsi nella località turistica di Punta del Este, Montevideo mostra ai numerosi visitatori stranieri il suo aspetto dinamico, tollerante e multidisciplinare grazie a una recente ristrutturazione urbanistica, a nuove strutture museali, ad accoglienti caffè letterari, ai tanti teatri e ristoranti alla moda e alla grande passione per il calcio. E’ la città più a sud di tutta l’America, affacciata sulla riva settentrionale del Rio de La Plata e caratterizzata da una luce intensa che accoglie sin dall’aeroporto o dal porto se si arriva dalla vicinissima Buenos Aires con il ferry.
Il moderno aeroporto Carrasco, progettato dall’architetto uruguayano Rafael Viñoly, ha un imponente tetto bianco: è collegato alla città, che si raggiunge in poco più di mezz’ora, dalle Ramblas che per una ventina di chilometri costeggiano il fiume e da spiagge che invitano alla sosta. Qui si passeggia, si pesca, si fa jogging e si va in bicicletta, godendosi la brezza e il paesaggio circostante. Raggiunto il centro storico, si sprofonda nella storia: la visita parte davanti alla porta della Ciudadela, uno dei pochi resti delle antiche mura, costruite nel 1742 e oggi integrate all’interno di plaza de la Independencia.
La piazza, centro nevralgico di Montevideo con il palazzo presidenziale e il monumento all’eroe nazionale dell’indipendenza, José Gervasio Artigas, è il luogo di passaggio tra la città vecchia e quella nuova. Da qui partono, una di fronte all’altra, i due viali principali di Montevideo: avenida del 18 de Julio, caotica e piena di negozi e locali, e la pedonale calle de Sarandí, tranquilla e con numerosi caffè letterari dove sostare. Se si arriva di domenica è imperdibile una visita al mercato la Feria de Tristán Narvaja, tappa obbligata per capire meglio lo spirito della capitale e dei suoi abitati. Offre una passeggiata divertente e anche un po’ caotica ma vale davvero la pena entrarci in qualsiasi ora, anche se tutte le guide della città dicono che è aperto solo la mattina. Tornando a plaza de la Independencia, è bene prendere la pedonale Sarandí, che conduce direttamente al cuore della vecchia Montevideo: decine di stradine si incrociano tra calle de la Ciudadela e il porto, creando una specie di labirinto che in alcuni punti ricorda i vecchi magazzini portuali e doganali d’inizio secolo. Lungo la strada principale si incrociano il museo Torres García con opere del costruttivismo e il museo della città che testimonia la ricca storia dell’Uruguay.
Sempre nel centro storico è un susseguirsi di musei e di centri di cultura: museo Gurvich, il museo d’arte precolombiano e il museo di Belle Arti. Qui si alternano edifici storici, testimoni di antichi splendori, a grandi piazze, come plaza de la Matriz (o de la Constitución), dove si trova la cattedrale in stile eclettico, a dimostrazione dei tanti popoli che conquistarono la città, e plaza de Zabala, bellissima e romantica dedicata al fondatore di Montevideo. Camminando nel centro storico lungo gli storici palazzi art decò Díaz, Tapie, Rinaldi e Lapido, si arriva inevitabilmente al mercado del Puerto, vecchio mercato oggi trasformato in un enorme centro commerciale dove fare shopping, soprattutto tra i negozi d’artigianato locale.
Qui è il caso di fermarsi a pranzo: tanti sono i localini dove assaggiare il miglior arrosto uruguayano e bersi una birra locale o un medio y medio, un bicchiere ghiacciato di birra e vino mescolati insieme. Il locale più frequentato è il Bar Roldós, una vera istituzione, che accoglie avventori dal 1886. Se, invece, non si trova posto, l’ideale è recarsi nell’adiacente calle de Ituzaingó ed entrare nel famosissimo café Brasilero, locale fondato nel 1877 e frequentato da scrittori e intellettuali, da Mario Benedetti a Eduardo Galeano, tutti uniti dalla grande passione del calcio. Pallone a parte, qui si possono gustare tantissime varietà di caffè. Il calcio è una delle passioni più coinvolgenti del Paese, una tradizione popolare che trascina e fa sognare; ecco perché è obbligatoria una sosta allo stadio Centenario, costruito per i Mondiali del 1930, il primo vinto dall’Uruguay (il secondo lo vinse a Rio de Janeiro nel 1950).
Verso sera ci si può lasciar sedurre da uno spettacolo di tango al teatro Solís, che merita una visita anche solo per ammirare la bellezza architettonica dell’edificio neoclassico, inaugurato nel 1856, non prima di aver mangiato qualcosa nella vicina calle de Bartolomé Mitré, dove si cena nei tanti locali e ristorantini. Se invece si cerca un ristorante dove mangiare sul serio, ci si può recare in calle de Buenos Aires, di fianco al teatro, nel frequentatissimo ristorante Rara Avis dove si gustano i migliori piatti di carne alla griglia. La notte di Montevideo è molto animata e i quartieri più alla moda da frequentare e da raggiungere in convenienti taxi sono proprio il centro storico e Pocitos, direttamente sulla spiaggia; chi ama divertirsi e cerca locali trasgressivi due sono gli indirizzi da non perdere: Small e Cain Dance. Chi vuole ascoltare ottima musica dal vivo può scegliere tra il locale alla moda La Trastienda, il caffé La Diaria o il monumentale bar Fun Fun, in calle de la Ciudadela, dove si vivono i migliori spettacoli di tango e seduti al bancone di stagno si beve Pegulo o Uvita, tipiche bevande locali. Il tango, d’origine argentina, visse il suo massimo splendore nella capitale uruguayana nel 1917 dopo l’uscita dell’opera La Cumparsita del montevideano Gerardo Matos Rodríguez, in quello che oggi è palazzo Salvo, uno degli edifici storici più importanti e il più alto della città. In realtà è proprio in strada e nelle ampie piazze cittadine dei quartieri Sur e Palermo che si assiste ai più emozionanti concerti e spettacoli di tango e di candombe, musica e ballo africani che molti artisti hanno combinato con i ritmi della milonga, del tango e della bossa nova. Per organizzare il viaggio: www.uruguaynatural.com

(ANSA)

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